Viareggio, il Pd ignora Del Dotto: «Avanti con Maineri». Ma lui conferma: «Sono a disposizione»
Partito nel caos, rischio rottura clamorosa: cosa sta succedendo
VIAREGGIO. Era prevedibile, ed è successo. Il Partito democratico è nel caos dopo le parole di Alessandro Del Dotto, ex sindaco di Camaiore che dal Perù si è dichiarato disponibile a una candidatura come sindaco di Viareggio alle prossime elezioni amministrative. Ieri il Pd viareggino, dopo l’iniziale smarrimento, ha affidato ai social la propria presa di posizione. Che è quella di ignorare, in buona sostanza, la novità politica del momento. E cioè la disponibilità - confermata ieri da Del Dotto con un post sull’argomento - dell’ex primo cittadino di Camaiore a unire il centrosinistra, evitando le primarie, con il proprio nome.
Ma il Pd - senza mai nominare Del Dotto - ribadisce che quella di candidare Federica Maineri è «una scelta condivisa e convinta, maturata in piena sintonia con i diversi livelli del Partito democratico, che individua in Federica la figura giusta per guidare questa nuova fase politica. Le sue competenze, il suo spirito di servizio, la sua visione politica e la capacità di interpretare con consapevolezza il ruolo pubblico fanno di lei una candidata autorevole e credibile. Federica rappresenta un’idea di politica moderna, inclusiva e responsabile: una donna capace di coniugare determinazione, ascolto e progettualità. Ora si apre la campagna per le primarie (15 marzo, ndr) vera e propria: sarà uno splendido percorso di confronto, partecipazione e proposta, nel segno dei valori del centrosinistra».
Nessun ripensamento, nessun passo indietro come peraltro già avvenuto nei mesi scorsi: da qui la bocciatura, da parte del Pd viareggino, di tutte le alternative. Da Andrea Giannecchini, che si è ritirato di fronte alle ipotesi primarie, a Stefano Baccelli. Di cui il Pd ha chiesto l’espulsione dal partito, dopo che l’ex presidente della Provincia ed ex assessore regionale ha deciso comunque di presentarsi alle primarie con Spazio progressista. Ora è il momento di Del Dotto, che però è pienamente dentro il partito e ha sempre avuto un ruolo di primo piano, non solo per i 10 anni da sindaco a Camaiore. Lui stesso lo sottolinea, assicurando: «Non mi butto nell’agone contro la volontà del partito e non mi sono proposto in opposizione a Federica Maineri, che riconosco essere la legittima candidata del Pd nelle elezioni primarie. Io sostengo il mio partito e sostengo la sua candidata, e non mi metto a fare guerre né a fare capricci. Sempre con il Pd e il centrosinistra, e mai contro il mio partito, né contro le scelte e le persone che lo compongono».
Ma Del Dotto conferma di essere «come da sempre, a disposizione della mia comunità politica. Soltanto non si dica che non lo sono (riferimento, anche ieri ribadito, alle parole del segretario Pd Filippo Ciucci, ndr). È la mia comunità politica che ha la responsabilità delle scelte». Come a dire: io ci sono, tocca a voi decidere se volete la mia candidatura. In caso contrario la rottura interna, dopo tanti scricchiolii, potrebbe essere clamorosa. Tra l’altro Del Dotto, postando anche un’immagine significativa della fascia tricolore con lo stemma di Viareggio, chiarisce: «Sono preoccupato, come tutti, che le primarie lascino strascichi profondi, di cui rischia di farne le spese non solo chi si candida, ma la città intera. Viareggio è importante perché è Viareggio e perché è la città che decide di direzionare o meno gran parte degli scenari quotidiani che viviamo in tutta la Versilia».
E a ulteriore riprova che lo schieramento pro Del Dotto si sta già muovendo ci sono le parole di Fabrizio Manfredi: «Non possiamo che accogliere con favore questa disponibilità di Del Dotto: riteniamo che l’obiettivo di tutti deve essere uno solo, per il bene della città, e cioè riportare a Viareggio un’amministrazione di centrosinistra. Adesso ci aspettiamo un confronto con tutte le forze del Cantiere, perché si accetti la candidatura unitaria e condivisa. Naturalmente con l’avallo degli organi regionali del partito». Richiamo diretto al segretario regionale Emiliano Fossi. Una candidatura condivisa è anche la richiesta di Marco Montemagni, per quanto cauto sul nome di Del Dotto: «Basta con chi si auto-propone».
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