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Il caso

Aggredita dal lupo, dall’attacco alle carte bollate. L’associazione Lac: «Pecore e cani incustoditi». L’allevatrice: «Ecco che cosa è successo»

di Ivan Zambelli
La ferita all'orecchio
La ferita all'orecchio

L’associazione sull’azienda: «Abbiamo fatto due denunce». La titolare replica e dice che l’allevamento è in ordine e il pascolo autorizzato

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MASSA MARITTIMA. Dal morso del lupo si passa a quello delle carte bollate. Il caso di Valpiana, nato dall’aggressione denunciata dall’allevatrice Marisa Aronne, si trasforma adesso in uno scontro frontale. A intervenire è la Lac, la Lega per l’abolizione della caccia, che in questi mesi dice di aver attenzionato più volte l’azienda agricola, a partire dalla gestione del gregge e degli animali da guardiania. E l’esito, dice la Lac, sono due denunce presentate qualche giorno fa per maltrattamenti e pascolo abusivo. Ricostruzione che Aronne respinge, facendo sapere che sporgerà a sua volta denuncia nei confronti dell’associazione di tutela degli animali.

E in mezzo ci sono fotografie, segnalazioni e persino carcasse di pecora a bordo strada, che fanno montare la polemica intorno al caso della pastora aggredita da un lupo e che ha rischiato di perdere un orecchio.

L’associazione: le foto e la dinamica

Partendo dall’associazione, secondo Raimondo Silveri presidente della Lac da mesi nella zona di Valpiana si verificherebbe una situazione problematica. L’associazione sostiene che circa duecento-trecento pecore avrebbero vagato «completamente incustodite» insieme a una decina di pastori maremmani. La Lac riferisce di aver raccolto diverse segnalazioni e sostiene che pecore e cani sarebbero stati visti lungo strade, argini e boschi. Per quanto riguarda i cani, secondo l’associazione i cani sarebbero stati lasciati senza cibo, «finendo per cibarsi delle carcasse delle pecore».

A sostegno di ciò l’associazione mostra alcune foto e video nelle quali si vedono effettivamente dei pastori maremmani mangiare una carcassa. «Non abbiamo potuto fare a meno di depositare, ad inizio di settembre, due denunce penali anche per maltrattamento e abbandono di animali, nonché l’omessa custodia in luoghi pubblici e pascolo abusivo». Silveri sostiene inoltre che gli stessi cani da guardiania avrebbero inseguito persone lungo strade pubbliche e riferisce che anche esponenti dell’associazione sarebbero stati oggetto di tentativi di attacco. La Lac contesta poi duramente le dichiarazioni di Mirella Pastorelli, presidente del Comitato pastori d’Italia, intervenuta dopo l’episodio del morso. Secondo l’associazione, Pastorelli non conoscerebbe direttamente né le persone coinvolte né la situazione di Valpiana.

Ma la Lac va oltre e solleva dubbi anche sulla dinamica dell’aggressione raccontata dall’allevatrice. Silveri considera insolito che un lupo possa avvicinarsi al gregge in pieno giorno nonostante la presenza di numerosi e grandi cani da guardiania. L’associazione auspica quindi che siano le autorità a ricostruire quanto accaduto e invita a non creare allarmismi sul lupo, ricordandone il ruolo nell’ecosistema e sottolineando come la sua alimentazione sia costituita principalmente da ungulati selvatici, piccoli mammiferi e, in determinate circostanze, carcasse.

La replica di Marisa Aronne

Una ricostruzione che Aronne respinge categoricamente, dicendo che sporgerà denuncia nei confronti dell’associazione. «I nostri cani sono protetti e tutelati, non è per nulla vero che sono denutriti. Noi siamo di quelle persone che piuttosto si tolgono il pane di bocca per darlo a loro, basta vedere come stanno bene», replica l’allevatrice. Aronne spiega inoltre che negli ultimi mesi si sarebbe trovata a gestire praticamente da sola l’azienda a causa dell’assenza temporanea del fratello. «Ho fatto del mio meglio, ma gli animali non sono mai usciti dal perimetro concordato».

L’allevatrice racconta infatti dell’esistenza di un accordo con il proprietario di un terreno vicino affinché le pecore possano pascolare anche lì, accompagnate dai cani. Tra le due proprietà passa però una strada a uso pubblico, frequentata anche da ciclisti. Quanto alle fotografie mostrate dalla Lac, Aronne fornisce una lettura completamente diversa: «Probabilmente l’animale era stato ucciso da un lupo. Poi se il cane lo trova morto è normale che lo vada a mangiare».

Resta infine l’episodio da cui tutto è partito. Aronne, dopo essere stata medicata all’ospedale di Massa Marittima, ieri – 22 settembre – era già tornata al lavoro. Il referto medico le assegna venti giorni di prognosi e, sottolinea la donna mostrando il documento sanitario, riporta la dicitura «morsa da un lupo». Non ha ancora fatto denuncia ma è intenzionata a farlo. Come racconta lei stessa, gli è stato caldeggiato anche dai carabinieri forestali, che ieri dice siano andati alla azienda agricola. 

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