Soldi
San Francesco, il 4 ottobre torna festa nazionale: cosa cambia per lo stipendio
Le simulazioni per alcuni comparti: la somma aggiuntiva riconosciuta si colloca indicativamente tra 39 e 53 euro netti
Il ritorno del 4 ottobre tra le festività nazionali porta con sé anche conseguenze concrete sul fronte del lavoro. La ricorrenza dedicata a San Francesco d'Assisi torna infatti a essere una giornata festiva a tutti gli effetti, con regole precise per chi non lavora e per i dipendenti che invece sono chiamati a prestare servizio.
La festività è legata alla morte di Francesco d'Assisi, avvenuta il 3 ottobre 1226 alla Porziuncola, presso la chiesa di Santa Maria degli Angeli. A 800 anni dalla sua scomparsa, il 4 ottobre torna dunque a essere riconosciuto come giorno festivo nazionale. La nuova disciplina interessa sia i lavoratori sia le imprese e stabilisce anche il trattamento economico da applicare nei casi in cui la giornata venga lavorata.
Chi non presta servizio beneficia del giorno festivo secondo quanto previsto dalla normativa. Per chi invece lavora, entrano in gioco le disposizioni di legge e quelle stabilite dai contratti collettivi.
Cade di domenica
Il calendario presenta però una particolarità nel 2026: il 4 ottobre cade di domenica. Per la maggior parte dei lavoratori dipendenti questo significa il riconoscimento della cosiddetta festività non goduta.
Nella busta paga di ottobre viene quindi aggiunta una quota giornaliera rispetto alla normale retribuzione. Il meccanismo cambia invece per chi sarà chiamato a lavorare proprio domenica 4 ottobre.
In questo caso il lavoratore avrà diritto alla retribuzione ordinaria, alla quota spettante per la festività coincidente con la domenica e alla remunerazione delle ore effettivamente lavorate, con l'eventuale maggiorazione prevista dal contratto per il lavoro festivo.
Fino a 53 euro netti in più
L'inserimento di San Francesco tra le festività nazionali produce quindi anche un effetto economico. Il riconoscimento della giornata festiva vale anche nel caso in cui il contratto collettivo nazionale applicato dall'azienda non abbia ancora aggiornato formalmente l'elenco delle festività.
A fare il punto sugli effetti in busta paga è il Sole 24 Ore, che ha riportato alcune simulazioni realizzate da Giuseppe Buscema, esperto della Fondazione studi dei consulenti del lavoro.
Le stime prendono in considerazione diversi comparti e mostrano un incremento netto variabile in base al contratto applicato e alla posizione del lavoratore. Negli esempi analizzati, la somma aggiuntiva riconosciuta in busta paga si colloca indicativamente tra 39 e 53 euro netti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
