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Forte dei Marmi, il ristorante La Barca rinasce dalle fondamenta – L’investimento milionario e come sarà il nuovo locale

di Angelo Petri

	Il ristorante "La Barca" a Forte dei Marmi
Il ristorante "La Barca" a Forte dei Marmi

Il celebrato ristorante, nato nel 1906, è chiuso da fine 2023: avrà una concessione ventennale, la durata massima concessa dalla legge

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FORTE DEI MARMI. Chi si chiedeva quando il ristorante La Barca sul viale Italico tornerà ai suoi splendori dopo mesi di chiusura ha ora una prima risposta. E che risposta. Non si tratta di un semplice maquillage, ma di una vera e propria rinascita dalle fondamenta che terrà ancorato l’iconico locale alla spiaggia del Forte per i prossimi quattro lustri.

La storia del locale

Il ristorante La Barca di Forte dei Marmi è uno dei locali storici della cittadina, nato nel 1906 quando il capitano Leo Tacchella arenò definitivamente la sua tartana sulla spiaggia. Originariamente utilizzata per trasportare vino dall’Isola d’Elba, l’imbarcazione fu trasformata in un punto vendita sulla sabbia e, successivamente, in un’accogliente osteria e poi in un celebrato ristorante fino alla fine del 2023.

La svolta

La svolta è racchiusa nella determina firmata dalla dirigente dei servizi finanziari e demanio, Antonella Bugliani. Un atto amministrativo che, di fatto, accende il semaforo verde sul piano di rilancio presentato dalla società "La Barca S. r. L. ", guidata dal giovane Lapo Eufrate. Addio vecchie mura provate dal tempo e dalle mareggiate: il progetto prevede la completa demolizione dell’unità immobiliare e la sua successiva, fedelissima ricostruzione. I nostalgici dello storico profilo sul viale Italico possono dormire sonni tranquilli. I patti con il Comune e con le agenzie demaniali sono chiarissimi: il nuovo edificio rispetterà al millimetro la sagoma, i prospetti, il sedime e le caratteristiche tipologiche di quello attuale. Sarà mantenuta l’esatta posizione del lotto, non varieranno le altezze e persino le iconiche siepi davanti alle aperture ad arco resteranno al loro posto, così come l’insegna sopra l’ingresso principale.

I pochi cambiamenti

Le uniche concessioni alla modernità e al comfort saranno l’allargamento di un varco interno per collegare la sala centrale a quella pranzo affacciata sul mare, e la sostituzione delle vecchie tende a capottina con più lineari coperture esterne, mantenendo però intatta e restaurata quella storica del portone d’ingresso.

Grandi investimenti

Un’operazione monumentale che poggia su fondamenta economiche interamente private. La società concessionaria ha infatti deciso di mettere sul piatto la bellezza di 3 milioni e 532 mila euro, di questi, oltre 3,3 milioni serviranno per la complessa ristrutturazione edilizia, mentre 200 mila euro saranno destinati a nuovi arredi e attrezzature specifiche. A fronte di un simile sforzo finanziario, asseverato dal piano economico del dottor Fabio Mazzoni, Palazzo Civico ha concesso il massimo della durata consentita dalla legge: una concessione ventennale. I calcoli tecnici sulla redditività del capitale investito parlano di un indice post-investimento del 4,22%, il che significa che per rientrare delle spese la società impiegherà la bellezza di 23 anni e 8 mesi. Così azzerando la vecchia concessione in scadenza a settembre 2027 arriverà un nuovo titolo ventennale. L’iter ha incassato i pareri favorevoli sia dell’Agenzia delle Dogane che dell’Agenzia del Demanio che ha precisato che gli interventi realizzati saranno acquisiti al demanio pubblico dello Stato senza diritto a rimborsi per i privati. La tartana del Capitano Tacchella insomma è pronta a spiegare di nuovo le vele, più forte del tempo.

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