Carnevale di Viareggio, è l’anno del Lupo: i carri vincitori, le mascherate, retrocessioni e promozioni – Classifiche
Le tre settimane più travolgenti dell’anno si concludono qui, con il sesto corso mascherato: un sabato sera di gioia e di verdetti. Il racconto e l’analisi
VIAREGGIO. È l’anno del Lupo. A furor di popolo. Dopo aver conquistato sfilata dopo sfilata il pubblico dei corsi mascherati, la favola di Cappuccetto Rosso, magistralmente rivisitata da Luca Bertozzi che ne ha rivisto anche il finale in chiave “buonista”, strega anche le giurie (tutte rigorosamente “straniere”) e porta a casa la seconda vittoria fra i carri grandi della sua carriera.
Chi è
Un successo meritato che rilancia uno dei giovani e più promettenti talenti della cartapesta dopo un paio di stagioni non all’altezza della sua fama (l’ultimo posto dello scorso anno lo aveva fatto scivolare addirittura in zona retrocessione) e lo ricarica dopo una stagione assai turbolenta nel corso della quale per un momento – e fortunatamente soltanto per un momento – aveva anche meditato un clamoroso ritiro.
Un carro dal titolo auto-scaramantico (“In bocca al lupo” è infatti l’augurio che si era fatto proprio in vista delle classifiche combinate triennali che lo vedevano in una posizione assai rischiosa) che ha giocato le sue carte sulla spettacolarità della figura del lupo e sui giochi di luce ed effetti speciali che, soprattutto in occasione delle sfilate in notturna, sono stati l’asso nella manica per centrare la vittoria.
Promozioni e retrocessioni
Alle spalle di Cappuccetto Rosso, a sorpresa, si piazzano i Samurai di Luigi Bonetti, carro sicuramente di grande effetto sia come cromatismi che come movimenti ma che non era certo dato fra i favoriti per il podio. Un “argento” che permette al costruttore di salvarsi per il rotto della cuffia (è già la seconda volta) grazie al sorpasso in extremis nei confronti di Roberto Vannucci, ultimo con il suo “Io vivo in questo momento” e dunque retrocesso fra i carri piccoli.
Anche se non vincente in assoluto, la satira politica quest’anno ha premiato chi ha deciso di attingervi. È il caso di Alessandro Avanzini e del suo graffiante “La gallina dalle uova d’oro” che conquista il terzo gradino del podio.
Quarto posto per il Gatto e la Volpe di Jacopo Allegrucci (anche lui fra i favoriti per il podio), che si consola – per quel che vale – col primo posto assoluto nella classifica triennale.
Destinati a far discutere (e già a far “borbottare” non poco la piazza Mazzini alla lettura del verdetti) il sesto posto dei Lebigre e, soprattutto, il settimo dei Cinquini con il loro “Nemmeno con un fiore” che sembrava fra i candidati quantomeno al podio (se non addirittura alla vittoria).
Nessuna sorpresa, invece, fra i carri piccoli. Dove esultano Fabrizio e Valentina Galli che, grazie al loro Donald Trump “descalpizzato” che fra tv a stelle e strisce e web ha fatto il giro del mondo, conquistano una vittoria annunciata che dà loro morale e fiducia per risalire presto in prima categoria e al tempo stesso li toglie alla grande dal pericolo di una retrocessione che sarebbe suonata come una beffa.
Pur senza vincere, ma piazzandosi comunque al secondo posto con il suo Barone rampante di calviniana memoria, gioisce anche Matteo Raciti: il suo obiettivo più importante – la promozione in prima categoria – è stato centrato senza affanni e dal prossimo anno il costruttore arrivato dalla Sicilia potrà finalmente misurarsi con i grandi della cartapesta.
Retrocede invece Luciano Tomei, uno dei veterani della Cittadella. Il quarto posto del suo omaggio a Depero lo piazza all’ultimo posto anche nella classifica triennale. Ma è una retrocessione che forse fa male solo fino ad un certo punto, visto che proprio Tomei aveva in qualche modo auspicato un suo ritorno fra le mascherate in gruppo, categoria nella quale si sente decisamente più a suo agio.
Da salutare con grande interesse, poi, la doppia promozione dalle mascherate in gruppo ai carri di seconda categoria di Silvano Bianchi (tre vittorie in tre anni: davvero un salto di categoria meritato) e il gran ritorno di Edoardo Ceragioli che ritorna così fra i carri piccoli dopo alcuni anni di purgatorio.
Infine gioisce Lorenzo Paoli con il suo “Emozioni” che, oltre a conquistare il primo posto, si assicura il passaggio fra le mascherate in gruppo. Ed esulta forse ancor di più Alessandro Vanni che - complice il settimo posto di Ciaramitaro, grande favorito per il salto di categoria - strappa il secondo biglietto per le mascherate in gruppo.
Tutti i verdetti
La classifica dei carri di Prima categoria
- In bocca al lupo di Luca Bertozzi
- I samurai del potere di Luigi Bonetti
- La gallina dalle uova d’oro di Alessandro Avanzini
- Nel campo dei miracoli di Jacopo Allegrucci
- 999 di Carlo e Lorenzo Lombardi
- Gran Casino. Rien ne va plus di Lebigre e Roger
- Nemmeno con un fiore di Umberto, Stefano e Michele Cinquini
- The Last Hop(e). Il cambiamento climatico è una bufala di Massimo e Alessandro Breschi
- Io vivo in questo momento di Roberto Vannucci
La classifica dei carri di Seconda categoria
- Native american return di Fabrizio e Valentina Galli
- Non scendo più di Matteo Raciti
- Parità degenere di Priscilla Borri
- Carnevale futurista. Omaggio a Depero di Luciano Tomei
Le mascherate di gruppo
- I semi del tempo di Silvano Bianchi
- Io non ho paura di Edoardo Ceragioli
- Le tenebre della mente di Michelangelo Francesco
- Poker face di Giacomo Marsili
- Dove andremo a finire? di Marzia Etna e Matteo Lamanuzzi
- I bambini pensano a colori di Vania Fornaciari e Roberto De Leo
- Cave canem di Stefano Di Giusti
- Dadaumpa di Giampiero Ghiselli
Maschere isolate
- Emozioni. Tutto ciò che ci resta di Lorenzo Paoli
- Uno, nessuno, centomila di Raffaele Morvillo
- La dittatura della paura di Alessandro Vanni
- Utopia, la città silenziosa di Sara Culli
- Le carnaval des animaux di Simona Francesconi
- Il fuoco era la cura di Alessandro Mattiello
- Oltre la tua ombra di Andrea Giulio Ciaramitaro
- Avidità di Edoardo Spinetti
- Vincitore del triennio 2024/2026, premio speciale dedicato ad Arnaldo Galli, l’artista Jacopo Allegrucci
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