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La città che cambia

Camaiore, il Comune dà il via libera al piano per la nuova Conad

di Matteo Rossi

	L’area dell’ex Alluminio Pardini (foto Giannini)
L’area dell’ex Alluminio Pardini (foto Giannini)

In consiglio comunale il dibattito sulla variante che non contiene più gli alloggi di edilizia convenzionata: al centro c’è l’area dell’ex Alluminio Pardini

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CAMAIORE. Via libera del consiglio comunale alla variante urbanistica che andrà a riqualificare l’area dell’ex Alluminio Pardini, complesso artigianale ormai fatiscente e destinato all’abbandono, situato tra via Sterpi e via Fonda nel capoluogo camaiorese. Un intervento che prevede anche lo spostamento dell’attuale Conad ubicata in via Oberdan.

Di cosa parliamo e dove siamo

«L’area interessata – racconta l’assessore all’urbanistica Iacopo Menchetti – si trova a nord del centro storico in una zona di urbanizzazione consolidata che da tempo chiedeva una risposta al degrado. Con lo spostamento della Conad, l’obiettivo è quello di evitare la proliferazione di nuove medie strutture nel tessuto cittadino, puntando invece sulla rigenerazione di spazi che, persa la funzione artigianale, sono a forte rischio di abbandono. L’area dell’ex Alluminio si era già avviata verso questo destino: l’intervento partirà infatti da una bonifica e dalla liberazione di una volumetria importante, rimasta inerte per oltre dieci anni».

Nello specifico, il progetto prevede la nascita di una nuova unità commerciale che ospiterà la Conad e di altre cinque piccole unità per il commercio al dettaglio. Ma il vero “tesoro” per il Comune risiede nelle cosiddette opere a scomputo e nelle cessioni previste dalla convenzione. Il Comune di Camaiore riceverà infatti in dote 60 nuovi posti auto lungo via Sterpi, ceduti gratuitamente e destinati all’uso pubblico. A questi si aggiungeranno gli stalli di servizio alla struttura commerciale che saranno convenzionati per l’uso pubblico durante gli orari di apertura.

I dettagli

Infine un’unità immobiliare a destinazione direzionale di ben 647 metri quadrati. «In quegli spazi andremo a collocare i servizi archivistici del Comune», annuncia Menchetti. «Si tratta di un patrimonio documentale che necessita di condizioni di conservazione e consultazione ottimali, che questa nuova collocazione, moderna e funzionale, potrà finalmente garantire». La variante è stata approvata con 13 voti favorevoli, 7 astenuti e 1 contrario. Secondo alcuni partiti di opposizione, infatti, ci sono alcuni problemi da non sottovalutare. Primo tra tutti la viabilità, in quanto l’area è densamente abitata ed è previsto un unico accesso alla nuova area commerciale.

In secondo luogo, la paura che le piccole attività del centro possano subirne e perdere in termini di acquisti. Infine la possibilità di dedicare l’area a nuove abitazioni di edilizia convenzionata, invece che di natura commerciale. «Sappiamo che l’accessibilità è un tema condizionante – continua Menchetti – Il progetto è stato discusso a lungo con la polizia municipale e gli uffici tecnici. L’amministrazione valuterà ogni necessità viabilistica a corredo di questa trasformazione. Parallelamente, stiamo attivando il nuovo piano particolareggiato per le attività del centro storico. È necessario ridefinire il ruolo e le ambizioni del centro per non lasciare soli i piccoli commercianti e garantire che operazioni come questa portino benefici a tutta la comunità. Per quanto riguarda l’edilizia residenziale convenzionata (il progetto iniziale preveda la realizzazione di 40 unità immobiliari) non sono operazioni così banali, c’è poca compatibilità tra la parte commerciale e quella residenziale. Comunque esistono anche altre soluzioni per l’edilizia agevolata come l’acquisto di immobili già esistenti».

I tempi

Infine in riferimento alle tempistiche, il percorso è appena iniziato ma procede spedito. Dopo l’adozione in consiglio, si apre la fase delle osservazioni (60 giorni) per consentire la partecipazione dei cittadini. Se non ci saranno intoppi burocratici, l’approvazione definitiva arriverà nei mesi successivi. «È un processo – conclude – che guarda sia agli aspetti urbanistici che a quelli attuativi. L’obiettivo è far sì che dopo l’estate, intorno a settembre, si possano accendere le ruspe per le prime demolizioni».

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