Viareggio, tremila metri quadri di pineta in cenere: «Il piromane voleva provocare il peggio» – Video
Domati i quattro incendi accesi con inneschi: presidio di sicurezza degli operatori. Indagini in corso dei carabinieri forestali
VIAREGGIO. Il piromane della pineta di Levante ha bruciato circa 3.000 metri quadri di parco, con quattro incendi accesi da altrettanti inneschi. Ma la sua intenzione era di fare molto peggio.
Spinto da non si sa quale motivo, «ha cercato di accendere le fiamme in tarda serata per rendere difficoltoso l’intervento di spegnimento, così come ha utilizzato più inneschi per far sì che il fuoco si propagasse in più direzioni», spiegano gli operatori intervenuti sul posto. Il piromane ha scelto una zona piuttosto interna, rispetto al viale dei Tigli – ancora ieri si vedevano i danni e si sentiva forte l’odore acre del rogo all’altezza di via Corridoni – in modo da rendere ulteriormente difficili le cose a chi ha lavorato tutta la notte tra venerdì e sabato per domare le fiamme. Contando, poi, sull’effetto moltiplicatore del vento. Per sfortuna del piromane, diciamo così, all’interno della pineta, sul terreno e nei fossi, c’è ancora acqua che porta umidità; la temperatura non è ancora torrida e questo rende le piante meno secche e meno pronte a bruciare in poco tempo. Magra consolazione.
«Verso le 19 di venerdì ci sono stati quattro incendi in contemporanea: abbiamo lavorato ininterrottamente tutta la notte – dice Antonello Antonelli, direttore operazioni antincendio boschivo per l’Unione dei Comuni della Versilia – La situazione è sotto controllo, gli incendi sono stati circoscritti anche con l’utilizzo di un mezzo per la movimentazione terra. Il terreno nella pineta di Levante è formato da molte radici sotterranee, quindi è importante fare quella che noi chiamiamo “perimetrazione distaccata”: in pratica si evita la propagazione sotterranea dell’incendio. La superficie complessiva colpita dalle fiamme si aggira sui 3-4mila metri quadrati, che è stata contenuta grazie a un intervento tempestivo delle forze in campo. Come detto la situazione è sotto controllo». Previsto un presidio di sicurezza senza sosta – notte compresa – fino ad oggi, con le squadre dell’Unione dei Comuni della Versilia, della Media Valle del Serchio e dei volontari di Misericordie e Pubbliche assistenze, più il personale della protezione civile del Comune di Viareggio ieri rappresentato da Giovanni Nuti. Intervenuti anche i vigili del fuoco e l’elicottero dell’antincendio boschivo della Regione Toscana, che ieri è stato visto anche a distanza mentre portava aiuto al lavoro sul campo di addetti e volontari.
«In questo periodo ci sono temperature alte e bassa umidità, ma il terreno è ancora abbastanza bagnato – prosegue Antonelli – La propagazione delle fiamme è ancora lenta, per così dire. A luglio e agosto il contenimento è decisamente più impegnativo».
Per quanto riguarda l’indagine e la conseguente caccia al piromane, gli operatori spiegano: «Gli inneschi sono difficili da trovare, spetterà comunque ad altri l’indagine. L’autocombustione non esiste: l’origine delle fiamme è la mano dell’uomo. Saranno i carabinieri forestali a fare gli accertamenti di rito».
Resta lo sgomento per quella che sta diventando un’abitudine triste per la pineta di Levante. E preoccupante per la città, in particolare per chi abita nei quartieri circostanti ai parchi.
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