Il Tirreno

Toscana

L’intervista

Roberto Naldi, l’uomo degli aeroporti in Toscana: «Pisa e Firenze, vi racconto le due grandi novità in arrivo»

di Cristiano Marcacci*

	Roberto Naldi
Roberto Naldi

Parla l’amministratore delegato: «È fondamentale rendere i nostri scali sempre più accessibili, efficienti e sostenibili. È questa la direzione in cui stiamo lavorando, attraverso gli importanti programmi di investimento che riguardano sia il Galilei che il Vespucci»

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Sulla scia dei numeri più che incoraggianti registrati negli ultimi mesi, Toscana Aeroporti (con gli scali di Pisa e Firenze) vola verso nuovi traguardi. Due su tutti: l’inaugurazione del terminal arrivi al Galilei e la Conferenza dei servizi per il Vespucci, a cui farà seguito la realizzazione del nuovo Masterplan 2035. Due ambiziosi obiettivi che figurano già nei radar. Ne parliamo con l’ingegner Roberto Naldi, amministratore delegato di Toscana Aeroporti.

Dai vostri ultimi bilanci Galilei e Vespucci continuano a macinare record di passeggeri: come faranno in futuro a sostenere questi livelli?

«Il bilancio della summer è molto positivo, con entrambi gli aeroporti che hanno registrato risultati da record mese dopo mese. Nei primi otto mesi dell’anno il sistema aeroportuale toscano ha superato per la prima volto i 7 milioni di passeggeri, con una crescita del 5,3%. Particolarmente significativa è la crescita del traffico internazionale, che conferma l’attrattività della Toscana e la solidità della domanda verso il nostro territorio. Il Galilei ha superato per la prima volta la soglia dei 700mila passeggeri in un singolo mese (717 mila ad agosto, in crescita del 4,6%), con entrambi i segmenti in aumento, internazionale +5,9% e nazionale +0,3%. Il Vespucci ha chiuso il suo miglior agosto di sempre con 386mila passeggeri e ha registrato massimi storici in ciascun mese del 2026, arrivando a 2,7 milioni nei primi otto mesi, +4,2%. Il dato che guardo con più attenzione è la crescita del traffico internazionale, che ad agosto ha trainato l'intero sistema con un +4,2%. È l'indicatore che misura l'attrattività reale della Toscana sui mercati esteri, e ci dice che la domanda verso questo territorio è solida. Per sostenere la crescita dei passeggeri è necessario continuare a investire nella capacità infrastrutturale degli aeroporti. La Toscana è un brand conosciuto e attrattivo in tutto il mondo, ma proprio per questo si confronta con una competizione internazionale sempre più forte. È quindi fondamentale rendere i nostri scali sempre più accessibili, efficienti e sostenibili. È questa la direzione in cui stiamo lavorando, attraverso gli importanti programmi di investimento che riguardano sia l’aeroporto di Pisa sia quello di Firenze».

Il Galilei è Ryanair-dipendente o quasi: la compagnia irlandese ha però deciso di investire nelle regioni che eliminano l’addizionale municipale sui diritti di imbarco. È una “battaglia” giusta?

«Questa è una domanda che andrebbe rivolta direttamente a Ryanair. L'addizionale comunale sui diritti d'imbarco è un tributo di fonte statale. Né Toscana Aeroporti né alcun altro gestore aeroportuale ha il potere di intervenire: la decisione di neutralizzarla appartiene alle istituzioni e comporta che siano le istituzioni locali a farsi carico dell'onere corrispondente. Se sia una battaglia giusta è quindi una domanda da rivolgere a chi la conduce e a chi ha la competenza per deciderla. Il nostro compito è un altro: rendere gli scali competitivi su tutto ciò che dipende da noi. Infrastrutture, qualità del servizio, efficienza operativa, tempi di rotazione degli aeromobili. Su quello siamo giudicabili».

Per la prima volta, quest’estate Ryanair si è limitata a confermare il numero di 58 collegamenti da e per il Galilei. Siete preoccupati da un possibile rallentamento degli investimenti della compagnia irlandese?

«Assolutamente no, anzi. Siamo soddisfatti che Ryanair abbia confermato anche quest’anno l’ampio network di collegamenti da Pisa. Ryanair opera a Pisa da ventotto anni e ha trasportato circa 59 milioni di passeggeri da e per il Galilei. È un rapporto costruito nel tempo, fatto anche di lavoro quotidiano dei nostri team. La conferma di un network così ampio è una base solida su cui continuare a costruire».

