Massaciuccoli, barca in balìa del vento: giovane velista salva il presidente dell’Oasi Lipu – L’allarme e il coraggioso intervento
Il 21enne Alessandro Mattiello ha portato a termine un difficile salvataggio complicato dalle condizioni meteo e dalla ristretta entrata del porticciolo
VIAREGGIO. Un coraggioso salvataggio nelle acque del lago di Massaciuccoli. Giovedì mattina, mentre il lago era agitato da un forte vento, un giovane socio del Circolo Velico di Torre del Lago ha portato a termine un coraggioso salvataggio, complicato dalle condizioni meteorologiche e dalla ristretta entrata del porticciolo. Si tratta del 21enne Alessandro Mattiello, frequentatore del Circolo fin da bambino e appassionato velista, che intorno alle 10,30 di giovedì, allertato dal presidente del Circolo Canoa Kayak Marino Farnocchia, è salito sul gommone andando in soccorso al presidente dell’Oasi Lipu Massaciuccoli.
«Lui si trovava su una barca a motore, che però nel frattempo era andato in panne – spiega Mattiello – poteva muoversi solo a remi, ma visto il forte vento era quasi impossibile. Si trovava all’altezza dell’incrociata, che è il punto dove si incontrano il canale delle venti e il canale Malfante».
La mattinata, come detto, era particolarmente ventosa, «intorno ai 20 nodi e le acque del lago erano agitate, con onde corte e abbastanza alte – continua Mattiello – ho trovato l’uomo sull’imbarcazione che, a quel punto, si era spiaggiata sui falaschi. Arrivato lì, con una cima ho preso a traino la barca e con un po’ di fatica l’ho portata fino a centro lago, davanti al porticciolo». A questo punto, però, sono sorte le prime difficoltà. «Ho cercato di fare due o tre volte la manovra d’ingresso, ma complici sia il vento che la semi-chiusura del ponticello stavamo facendo particolare fatica ad allineare le due imbarcazioni per passare – spiega il giovane soccorritore – una volta che io sono riuscito a passare con il gommone, l’altro barchino è stato colpito da una raffica di vento che ha causato l’urto della parte anteriore del barchino con il ponte e la conseguente rottura della cima di traino».
L’uomo per fortuna «ha avuto la prontezza di aggrapparsi al ponte e quando mi sono sistemato sono riuscito a recuperarlo, ma lo scenario avrebbe potuto essere peggiore – conclude – magari con una caduta in acqua oppure con la perdita di controllo del barchino, che sarebbe potuto andare a sbattere direttamente contro il Belvedere o, nel caso peggiore, anche rimanere incastrato sotto il ponte – conclude – dato che comunque c’è un certo spazio».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=cb85573)