Fi-Pi-Li, sono quattro i tratti più critici: come sono stati individuati e il monitoraggio dei prossimi lavori
La nostra intervista al professor Massimo Losa, coordinatore del progetto sull’ammodernamento della superstrada
Scandicci-Lastra a Signa, Montelupo-Ginestra, Pontedera-Pontedera Ponsacco e Pisa Nord Est sono i quattro tratti della strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno – un’alternativa alla A11 per unire A1 e A12 – che presentano le maggiori criticità in entrambi i sensi di marcia, secondo lo studio condotto dall’università di Pisa e dal settore viabilità della Regione che incrocia i dati di incidentalità e traffico della principale strada regionale della Toscana.
Uno studio, il “Progetto di ricerca S³R - sicurezza e sostenibilità delle strade regionali”, che ci racconta il suo coordinatore, il professor Massimo Losa.
Da dove parte il vostro lavoro?
«Da giugno a dicembre 2025 abbiamo esaminato i dati sull’incidentalità nel periodo 2020-2024 e quelli del traffico nel periodo 2022-2024 (i dati del 2025 non erano ancora disponibili), poi abbiamo proseguito con affinamenti fino a luglio di quest’anno. Quindi abbiamo potuto vedere, in fase di screening, quali sono i fattori di maggiori incidenza su qualità della circolazione e sicurezza, e infine abbiamo fatto un’analisi di dettaglio proprio sui fattori che determinavano i fenomeni in esame individuando possibili interventi per risolvere le criticità. Nel report intermedio presentato a dicembre avevamo individuato quattro livelli di priorità (il report finale l’abbiamo consegnato il 31 luglio)».
Come siete arrivati a definire le priorità di intervento?
«Seguendo il criterio dell’efficacia economica abbiamo assegnato a ogni intervento un probabile costo, e quindi eseguito un’analisi benefici-costi. Abbiamo così individuato tratti nei quali gli interventi comporteranno i maggiori vantaggi a fronti della minore spesa. Abbiamo infine proposto il risultato al decisore politico perché fosse di supporto alla sua decisione finale».
Cosa succederà se Toscana Strade andrà in porto?
«Potremo godere di benefici in un periodo di medio-lungo termine. “Roma non è stata costruita in un giorno”, come si dice, e nel caso della Fi-Pi-Li prevediamo che ci vorranno 10-15 anni».
E nel frattempo?
«Data l’importanza che l’arteria ricopre nella viabilità regionale è impensabile chiuderla in tutto o in parte, si dovrà quindi procedere con interventi dilazionati nel tempo. Allo stesso modo è necessario pensare a cosa succederà nel momento in cui si andrà – per esempio – a chiudere una corsia per fare i lavori: ci saranno utenti che sceglieranno di rimanere su quel tratto, con consehuenti code, e altri che preferiranno servirsi della viabilità secondaria. Il nostro compito sarà dunque pianificare e monitorare di conseguenza, raccogliendo altri dati sul campo, facendo simulazioni e sviluppando modelli in grado di ridurre quanto più possibile i disagi agli utenti della superstrada. Si potrebbe dire che in un certo senso faremo un favore ai servizi di mappe satellitari».
Non ci abbandonerete al nostro destino, insomma
«Io stesso, da pisano, sono un utente della Fi-Pi-Li. Oltretutto andrò in pensione nel 2034 e a quella data mi riterrei soddisfatto di vedere completato il 50% degli interventi».
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