Viareggio, il pino storico può essere salvato? L'analisi dell'agronomo sul caso di via Sant'Andrea
Angelico Bonuccelli, agronomo esperto: «Cerchiamo di mantenerlo, ma deve superare la prova di stabilità»
VIAREGGIO. La città deve provare a salvare «gli alberi storici e monumentali, a cui siamo tutti affezionati perché li vediamo con noi da anni. È questo il caso del pino di via Sant’Andrea. Ma se l’albero non supera la prova di stabilità, non ci sono altre strade se non l’abbattimento».
A parlare è l’agronomo Angelico Bonuccelli, ex dirigente pubblico viareggino che ha lavorato per molti anni a Roma dove è stato responsabile del Servizio giardini della Capitale (lo era stato anche nella sua città). Bonuccelli conosce bene la vicenda di via Sant’Andrea, che sta facendo discutere i viareggini – a partire dai commercianti innervositi per una transennatura che blocca il traffico: la sua valutazione, assicura, è il più possibile razionale. Anche se un po’ venata dall’affetto per la storica pianta.
«Quando ci si trova di fronte ad alberi che hanno un significato particolare per il loro valore, bisogna fare tutto il possibile per salvarli – dice Bonuccelli – Non so dire se in questo caso sia stata fatto o meno, ma in genere si fa una prova di trazione che misura la stabilità della pianta a partire dal ceppo. È una procedura che costa un migliaio di euro, e che comunque dà idea della situazione che ci troviamo ad affrontare. Se l’albero “passa” la prova, vuol dire che c’è la possibilità di tenerlo in piedi. Altrimenti no».
In generale, prosegue Bonuccelli, «l’approccio deve essere il meno ideologico possibile: gli alberi invecchiano e si ammalano, e se sono particolarmente grandi rappresentano un rischio serio in caso di caduta. Non bisogna porsi problemi che non esistono, o che potrebbero portare a pericoli per l’incolumità dei passanti». Perciò sì alla volontà di salvare le piante storiche; no al desiderio di non tagliare mai nulla «che non rappresenta una soluzione, se non ad alto rischio», aggiunge l’esperto tecnico.
Un problema annoso, anche nella stessa via Sant’Andrea, è rappresentato dalle radici che col tempo causano avvallamenti sull’asfalto. Ci sono strade dove il transito dei veicoli sta diventando quasi impossibile: tra la Darsena e il Campo d’Aviazione, per esempio, ci sono punti – come in via Indipendenza o all’incrocio tra via Virgilio e viale dei Tigli – dove l’auto “balla” così tanto da sconsigliare l’attraversamento.
Secondo l’agronomo Bonuccelli una soluzione c’è, anche se non definitiva. «Con la fresatura si rimuove lo strato superficiale dell’asfalto, per circa 15 centimetri, e le escrescenze della pianta che non sono le vere e proprie radici, ma che causano comunque quei fastidiosi avvallamenti – spiega – Poi si rimette a posto tutto e di fatto si “congela” la situazione per un periodo dai sette ai dieci anni. È chiaro che dopo qualche tempo bisogna rimetterci mano; ma almeno così si dà un po’ di sollievo alle strade e a chi le attraversa».
Nel frattempo c’è chi il sollievo non lo vede proprio: è il caso delle attività commerciali che si trovano nei pressi del pino della discordia, e si vedono penalizzate dalla transennatura in via Sant’Andrea «che è lì da dieci giorni e non si sa quando verrà rimossa – dice Fabrizio Benassi, titolare della pasticceria Gambalunga – Gli affari sono in calo, anche perché in zona i parcheggi sono pochi. A noi basterebbe che qualcuno ci avvisasse e ci dicesse cosa si intende fare, e quando si pensa di togliere le transenne». Il pino, comunque, non è il solo problema da queste parti: «Abbiamo a che fare con sporcizia e degrado – conclude Benassi – Ci sentiamo trascurati, anche per il fatto di non sapere che decisione è stata presa e quando diventerà operativa».
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