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Sanità, risorse in frenata e liste d’attesa: Toscana in affanno

di Libero Red Dolce
Medici in una corsia d’ospedale (foto d’archivio)
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Medici in una corsia d’ospedale (foto d’archivio)

La Fondazione Gimbe segnala risorse aggiuntive limitate per la sanità nel triennio 2027-2029. Intanto, i dati Agenas mostrano un peggioramento: nel 2026 diminuisce la quota di prime visite ed esami diagnostici prenotati entro i tempi di garanzia

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FIRENZE. La sanità pubblica perde peso nella manovra del governo e la Toscana mostra difficoltà sulle liste d’attesa. È il doppio campanello d’allarme che emerge dall’analisi Gimbe sulla legge di Bilancio 2027 e dal bollettino Agenas aggiornato al 30 settembre.

Gimbe

Secondo Gimbe, il Fondo sanitario nazionale salirà a 146,3 miliardi nel 2027, 147,1 nel 2028 e 148,2 nel 2029. Ma le risorse aggiuntive della manovra ammontano a 7,1 miliardi nell’intero triennio: 2,37 nel 2027, 2,35 nel 2028 e 2,4 nel 2029. Nel 2027, circa un miliardo dell’aumento era già programmato. Il rapporto tra Fondo e Pil, dal 6,14% del 2026, scenderà al 6,11% nel 2027, al 5,98% nel 2028 e al 5,87% nel 2029. «La Manovra 2027 conferma che il Governo si avvia a chiudere la legislatura senza aver assicurato al Ssn un rafforzamento strutturale», osserva il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta. Le Regioni, aggiunge, dovranno garantire i servizi con margini finanziari sempre più ristretti.

La Fondazione calcola un divario tra Fondo sanitario e spesa prevista di 5,4 miliardi nel 2027, 8,5 nel 2028 e 11,8 nel 2029. Tra le misure criticate c’è il voucher da 300 euro per gli over 75 con trattamenti pensionistici o assistenziali entro 28mila euro lordi annui: vale 1,645 miliardi per il solo 2027. Per Cartabellotta, «non potenzia direttamente l’offerta pubblica» e, se utilizzabile nel privato, rischia di sostenere la domanda senza rafforzare il servizio sanitario. Nel 2025, ricorda Gimbe, 5,6 milioni di persone hanno rinunciato a visite ed esami.

I dati Agenas

È su questo sfondo che si collocano i dati Agenas. A livello nazionale, tra gennaio e settembre 2026 le prenotazioni monitorate sono salite da 19,7 a 21,8 milioni: 12,3 milioni di prime visite (+8,3%) e 9,5 milioni di esami (+13,3%). La quota entro i tempi di garanzia è passata dal 76,9 al 78,6% per le visite e dall’83,3 all’85% per la diagnostica. Per le prime visite il rispetto dei tempi sale all’81,7% per le urgenze e all’80,6% per le brevi; per gli esami al 77,3 e al 78,2%.

La media nasconde criticità. Tra le prime visite, dermatologia e allergologia hanno ancora il 30,1% di prenotazioni oltre i tempi, seguite da oculistica (26,8%) e gastroenterologia (26,2%). Tra gli esami, restano fuori garanzia il 30,7% delle colonscopie, il 28,1% delle elettromiografie e il 27,4% delle gastroscopie. Il dato più preoccupante riguarda le urgenze: delle 2.839 colonscopie prenotate in classe urgente, per 1.845 (il 65%) la prima disponibilità supera i tre giorni previsti.

Nel quadro regionale la Toscana è tra le sei Regioni che peggiorano rispetto al 2025 sia per le prime visite sia per gli esami diagnostici. Il confronto, riferito ai primi nove mesi dei due anni, mostra una flessione di 1,1 punti percentuali per le visite specialistiche: le prenotazioni entro i tempi di garanzia scendono dal 78,6% del gennaio-settembre 2025 al 77,5% dello stesso periodo del 2026. Ancora più marcato l'arretramento nella diagnostica, dove la quota passa dal 91,5% al 90%, con una perdita di 1,5 punti.

Un risultato che lascia comunque la Toscana al quarto posto nazionale per gli esami diagnostici, mentre sulle prime visite si colloca al quindicesimo. C’è però un elemento peculiare: appena il 4,1% delle prime visite è prescritto in classe P, programmabile entro 120 giorni, contro una media nazionale del 34,9%. La Basilicata arriva all’85,4%. La Regione riconduce il dato al proprio modello: le prime visite prescritte dai medici curanti sono distinte dai controlli successivi, affidati agli specialisti che hanno già in carico il paziente e di norma in classe P.

La diversa distribuzione delle priorità, avverte Agenas, condiziona le percentuali di rispetto dei tempi e rende delicati i confronti tra territori. Anche Gimbe invita alla cautela: senza distinguere per classe e singola prestazione, le graduatorie possono risultare fuorvianti. Il monitoraggio registra la prima disponibilità proposta al momento della prenotazione, non certifica quante prestazioni siano state effettivamente erogate nei tempi né misura l’attesa complessiva dalla prescrizione alla visita. I miglioramenti nazionali non cancellano però oltre quattro milioni di prenotazioni fuori tempo massimo.

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