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Maltempo a Viareggio, crolla il pino della discordia: tragedia sfiorata in centro

di Luca Pardini
Il pino
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L’albero monumentale di via Sant’Andrea non ha resistito alle raffiche del vento mercoledì 9 settembre: danni a un veicolo e alla veranda del bar

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VIAREGGIO. Si chiude con un botto la saga del pino di via Sant’Andrea. Quello dell’albero monumentale che, sotto i colpi delle potenti raffiche di vento, è crollato lungo la carreggiata in centro.

La preventiva chiusura della strada al traffico ha evitato risvolti drammatici, limitando i danni a un furgoncino parcheggiato – letteralmente schiacciato dalla pianta – e alla veranda del bar Gambalunga. Il fortunale che oggi 9 settembre ha messo a soqquadro l’intera città, tra alberi caduti e tetti scoperchiati (qui la diretta), ha così posto fine a una storia lunga decenni – quella del pino – e ad anni di polemiche e dibattiti su quale fosse la corretta gestione dell’albero.

Una tragedia sfiorata

Sono da poco passate le 14 quando il fortunale si abbatte su Viareggio. Pochi minuti di raffiche fortissime sono bastate a tirare giù il pino secolare. I primi residenti e passanti ad arrivare sul posto, attirati dal frastuono della caduta, si sono trovati davanti una scena impressionante: la chioma del pino, ormai a terra, che occupava la strada e parte della piazza in tutta la sua larghezza, l’asfalto completamente spaccato nel punto in cui la pianta poggiava. E poi i danni.

La chiusura della via – disposta dal Comune già da qualche settimana – ha impedito che le cronache raccontassero una tragedia. Chi ha avuto la peggio è il titolare di un furgoncino Mercedes parcheggiato al lato della strada, finito completamente travolto dal fusto della pianta. La chioma, poi, ha finito per danneggiare anche la veranda del bar Gambalunga, fortunatamente chiuso per ferie (altrimenti solitamente piena di clienti a quell’ora del giorno).

«Era da immaginarselo, l’albero non era in sicurezza – commenta, visibilmente amareggiato, il titolare Fabrizio Benassi – adesso vediamo come poter ripartire, i danni ci sono. Prima la strada chiusa, ora la veranda rovinata: insomma c’è poco da stare allegri».

Le polemiche

In poco tempo, vista la rapida diffusione della notizia della caduta, in molti si sono affacciati in via Sant’Andrea per vedere e, in molti casi, commentare. Il dibattito sul pino va in scena da anni, almeno da quando le sue radici avevano cominciato a danneggiare pesantemente il manto stradale. Negli ultimi mesi però si era intensificato e la questione ha infiammato il dibattito pubblico, quasi dividendo la città in due fazioni: chi era favorevole all’abbattimento del pino e chi no.

Il Comune, su richiesta della Curia (proprietaria dell’area), aveva programmato l’abbattimento dell’albero lo scorso 20 luglio, salvo poi fare un passo indietro di fronte alle polemiche di cittadini e ambientalisti, con in testa l’associazione Italia Nostra Versilia. Da lì il dibattito non ha smesso di crescere, con il sit-in di protesta di fronte al Comune del primo agosto, la presentazione di piani alternativi al taglio e la petizione per la pedonalizzazione di quel tratto di strada. A metà agosto anche la Soprintendenza di Lucca aveva ribadito il suo sostegno alle istanze a favore della salvaguardia del pino.

Un caso politico

La politica non è certo rimasta fuori dalla questione, con il centrosinistra che ha fatto sua la battaglia per salvare il pino di via Sant’Andrea e, più in generale, su una diversa gestione del verde in città, senza risparmiare critiche all’amministrazione.

Di fronte all’immagine del pino caduto «sarebbe opportuno che chi allora distribuiva accuse e lezioni avesse almeno il coraggio politico di interrogarsi sulla leggerezza con cui ha affrontato il problema – dichiara la sindaca Grilli – nella consapevolezza che il peso e la responsabilità delle conseguenze delle posizioni sostenute sarebbero comunque ricaduti su qualcun altro». La prima cittadina spiega che «all’indomani dello stop all’abbattimento della pianta, il Comune, pur non essendo proprietario del pino di via Sant’Andrea, aveva chiesto di effettuare ulteriori verifiche sulle sue condizioni, comprese le prove di trazione, per avere una valutazione aggiornata sullo stato di salute della pianta – afferma la prima cittadina di Viareggio – e nell’attesa abbiamo deciso di tenere la strada chiusa».

Nel replicare alla sindaca il centrosinistra evidenzia la caduta di diversi alberi oltre al pino di Sant’Andrea, segnale «di un problema strutturale che l'amministrazione non può più permettersi di ignorare, ovvero la mancanza di manutenzione ordinaria del verde pubblico: potatura regolare e depavimentazione delle aree intorno ai fusti, necessaria per liberare le radici e permettere loro di respirare – dichiarano Pd e Fermi Mai in una nota congiunta – non si trattava di una pianta malata: la perizia lo aveva dichiarato sano. La sua caduta dimostra che la salute di un albero non basta a garantirne la stabilità, se la chioma non viene alleggerita e le radici restano soffocate da anni di asfalto e cemento che ne impediscono lo sviluppo naturale».

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