Il Tirreno

Versilia

L’incidente

Versilia, morte di Lorenzo Lorenzini: due indagati per omicidio colposo – Conclusa la fase preliminare

di Gabriele Buffoni

	Lorenzo Lorenzini (in piccolo) e i cartelli di pericolo posizionati dopo l’incidente
Lorenzo Lorenzini (in piccolo) e i cartelli di pericolo posizionati dopo l’incidente

Due dipendenti del settore lavori pubblici del Comune di Camaiore risultano indagati: in via Vittorio Veneto, l’uomo perse il controllo del veicolo, sbandando e finendo la propria corsa contro uno dei pini che costeggia ancora oggi la strada

4 MINUTI DI LETTURA





LIDO DI CAMAIORE. Due dipendenti del settore lavori pubblici del Comune di Camaiore risultano indagati per la morte di Lorenzo Lorenzini, il bagnino 52enne che il 31 agosto 2025 rimase vittima di un tragico incidente in via Vittorio Veneto, a Lido di Camaiore. Si sono concluse così nei giorni scorsi le indagini preliminari della Procura di Lucca coordinate dalla pubblico ministero Sara Polino.

Silenzio di tomba

Bocche cucite sulla vicenda, sia dalla Procura che dal Comune di Camaiore. Ma l’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato notificato alle parti in causa. Si chiude così una delle fasi più delicate dell’inchiesta per l’ipotesi di reato di omicidio colposo aperta un anno fa dalla Procura. In cui sono confluite - con un’indagine svolta in modo parallelo - anche le prove e le testimonianze raccolte dalla squadra di avvocati della famiglia Lorenzini, i legali Simone Guizzardi ed Emanuele Pardini. «Una decina di giorni fa - conferma l’avvocato Guizzardi - abbiamo consegnato ulteriori testimonianze alla Procura, dopo quelle che già avevamo fornito in passato, che puntano a rendere evidente sia la mancata manutenzione e la prolungata incuria di quella strada da parte dell’ente comunale, sia un secondo aspetto molto rilevante in sede civilistica, ovvero il fatto che Lorenzo Lorenzini non conoscesse bene quella strada e le insidie che nascondeva in quanto non passava spesso di lì per andare al lavoro. Usava infatti prevalentemente la bicicletta e transitava lungo la ciclabile sul lungomare - spiega l’avvocato - quel giorno invece aveva usato lo scooter perché doveva andare a pranzo nella zona di Lido e in quel momento stava andando sul posto di lavoro».

Il dramma di un anno fa

Erano da poco passate le 16,30 del 31 agosto 2025 quando in via Vittorio Veneto avvenne la tragedia. Lorenzo Lorenzini si stava dirigendo al bagno Batigia, in Passeggiata a Lido di Camaiore, dove lavorava come bagnino da alcuni anni e dove doveva entrare in servizio intorno alle 17. Salito in sella dello scooter del fratello Leonardo, mentre percorreva via Vittorio Veneto perse il controllo del veicolo, sbandando e finendo la propria corsa contro uno dei pini che costeggia ancora oggi la strada. Uno schianto terrificante, che gli procurò numerosi traumi e fratture, rivelandosi fatale per il 52enne. Fin da subito si ipotizzò che a far perdere il controllo del mezzo a Lorenzini siano state le radici sporgenti dei pini che circondano e deformano ancora oggi la carreggiata: lo riportarono le prime testimonianze, che sono finite nel fascicolo della Procura (tra queste, una donna che in bici vide sbandare paurosamente lo scooter del bagnino da un punto all’altro della strada, proprio in corrispondenza dei dossi dovuti alle radici sporgenti degli alberi). Un’insidia che non era segnalata dal Comune: solo dopo l’intervento dei vigili sul luogo dell’incidente comparvero infatti i cartelli di pericolo lungo la strada.

I lavori di riqualificazione

Non a caso, dopo l’episodio il Comune di Camaiore tentò un’accelerazione per un intervento di riqualificazione complessivo della strada. Prevedendo - tra mille proteste - il taglio di 23 piante (16 pini e 7 oleandri) nel tratto tra via Trieste e via Garibaldi. L’intervento inizialmente era programmato a marzo ma l’inizio della stagione di nidificazione ha rimandato il tutto a dopo l’estate.«Partiremo con i lavori tra la seconda metà di settembre e i primi di ottobre - spiega il sindaco Marcello Pierucci - ma prima faremo, come garantito ai comitati ambientalisti che mi hanno convinto dell’importanza di quei pini, ogni prova di carico necessaria a verificare la loro stabilità. Con Italia Nostra, che si è dissociata dalla protesta degli altri comitati, abbiamo condiviso il progetto. Abbiamo investito altri 12mila euro per queste nuove verifiche che abbiamo in programma: se quindi ci sarà la possibilità di salvare quei pini - assicura il primo cittadino - lo faremo. Però se devo scegliere tra chiudere quella strada, mantenerla pericolosa o tagliare i pini, procederemo con l’abbattimento. Con una certezza - dichiara Pierucci - ripiantumeremo nuove piante, diverse da quelle previste attualmente nel progetto che non sono a mio avviso paragonabili a quelle ci sono adesso. Saranno alberi veri e propri, in grado di garantire la stessa presenza e l’ombra degli attuali pini».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il delitto

Femminicidio sull’A1, la mamma di Lorena Isceri: «Aveva paura ma non aveva voluto denunciarlo per non rovinargli la vita»

di Mario Neri
Turismo: le nostre guide