Voli intercontinentali: da tempo Toscana Aeroporti sta tentando di riattivare il diretto Pisa-New York, ma anche voli per la Cina, il Canada e altre destinazioni. Quando una ripresa dei voli intercontinentali?

«La ripresa dei collegamenti intercontinentali rappresenta un obiettivo sul quale continuiamo a lavorare, valutando le opportunità che il mercato può offrire e va costruita giorno dopo giorno. Dipende dalla disponibilità di aeromobili delle compagnie, dalla profondità del bacino di traffico e dalla sostenibilità della rotta lungo tutto l'arco dell'anno, non soltanto nei mesi di picco. Non dobbiamo però dimenticare che la vocazione prevalente dell’aeroporto di Pisa è orientata ai collegamenti punto a punto. La crescita dello scalo continuerà quindi ad avere nel network continentale il suo principale motore, senza escludere opportunità sul lungo raggio».

Ita approderà al Galilei?

«Con Ita Airways il confronto è aperto e continuo. Ancora non c’è nulla di definito da annunciare, ma abbiamo la promessa che quando arriveranno i vettori giusti, la compagnia ripartirà con 3-4 voli di collegamento al giorno».

Nuove, vecchie, frontiere: quali difficoltà e conseguenze per il trasporto aereo dai controlli alle frontiere aeree con la Spagna?

«Dal punto di vista operativo stiamo gestendo i controlli come previsto dalle nuove indicazioni, senza che al momento si siano registrate ripercussioni sull’operatività degli scali. Si tratta di verifiche di identità e nazionalità, in larga parte effettuate a campione, che non incidono sulla programmazione dei voli».

Caro-carburante: gli aeroporti toscani hanno “resistito” alla crisi dei mesi scorsi, ora l’impennata dei prezzi potrebbe portare ad un aumento considerevole dei costi dei biglietti. Quali possibili soluzioni?

«Il costo del carburante è un tema che riguarda direttamente le compagnie aeree e le loro politiche commerciali. Dal nostro punto di vista, l'aspetto che va soprattutto scongiurato è il rischio di un'interruzione o di una difficoltà nei rifornimenti, che potrebbe avere conseguenze sull'intero sistema del trasporto aereo. Ad oggi, fortunatamente, non abbiamo avuto criticità di questo tipo e tutte le compagnie ci rassicurano da questo punto di vista».

I lavoratori dell’handling (l’insieme dei servizi a terra) rivendicano pari condizioni, in un comparto molto frammentato, migliori condizioni di lavoro, un rinnovo e un adeguamento di mezzi e strumenti. Quali le richieste di Toscana Aeroporti alle società che gestiscono le lavorazioni? Sono in corso interlocuzioni per un piano di sviluppo?

«Occorre innanzitutto ribadire una distinzione fondamentale: le società di handling sono operatori indipendenti che lavorano sui nostri scali in un mercato liberalizzato (tenuto volutamente in competizione a livello comunitario), con propri contratti e proprie relazioni sindacali. Il gestore aeroportuale non è il datore di lavoro dei loro dipendenti e non ha titolo per intervenire sulle loro condizioni contrattuali. Questo non significa disinteresse, e non è un modo per chiamarsi fuori. Come gestore abbiamo una responsabilità di coordinamento sulla sicurezza operativa dei piazzali e sulla qualità complessiva del servizio al passeggero, e quella responsabilità la esercitiamo: sui requisiti di formazione, sugli standard di safety, sulle procedure e sulla dotazione dei mezzi. Sui temi sollevati siamo disponibili a un confronto con tutti gli operatori che lavorano sui nostri scali e con le organizzazioni sindacali».

Sicurezza: continuano le aggressioni al personale di terra e continuano le richieste di sicurezza dei lavoratori. Quali soluzioni possibili?

