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Tfr, cambia la tassazione dal 2027? Cosa succede davvero alla liquidazione

di Redazione web

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La vecchia disposizione viene effettivamente abrogata, ma la tutela fiscale non scompare: ecco una guida per capire meglio le novità

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Dal 1° gennaio 2027 cambia la disciplina fiscale del Tfr, ma il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi non introduce una maggiore tassazione automatica della liquidazione. Il dubbio nasce dall'abrogazione formale di una norma che dal 2007 contiene la cosiddetta clausola di salvaguardia sul Tfr.

Il riferimento è al decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117, con il quale è stato approvato il nuovo Tuir. Il provvedimento riordina in un unico testo numerose disposizioni in materia di imposte sui redditi e prevede che le nuove norme si applichino dal 1° gennaio 2027.

La vecchia disposizione viene effettivamente abrogata, ma la tutela fiscale non scompare. Il suo contenuto è stato infatti trasferito nel nuovo Testo unico. L'articolo 21, comma 11, del nuovo TUIR stabilisce che, per calcolare l'Irpef sul Tfr e sulle altre somme legate alla cessazione del rapporto di lavoro, si applicano, quando risultano più favorevoli, le aliquote e gli scaglioni di reddito in vigore al 31 dicembre 2006.

In altre parole, cambia la collocazione della norma, ma resta il principio della clausola di salvaguardia. Il nuovo Tuir, quindi, non stabilisce dal 2027 un aumento generalizzato delle tasse sul Tfr.

Tfr 2027, come funziona la tassazione della liquidazione

Il Tfr non viene tassato come un normale stipendio. La liquidazione rappresenta una quota di retribuzione maturata nel corso degli anni e corrisposta al termine del rapporto di lavoro. Per questo motivo il sistema fiscale prevede la tassazione separata, evitando che l'intero importo del Tfr venga sommato al reddito dell'anno in cui viene incassato.

Il calcolo dell'imposta tiene conto dell'importo della liquidazione e della durata del rapporto di lavoro. Da questi elementi viene determinato un reddito di riferimento utilizzato per individuare l'aliquota da applicare al Tfr.

A questo meccanismo si aggiunge la clausola di salvaguardia fiscale. Il risultato della tassazione viene confrontato con quello che deriverebbe dall'applicazione delle aliquote e degli scaglioni Irpef in vigore alla fine del 2006.

Se il vecchio sistema risulta più favorevole, il nuovo articolo 21 consente di utilizzare proprio quelle aliquote e quegli scaglioni. È questo il meccanismo che continua a tutelare la liquidazione anche con l'entrata in vigore del nuovo TUIR.

Clausola di salvaguardia Tfr: cosa cambia dal 2027

Il nodo della questione è soprattutto terminologico e normativo. La disposizione introdotta nel 2006 viene abrogata formalmente dal nuovo Testo unico, ma la stessa tutela viene riproposta all'interno dell'articolo 21.

Il decreto legislativo 117 del 2026, infatti, riordina la normativa fiscale trasferendo nel nuovo TUIR disposizioni che in precedenza si trovavano in diverse leggi. Per questo l'abrogazione della vecchia norma non equivale, in questo caso, alla cancellazione del meccanismo fiscale.

Per chi riceverà il Tfr dal 2027, quindi, non è previsto dal nuovo TUIR un aumento automatico dell'imposta sulla liquidazione. Il confronto con le aliquote e gli scaglioni del 2006 resta previsto quando risulta più conveniente.

Tfr, quanto si può risparmiare con la clausola di salvaguardia

L'effetto della clausola non è uguale per tutti i lavoratori. Il risultato dipende da diversi fattori, tra cui l'importo del Tfr, gli anni di servizio e il reddito di riferimento utilizzato per il calcolo dell'imposta.

Per questo non esiste una percentuale di risparmio o un importo valido per tutti. In alcune situazioni il confronto con il sistema fiscale del 2006 può determinare una tassazione più favorevole; in altri casi la differenza può essere nulla o comunque meno significativa.

Un esempio aiuta a capire il meccanismo. Considerando un Tfr lordo di 80 mila euro maturato in 20 anni, il reddito di riferimento utilizzato nel calcolo sarebbe pari a 48 mila euro. È su questo valore teorico che viene determinata l'aliquota media da applicare alla liquidazione.

L'eventuale differenza tra i due sistemi di tassazione può diventare più rilevante quando l'importo del TFR è elevato. Non si tratta però di un bonus fisso né di un aumento automatico dello stipendio: il vantaggio dipende dal singolo calcolo fiscale.

Chi riceve il Tfr nel 2027 deve pagare più tasse?

La risposta, sulla base della normativa del nuovo TUIR, è che non è previsto un aumento generalizzato della tassazione del Tfr dal 2027.

Il nuovo articolo 21 mantiene infatti la possibilità di utilizzare le aliquote e gli scaglioni Irpef del 31 dicembre 2006 quando risultano più favorevoli per il contribuente.

Questo significa che chi andrà in pensione, cambierà lavoro o terminerà il proprio rapporto nel corso del 2027 non subirà automaticamente una riduzione del Tfr netto a causa della nuova disciplina.

Potranno naturalmente esserci casi particolari da valutare, soprattutto per i rapporti di lavoro che cessano a cavallo tra il 2026 e il 2027, sui quali potranno essere necessari chiarimenti applicativi.

Tfr lasciato in azienda e Tfr nel fondo pensione: le differenze

Occorre infine distinguere il Tfr mantenuto nel regime ordinario da quello destinato alla previdenza complementare.

Per il Tfr lasciato secondo il regime ordinario continua a essere centrale il meccanismo della tassazione separata e il confronto previsto dalla clausola di salvaguardia.

Quando invece il Tfr viene destinato a un fondo pensione, entrano in gioco le specifiche regole fiscali previste per la previdenza complementare. Si tratta quindi di un regime distinto, che non può essere valutato applicando automaticamente le stesse regole previste per il Tfr liquidato direttamente al lavoratore.

La vera novità è il nuovo Testo unico

La principale novità dal 1° gennaio 2027 riguarda dunque il riordino della normativa fiscale, più che un nuovo prelievo sulla liquidazione.

La clausola di salvaguardia che consente, quando più conveniente, il riferimento alle aliquote e agli scaglioni Irpef del 2006 è stata trasferita nel nuovo articolo 21 del Tuir. L'abrogazione della precedente disposizione non comporta quindi, di per sé, la perdita della tutela fiscale.

Per i lavoratori che riceveranno il Tfr dal 2027, resta quindi fondamentale il confronto tra i diversi sistemi di tassazione: quando il regime del 2006 risulta più favorevole, il nuovo Testo unico ne prevede ancora l'applicazione.

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