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Viareggio, rissa furibonda in pieno centro: botte, sassate e colpi con il cacciavite – Il racconto di un episodio da Far West

di Gabriele Buffoni

	Il luogo dell'accaduto e una delle pietre lanciate
Il luogo dell'accaduto e una delle pietre lanciate

L’episodio è avvenuto nel primo pomeriggio all’angolo tra via Garibaldi e via Fratti, davanti al bar H2NO dove alcuni clienti stavano pranzando

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VIAREGGIO. Manca qualche minuto alle 14. Al bar H2NO i clienti sono ancora seduti ai tavolini, chi per rilassarsi e chi per gustarsi un pranzo al volo. Fuori, a pochi passi dall’attività all’angolo tra via Garibaldi e via Fratti, nel cuore di Viareggio, in una manciata di minuti si scatena l’ennesimo episodio da far west in città.

Cosa è successo

All’improvviso si avvicina un uomo nordafricano e, contro di lui, un’auto arriva a tutta velocità («avrà sfiorato i cento all’ora» racconta Simone Simonini, titolare dell’enoteca) inchiodando proprio all’incrocio: dal mezzo scendono alcuni uomini, tutti nordafricani, intenzionati a malmenare l’uomo. Pochi istanti, e dalla piazza – forse da una seconda auto che si è fermata di pari passi – si fionda sul posto un altro gruppo di stranieri, anche loro nordafricani. E così inizia il delirio. Una rissa tanto violenta da lasciare di sasso tutti, passanti e commercianti.

Pochi minuti, 5-6 al massimo, di pura follia e sangue. Tra i 7 e i 10 gli uomini coinvolti nella rissa, più o meno giovani, che si sono avventati gli uni contro gli altri. Da una delle auto vengono estratti anche pezzi di cornicione, probabilmente armi improvvisate che il “commando” di nordafricani si è portato dietro, essendo partito già con l’intenzione, evidentemente, di inseguire il proprio obiettivo e di venire alle mani. Alle botte quindi si aggiungono ben presto le sassate che, solo per un caso fortuito, non danneggiano né le vetrine delle attività né le auto in sosta.

Un ferito

Uno dei partecipanti è anche armato di un cacciavite, con cui sferra un affondo a uno degli “avversari”, ferendolo: l’uomo, identificato, è stato ricoverato più tardi nel reparto di chirurgia dell’ospedale Versilia: non si trova in pericolo di vita. Un altro dei coinvolti è stato identificato dalla polizia di Stato, che sta seguendo le indagini sul caso acquisendo anche i filmati della videosorveglianza cittadina e quelli girati in modo amatoriale dai presenti: probabile che la causa sia da ricercare nel mondo dello spaccio, forse per un regolamento di conti.

L’arrivo delle forze dell’ordine

Immediata da parte dei presenti la chiamata al 112: vengono allertate l’ambulanza della Croce Verde di Viareggio e le forze dell’ordine che si recano sul posto. Due gazzelle dei carabinieri e una volante della polizia di Stato. Ma al loro arrivo, della rissa non c’è già più traccia. Chi vi ha preso parte è scappato in fretta e furia conclusosi lo scontro.

«Abbiamo comunque preso tra tutti i presenti i numeri di targa delle auto con cui sono arrivati e che hanno usato poi per fuggire, quindi spero che li identifichino. Eravamo qui all’enoteca a fare un aperitivo – racconta un altro dei testimoni che ha assistito all’accaduto – a un certo punto abbiamo visto un nordafricano che si è avvicinato, una macchina che cercava forse di scappare ma è stata fermata da un altro gruppo che è arrivato dalla zona del municipio. E si sono massacrati per cinque-sei minuti senza mai fermarsi e tirandosi tra loro anche delle grosse pietre».

A terra, lungo la strada, poliziotti e carabinieri osservano ciò che resta della rissa: i rimasugli delle pietre scagliate tra i due gruppi di stranieri, le ciabatte infradito perse nella foga della lotta e sparpagliate sul marciapiede. «Non si può andare avanti così – commenta amareggiato Simonini – siamo in pieno centro: avevo anche clienti che stavano pranzando e che di fronte a un simile spettacolo si sono alzati e sono andati via. Li capisco: è stata una scena da vomito».

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