«Purtroppo, il fenomeno delle aggressioni è un fenomeno nuovo che si sta registrando in diversi settori (penso ai casi del personale sanitario aggredito negli ospedali) e non è facile intervenire sul comportamento criminoso dei singoli. Mi viene in mente, a questo proposito, un episodio: una distinta signora con borsetta che ha preso per i capelli la signorina al gate sbattendole la testa sul tavolo dopo una discussione sul bagaglio a mano. A Pisa è stato sottoscritto un protocollo tra noi, gli handler e le organizzazioni sindacali, per l’implementazione strumenti tecnologici e presidi di sicurezza. Inoltre, in collaborazione con Enac e Polaria, abbiamo rafforzato il presidio degli aeroporti incrementando gli addetti alla security e potenziando i controlli sui passeggeri; abbiamo introdotto linee dedicate per velocizzare le richieste di intervento; abbiamo fatto campagne di sensibilizzazione verso i passeggeri e di informazione sulle conseguenze di comportamenti aggressivi nei confronti del personale. La sicurezza di chi lavora e di chi transita nei nostri scali è una priorità e continueremo a lavorare insieme alle autorità competenti per garantire livelli di sicurezza sempre più elevati».

Infrastrutture: i lavori di completamento del nuovo terminal arrivi del Galilei sono recentemente slittati. Ce la farete ad inaugurarlo a breve?

«Sì. Il nuovo terminal degli arrivi sarà inaugurato il 12 ottobre. Poi, sarà aperto al pubblico nella seconda metà di novembre una volta completati i collaudi. Si tratta di un intervento (del valore di circa trenta milioni) fondamentale per lo scalo di Pisa, che consentirà di aumentare la capacità e migliorare ulteriormente la qualità dei servizi offerti ai passeggeri».

E Peretola? Quando i lavori per il nuovo scalo? In autunno è prevista la Conferenza dei servizi e poi?

«Il nuovo Masterplan 2035 ha completato positivamente la procedura di valutazione ambientale Via-Vas, dopo un iter avviato nel 2022 con il Dibattito Pubblico. I prossimi passaggi prevedono la trasmissione alla Commissione Europea dell’Informativa prevista dalla Direttiva Habitat e l’istituzione dell’Osservatorio Ambientale, che seguirà l’attuazione delle prescrizioni. In autunno si terrà quindi la Conferenza dei servizi, chiamata a esprimere il parere finale degli enti coinvolti e ad accertare la conformità urbanistica del progetto. Una volta completato l’iter autorizzativo, potranno partire i lavori, articolati in tre fasi. La prima, della durata di circa 28 mesi, comprenderà le principali opere aeroportuali, tra cui la nuova pista e il nuovo terminal, oltre agli interventi ambientali preliminari. Mi auguro di poter partire con i lavori nel corso della prossima estate. Ricorsi permettendo, ovviamente, anche molti di questi sono del tutto ideologici e poco scientifici (ci sono delle istituzioni che pur non essendo nemmeno confinanti hanno presentato ugualmente ricorso). Comunque, sotto questo profilo sono molto tranquillo, dal momento che il nostro team legale ha fatto un lavoro straordinario».

Il nuovo Piano nazionale degli aeroporti 2026-2035 punta su uno sviluppo sinergico delle reti territoriali, basato soprattutto sul potenziamento del trasporto intermodale con aeroporti collegati con treni, strade, autostrade e autobus: uno scenario che potrebbe penalizzare Pisa e il suo scalo.

«Il nuovo Piano nazionale mette al centro dello sviluppo le reti territoriali. Si tratta del miglior riconoscimento possibile alla validità del nostro progetto di costituire il sistema regionale aeroportuale con Toscana Aeroporti. Tanto che sia Pisa che Firenze sono state più volte citate come esempio e i dati di questi 10 anni lo confermano in maniere ineludibile. Non abbiamo nessuna preoccupazione per Pisa, il piano riconosce al Galilei una potenzialità di 8,5 milioni di passeggeri, il valore più alto del sistema regionale. Direi l’esatto opposto di un declassamento. Al contrario, crediamo che un sistema di trasporti sempre più integrato rappresenti un'opportunità per gli aeroporti. Pisa e Firenze sono già fortemente connessi alla rete ferroviaria e stradale: nel caso di Pisa, anche grazie al People Mover, e in entrambi i casi grazie alla vicinanza con le principali infrastrutture autostradali. Migliorare ulteriormente i collegamenti tra gli aeroporti e il territorio significa rendere gli scali più facilmente accessibili sia per i turisti, favorendo la capacità della Toscana di attrarre visitatori, sia per i cittadini che devono raggiungere gli aeroporti. L'intermodalità, quindi, non rappresenta un elemento penalizzante per Pisa, ma un fattore di competitività per l'intero sistema aeroportuale e per il territorio». 


*Ha collaborato Danilo Renzullo

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