Follonica, minacce di morte anonime inviate all’assessore alla legalità
Lui replica: «Non ho paura». Le indagini sono in corso, intanto arrivano diversi messaggi di condanna
FOLLONICA. Una lettera anonima con minacce di morte indirizzata all’assessore alla sicurezza e alla legalità Giorgio Poggetti. Un episodio grave, sul quale è già stata avviata un’indagine della magistratura. Nel mirino è finito l’ex capitano dei carabinieri, oggi amministratore comunale, destinatario di un’intimidazione che lui stesso collega all’attività svolta in questi mesi sul fronte della sicurezza cittadina.
Il messaggio
È stato Poggetti a rendere pubblica la vicenda attraverso un messaggio sui social, spiegando di aver ricevuto una lettera anonima dai contenuti pesantissimi. «Una lettera anonima di minacce di morte per la mia attività di assessore legata alla sicurezza della nostra città. Cosa dire? Non ho paura. Non mi fa paura chi vede nelle battaglie per la legalità un pericolo per i propri comodi. Non mi fa paura chi usa la più vile delle modalità: l’anonimato».
Parole con cui l’assessore ha voluto ribadire di non avere alcuna intenzione di modificare il proprio operato. «Non mi fa paura chi pensa di intimorire un uomo che, non indossando più l’uniforme, possa aver dimenticato il giuramento di fedeltà alla Repubblica. Troppi sono oggi in Italia gli amministratori pubblici vittime di ricatti e intimidazioni, le cui uniche colpe sono quelle di rispettare la legge e servire lo Stato». Poggetti fa un riferimento anche ai quarant’anni trascorsi nell’Arma dei carabinieri. «Con la stessa tenacia che ha caratterizzato gli oltre 40 anni da “sbirro” – così viene definito nella lettera minatoria – continuerò a svolgere il mio incarico pubblico senza riserva di energie perché il bene comune, il rispetto delle leggi e la protezione dei più deboli sono da sempre le mie priorità. A chi pensa di impaurirmi dico con fermezza: non mi fate paura. Non arretro neppure di un solo passo dalla direzione della legalità».
Le reazioni
La vicenda ha immediatamente suscitato reazioni di solidarietà dal mondo istituzionale e non. Il deputato di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi parla di un «gesto ignobile e inaccettabile che deve essere condannato con la massima fermezza da tutte le istituzioni e da tutte le forze politiche». Rossi ricorda anche il passato professionale dell’assessore: «Ha dedicato una parte importante della propria vita al servizio dello Stato nell’Arma dei carabinieri, ricoprendo incarichi di grande responsabilità con professionalità, equilibrio e senso del dovere. Chi ha servito le istituzioni con questo spirito merita rispetto e riconoscenza, non certo intimidazioni». Il parlamentare esprime quindi fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine affinché i responsabili di questo grave episodio vengano individuati al più presto. Le minacce e la violenza non possono e non devono trovare spazio nel confronto democratico». Anche da Fratelli d’Italia Follonica arriva la piena solidarietà all’assessore.
Parole di vicinanza arrivano anche dal sindaco Matteo Buoncristiani, che definisce la lettera «un attacco non soltanto alla sua persona, ma all’intera amministrazione comunale e al lavoro che stiamo portando avanti nell’interesse della città». Il primo cittadino, al di là dello specifico episodio, punta ad allargare lo sguardo invitando a una riflessione. «È necessario abbassare i toni, ridurre i personalismi e tornare a discutere nel merito delle questioni. Un linguaggio aggressivo e una contrapposizione esasperata possono apparire efficaci sui social, ma rischiano di alimentare un clima pericoloso, di legittimare atteggiamenti inaccettabili e di trovare cattivi seguaci».
Buoncristiani conclude assicurando il pieno sostegno dell’amministrazione all’assessore. «Sui temi della sicurezza, della legalità e della tutela della nostra comunità servono unità, responsabilità e rispetto delle istituzioni. A Giorgio Poggetti va il sostegno mio personale e dell’intera amministrazione. Le minacce non fermeranno il suo impegno e non fermeranno il lavoro che stiamo portando avanti per Follonica».
Intanto le indagini sono in corso per risalire all’autore della lettera anonima e chiarire il contesto nel quale è maturato l’episodio intimidatorio.
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