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«Forte dei Marmi non sarà mai come Ibiza». In Versilia la “guerra” dei rumori: il caso del Mediceo

di Matteo Tuccini e Luca Basile

	Il sindaco e un evento al Mediceo
Il sindaco e un evento al Mediceo

Dalla costa all’entroterra, proteste contro gli eventi: le risposte dei Comuni e le parole di Murzi

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FORTE DEI MARMI. «Non siamo e non saremo mai, per quanto mi riguarda, Ibiza». Parole, quelle del sindaco Bruno Murzi, non nuove in scia al complicato rapporto che contrappone chi investe sulla spiaggia di Forte con l’obiettivo di incrementare servizi, eventi e strutture, e l’attuale amministrazione comunale.

Parole che Murzi ha ribadito durante la presentazione del libro di Pier Ettore Olivetti Rason, “Il collezionista di memorie” andata in scena lunedì scorso – 3 agosto – a Villa Bertelli. Un mantra, quello del primo cittadino, che, come da premessa, non sembra convincere chi invece vede nella “modernizzazione” di Forte dei Marmi una risposta in chiave concorrenziale sui mercati e un progetto in ottica futura.

Le parole di Murzi

«Forte ha una sua identità che deve preservare: se diventiamo Ibiza, se facciamo feste tutte le sere perdiamo noi stessi. Per sempre. E dopo non sarà più possibile tornare indietro. Per questo parlo chiaro su questo argomento – ha sottolineato Murzi – Ben venga allora chi investe nella nostra Forte dei Marmi, come chi ha comprato ad esempio a suo tempo il bagno Marechiaro, rispettandone in ogni contesto le tradizioni. Ma potrei citare anche altri imprenditori allineati su questo fronte. Nel frattempo il sottoscritto continuerà però a dire no fino all’ultimo giorno del suo mandato a chi proverà invece a volere cambiare la nostra identità».

Qui Palazzo Mediceo

Ma le polemiche sulla movida ad alto volume non si fermano certo sulla costa. In questi giorni a Seravezza è bufera su una raccolta firme promossa contro gli eventi a Palazzo Mediceo, che avrebbero il torto – secondo chi contesta – di sforare sempre l’orario previsto di mezzanotte, con un numero di decibel sopra la soglia, e un deflusso di persone ritenuto caotico. Come reazione a questa polemica, il direttore della Fondazione Terre medicee Davide Monaco ha deciso di andare a verificare il rumore prodotto dall’ultimo appuntamento canoro a Palazzo Mediceo, l’omaggio a Michael Jackson con protagonista Sergio Cortes.

«Ho massimo rispetto per le persone che ritengono di subire dei disagi da questo tipo di eventi – dice Monaco – anche se si tratta di un numero ristretto di residenti. Così abbiamo verificato dal punto di vista tecnico, con un fonometro, e con tre professionisti se davvero il rumore prodotto fosse superiore alla soglia consentita».

Il risultato? «Ci sono lievi sforamenti in due punti monitorati su sette: a prescindere dagli obblighi di legge, sicuramente interverremo per eliminare questa problematica – dice Monaco – Ritengo, comunque, che si tratta di cosa lieve rispetto a quanto emerso nella petizione. Sicuramente non ci sono tutti questi sforamenti d’orario, e comunque parliamo di pochi minuti, così come non sono emerse a mio giudizio criticità sul deflusso degli spettatori. Siamo convinti di lavorare per l’interesse di Seravezza e dei suoi abitanti, con nuova linfa per la vitalità e l’attrattività del centro storico: dispiace che qualcuno voglia tornare indietro su un lavoro di anni che sta portando benefici». Insomma: c’è ancora dibattito in Versilia tra intrattenimento e necessità di riposo. Ma basta guardare verso Viareggio, dove la movida è stata “affossata”, per capire dove possono portare certi scontri. Con conseguenze sul turismo stesso.

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