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L'anniversario

Pastificio Martelli, cento anni di orgoglio toscano nel mondo: i segreti del successo e il premio consegnato dal ministro

di Sabrina Chiellini

	La lavorazione al Pastificio Martelli
La lavorazione al Pastificio Martelli

Alla famiglia di Lari assegnato il Premio Ambasciatori della Qualità Italiana. Francesco Lollobrigida: «Un esempio straordinario di come qualità, territorio e capacità imprenditoriale possano costruire valore nel tempo». L’aneddoto sulla confezione gialla

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CASCIANA TERME LARI. Celebra i cento anni del Pastificio Martelli, azienda familiare diventata nel tempo uno dei simboli della pasta italiana nel mondo. Il traguardo è stato festeggiato al Castello dei Vicari, insieme alle istituzioni e ai rappresentanti del mondo agricolo ed economico.

Lollobrigida: «Un esempio di qualità italiana»

«La qualità della nostra pasta nasce anche dalla qualità delle produzioni che la rendono possibile. Il grano italiano è un patrimonio che dobbiamo valorizzare, perché rappresenta una parte fondamentale della nostra filiera e della qualità che il sistema Italia è capace di esprimere», ha sottolineato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, intervenuto alle celebrazioni.

«Dare valore alla produzione significa riconoscere il lavoro degli agricoltori e rafforzare un settore solido e competitivo. È così che tuteliamo il nostro sistema agricolo e continuiamo a portare nel mondo il valore delle nostre eccellenze».

Lollobrigida ha quindi definito il Pastificio Martelli «un esempio straordinario di come qualità, territorio e capacità imprenditoriale possano costruire valore nel tempo», consegnando alla famiglia il Premio Ambasciatori della Qualità Italiana, riconoscimento destinato a personalità e imprenditori che si distinguono nella promozione del Made in Italy e dei prodotti di qualità.

Il riconoscimento della Regione Toscana

Anche la Regione Toscana ha voluto rendere omaggio al traguardo dell’azienda. La presidente del consiglio regionale Stefania Saccardi, d’intesa con il vicepresidente Diego Petrucci, ha proposto di assegnare al pastificio il premio “Festina Lente”, istituito per valorizzare le eccellenze toscane.

«Cento anni non sono soltanto un traguardo, ma la dimostrazione di quanto le imprese familiari sappiano custodire saperi, creare lavoro e raccontare nel mondo la qualità toscana», ha dichiarato il presidente della Regione Eugenio Giani.

La storia della famiglia Martelli

La giornata è iniziata al Castello dei Vicari con la presentazione del libro di Michele Quirici, “La famiglia Martelli, 100 anni di buona pasta”, e i saluti istituzionali.

«Se Lari è conosciuta nel mondo lo deve anche alla pasta Martelli», ha affermato il sindaco Paolo Mori, sottolineando il profondo legame tra il pastificio e il territorio e la capacità dell’azienda di trasformare un prodotto in un elemento identitario della comunità.

Alle celebrazioni hanno partecipato anche il sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy Fausta Bergamotto, il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, la senatrice Ylenia Zambito, l’onorevole Irene Gori, componente della Commissione Agricoltura, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, gli assessori comunali e alcuni sindaci della provincia, gli assessori regionali Leonardo Marras e Alessandra Nardini.

«In questi anni tante ragazze e tanti ragazzi sono venuti a visitare questo pastificio per ammirare come nascono e come vengono prodotti piccoli capolavori contenuti nelle famose buste gialle con scritta nera», ha ricordato Alessandra Nardini, rivolgendosi alla famiglia e, in particolare, ai fratelli Mario e Dino, «che hanno raccolto un testimone prezioso, quello dei due fratelli Guido e Gastone Martelli».

La scelta di puntare sulla qualità

In un secolo non sono mancati momenti difficili ma sono stati superati, ha ricordato il Cavaliere Dino Martelli. Una lunga storia costruita anche attraverso scelte coraggiose, prima fra tutte quella di rinunciare alla quantità per puntare sulla qualità.

«Le cose vanno abbastanza bene, diciamo che abbiamo avuto anche un pizzico di fortuna», ha raccontato con un sorriso Dino Martelli, ripercorrendo le tappe che hanno portato il pastificio a diventare uno dei simboli della pasta italiana.

La celebre confezione gialla

Tra gli elementi più riconoscibili c’è naturalmente la celebre confezione gialla, rustica come l’antica carta paglia e dorata come il grano maturato al sole della Toscana. Una scelta che, all’inizio, non tutti avevano accolto con entusiasmo. «Ci sconsigliarono di usare questo colore – ha ricordato Martelli – dissero che non sarebbe piaciuto. Invece non è stato proprio così».

Festa in giallo nel borgo di Lari

Il centenario si è concluso nel pomeriggio con una festa in giallo nel borgo di Lari, aperta alla comunità, con la degustazione della pasta Martelli e l’inaugurazione di una mostra. Un modo per festeggiare anche il legame profondo tra un’impresa familiare e il paese sulle colline della provincia di Pisa.


 

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