Regeni, tre 007 egiziani condannati a 10 anni e uno assolto: caduta l’accusa di omicidio
La decisione dei giudici della Corte d’Assise di Roma dopo una camera di consiglio durata otto ore
ROMA. Condannati a 10 anni di carcere tre dei quattro 007 egiziani imputati per il sequestro e le torture di Giulio Regeni. Assolto il quarto imputato. Lo ha deciso la Corte d’Assise di Roma dopo una camera di consiglio durata otto ore. Caduta l'accusa di omicidio che era contestata a uno degli imputati.
La sentenza arriva a dieci anni dai fatti avvenuti al Cairo nel febbraio 2016. In aula erano presenti i genitori del ricercatore, Paola Deffendi e Claudio Regeni e la sorella Irene, insieme all’avvocata Alessandra Ballerini, mentre all’esterno decine di giornalisti e telecamere hanno seguito l’attesa del verdetto.
Chi sono i tre condannati
Uhsam Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif sono stati condannati a 10 anni dalla Prima Corte d’Assise di Roma per il sequestro e le torture a Giulio Regeni. Assolto il generale Tariq Sabir. La Corte ha escluso le aggravanti contestate e ha dichiarato i tre condannati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante la durata della pena e la misura di sicurezza della libertà vigilata per anni tre dopo l’espiazione della pena.
Il risarcimento
Inoltre i tre sono stati condannati a risarcire le parti civili costituite, i genitori, la sorella di Giulio, la presidenza del Consiglio dei ministri ed ha stabilito una provvisionale di 200mila euro a Paola Deffenti e per Claudio Regeni e 100mila euro alla sorella Irene. Alla presidenza del Consiglio è stato riconosciuto invece il risarcimento di 150mila euro. I tre sono stati inoltre condannati a risarcire l’assistenza e rappresentanza delle parti civili liquidate in 17.299 euro a Paola Deffendi e Irene Regeni, 8.930 euro a Claudio Regeni e 8.477 euro alla presidenza del Consiglio dei ministri.
Il legale della famiglia: «Nostra fede nella giustizia ben riposta»
«È evidente che l'impianto probatorio sostenuto dalla procura ha superato il vaglio della Corte. Dovremo evidentemente leggere le motivazioni ma oggi sappiamo che la nostra fede nella giustizia è stata ben riposta. Da oggi tutti i cittadini del mondo possono sentirsi più sicuri, da stasera tutti i regimi del mondo e i loro apparati, le loro divise, saranno costretti a ricordarsi che la dignità delle persone è inviolabile così come i loro corpi», ha detto l'avvocata Alessandra Ballerini legale della famiglia di Giulio Regeni dopo la sentenza della Corte di Assise. «Verità e giustizia non devono prestarsi a compromessi - ha detto ancora - non solo a tutela delle legittime aspettative dei familiari, ma a presidio dei principi fondanti del nostro ordinamento costituzionale. Queste le parole del nostro presidente Sergio Mattarella nel messaggio inviato alla famiglia Regeni per il decimo anniversario della scomparsa di Giulio. Queste parole oggi hanno trovato concretezza in una sentenza emessa nel nome del popolo italiano che costituisce un presidio per tutti i Giulio e le Giulie del mondo. Ed è questo presidio che abbiamo sempre chiesto e invocato al di là delle singole condanne».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
