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Bollo auto 2027, i dieci errori da evitare per non perdere l’esenzione: chi li commette rischia di pagare lo stesso

di Redazione web

	I dieci errori da non commettere per sfruttare davvero l'esenzione da Bollo Auto 2027
I dieci errori da non commettere per sfruttare davvero l'esenzione da Bollo Auto 2027

La nuova agevolazione sul bollo richiede requisiti precisi e controlli puntuali: potenza del veicolo, intestazione, assicurazione e modalità di pagamento diventano elementi decisivi per accedere davvero allo sconto previsto dal decreto. Una serie di condizioni tecniche e amministrative può infatti escludere molti automobilisti, rendendo indispensabile verificare ogni dettaglio prima delle scadenze del 2027

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Il decreto che introduce la sospensione del bollo auto per il 2027 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 settembre ed è entrato in vigore il giorno successivo. La misura riguarda auto a benzina o diesel – incluse le ibride – con potenza fino a 80 kW, oltre a moto e ciclomotori, ma con un limite preciso: un solo veicolo per ogni persona fisica. L’intervento ha un costo complessivo di 2,362 miliardi di euro, coperto in larga parte con fondi PNRR. Alle Regioni, che normalmente incassano il gettito del bollo, verranno riconosciuti 2.293,5 milioni come compensazione.

Errori da evitare

1. Confondere cavalli e kilowatt

Il limite è fissato in kW, non in cavalli o cilindrata. Gli 80 kW equivalgono a circa 109 CV, ma il dato che conta è quello riportato alla voce P.2 del libretto. Attenzione ai decimali: un bollo calcolato “a 80 kW” può nascondere un valore reale di 80,5 kW. Il riferimento corretto è sempre il documento di circolazione.

2. Pensare che valga per tutte le auto della famiglia

L’esenzione è individuale, non familiare. Ogni persona può beneficiare del bollo gratuito su un solo veicolo. Due coniugi con auto intestate separatamente non pagheranno nulla; se entrambe le auto sono intestate alla stessa persona, solo una sarà esentata.

3. Credere di poter scegliere il veicolo

La legge stabilisce automaticamente quale mezzo rientra nel beneficio: quello meno potente. In caso di pari potenza, si guarda al bollo più economico. Lo stesso criterio vale per moto e ciclomotori.

4. Sommare auto e moto

L’esenzione per moto e ciclomotori è alternativa a quella dell’auto. Chi possiede un’auto entro gli 80 kW riceve il beneficio su quella, non sulla moto. Chi ha un’auto sopra soglia e una moto può invece applicare l’esenzione al mezzo a due ruote.

5. Ignorare la questione assicurativa

Il veicolo deve essere assicurato. Una polizza scaduta o sospesa può far decadere il diritto all’esenzione.

6. Revocare subito la domiciliazione bancaria

Il decreto deve essere convertito entro 60 giorni. Finché il testo non è definitivo, è prudente non revocare l’addebito automatico.

In ogni caso, le Regioni conoscono la potenza dei veicoli e non dovrebbero effettuare prelievi indebiti.

7. Confondere auto privata e auto aziendale

Il beneficio riguarda solo le persone fisiche. Le auto intestate a società non rientrano nell’esenzione.

Diverso il caso di leasing e noleggio: se la persona fisica è soggetto passivo del bollo, può accedere al beneficio.

8. Smettere di pagare il bollo 2026

La sospensione riguarda solo l’annualità 2027. I pagamenti del 2026 restano dovuti, così come eventuali arretrati, sanzioni e interessi.

9. Pensare che il bollo sia abolito per sempre

La misura è temporanea e limitata a una parte dei veicoli. Il Governo ha annunciato l’intenzione di renderla strutturale, ma al momento si tratta solo di un orientamento politico.

10. Cercare moduli o portali per fare domanda

Non esiste alcuna procedura di richiesta. Diffidare di email, SMS o siti che chiedono dati personali per “attivare l’esenzione”: si tratta del classico schema di truffa.

E le auto elettriche?

Il decreto non riguarda i veicoli elettrici, perché fa riferimento esplicito a benzina e gasolio (anche in combinazione ibrida). Per le elettriche restano valide le agevolazioni già previste dalle normative nazionali e regionali.

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