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Carnevale di Viareggio 2026, la prima sfilata fra note e colori. Così i nove carri di “prima categoria”: la video collection

di Redazione web

	(foto di Iacopo Giannini)
(foto di Iacopo Giannini)

Domenica primo febbraio il primo corso mascherato: tante persone, complice la bella giornata. Presente anche il presidente della Regione Eugenio Giani

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VIAREGGIO. Il carro di Prima categoria “I samurai del potere” di Luigi Bonetti è il primo a sfilare per l’edizione 2026 del Carnevale di Viareggio. Oggi, domenica 1 febbraio, la prima giornata con la sfilata in corso questo pomeriggio. Di seguito i video di ogni carro di prima categoria, seguiti da una breve descrizione.

I samurai del potere di Luigi Bonetti

«Nel grande gioco degli equilibri mondiali Trump, Putin e Xi Jinping sono i tre samurai del potere intenti a giocare la propria partita. Putin, silenzioso e calcolatore punta alla restaurazione imperiale della Grande Russia. Xi Jinping composto e disciplinato è icona del potere centralizzato e guida il suo esercito verso la supremazia economica della Cina. Trump è il teatrale e imprevedibile padrone del Caos. Il grande drago che emerge dalla pagoda giapponese è il simbolo dell’antico potere che i tre samurai cercano di dominare o riscrivere», il messaggio del carro.

The Last Hop(e). Il cambiamento climatico è una bufala di Massimo e Alessandro Breschi

«Gli incantevoli stagni di ninfee dipinti da Monet, simboli della bellezza incontaminata della natura, ci offrono una potente metafora della fragilità della Terra. L’immagine di un vulnerabile microcosmo, come uno stagno deturpato dall’inquinamento, riflette le ben più vaste e devastanti conseguenze globali della crisi ambientale. Il disastro ecologico, che rischia di compromettere le meraviglie della natura, non può più essere nascosto sotto il fango. Ma forse questo cambiamento climatico è solo una bufala? – come sostiene Trump – si domandano gli autori», il messaggio del carro.

Complice il tempo soleggiato, nonostante le temperature, sono molte le persone che non si sono volute perdere il primo corso mascherato dell’evento viareggino.

Gran Casino. Rien ne va plus di Lebigre e Roger

«Tra rovine fumanti e diritti dimenticati, fra echi di notizie e propaganda, alcune figure umane si affacciano sul nulla, voltate di spalle. Poi la scena si apre ed appare la roulette che fa girare il mondo, ormai ridotto a un gran Casino. Seduto su un trono di macerie è il Diavolo in persona a far da croupier. Si gioca alla guerra, si scommette sul caos, si incassa sul disastro. I potenti si sfidano al tavolo del destino, mentre l’umanità è solo una fiche. Benvenuto al Gran Casino. Rien ne va plus».

Presente anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.

Nel campo dei miracoli di Jacopo Allegrucci

«Nel campo dei miracoli brillano sogni d'oro, venduti dal Gatto e la Volpe, tra promesse facili e illusioni lucenti: fama, successo, felicità. Tutto subito, tutto gratis. Ma dietro ogni moneta che cade si nasconde una trappola sottile: nessuno diventa qualcuno per caso, nessun futuro nasce dal niente. Il vero miracolo è chi lotta, chi studia, cade e si rialza, chi sceglie la via più lunga perché sa che vale davvero. Nel bazar delle scorciatoie – è l’invito del costruttore – scegli di essere vero».

Le immagini dell’arrivo degli altri carri (sempre di Prima categoria).  

999 di Carlo e Lorenzo Lombardi

«Secondo una leggenda giapponese, chi piega mille gru di carta può vedere realizzato un desiderio. Sadako Sasaki, vittima delle radiazioni della bomba di Hiroshima, iniziò a piegarle per guarire, ma si fermò a 999. Oggi potrebbe essere a Gaza, a Mariupol, in Sudan. È il volto di ogni bambino che cresce tra sirene e rifugi, che impara troppo presto il linguaggio della guerra. Alle sue spalle incombe Godzilla, simbolo di distruzione. La pace resta incompiuta finché la guerra continuerà a farci ombra».

Note, applausi e colori: è sempre uno spettacolo questo storico evento.

Nemmeno con un fiore di Umberto, Stefano e Michele Cinquini

«Se solo si riuscisse a capire che amare non è possedere riusciremmo a trasformare ogni spina in un fiore. È questo il messaggio chiaro e diretto che gli autori trasmettono attraverso la loro allegoria».

In bocca al lupo di Luca Bertozzi

«Lungo il sentiero della vita potremmo incontrare pericoli, rischi e difficoltà. Inevitabilmente Cappuccetto Rosso si troverà faccia a faccia con il temibile Lupo, ma non per questo la favola dovrà concludersi allo stesso modo. Il messaggio dell’autore è di affrontare con coraggio il proprio cammino, guardare sempre avanti con positività e ottimismo, anche quando ci si trova davanti ai grandi ostacoli della vita, qui rappresentati dal famelico lupo, per cambiare in meglio quello che ci capita, a partire dalle proprie piccole azioni».

Io vivo in questo momento di Roberto Vannucci

La società in cui viviamo ci induce a credere di vivere pienamente il presente. Ma è una sensazione illusoria. Riconsideriamo il passato e, per fuggire dal presente, indirizziamo le nostre energie al futuro. Dovremmo invece vivere qui e adesso. Tutto ciò che fa parte della nostra vita va vissuto con intensità e gratitudine. Dobbiamo essere consapevoli che il passato è già vissuto, perciò immodificabile, ed il futuro sarà una conseguenza del nostro presente.

La gallina dalle uova d’oro di Alessandro Avanzini       

«La finanza ordina, la politica obbedisce: armi a debito. Con il re-arm, la presidente dell’Unione europea Ursula von der Leyen lancia la militarizzazione dell’economia. Dal sogno di pace e sostenibilità del Green Deal si passa al grido “armatevi e partite”. Ma a pagare – osserva il costruttore – è sempre il popolo bue. La gigantesca gallina robotica al centro della scena cela la caricatura grottesca della presidente. Le sue uova non generano vita, ma strumento di morte, come bombe e proiettile. E la pace, rinchiusa in gabbia, guarda impotente il mondo che cambia».

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