Marco Benvenuti, ai centisti disse: «Andate controcorrente con amore» – Il presidente della Libertas e quell’appello a rialzarsi
Il manager scomparso la settimana scorsa a soli 50 anni nel 2022 scrisse per il Tirreno un messaggio ai giovani. In quelle parole c’è l’architettura di un uomo capace con l'esempio, il coraggio e un briciolo di follia, di realizzare ciò che alla ragione può apparire impossibile
LIVORNO. 14 ottobre 2022. Al teatro Goldoni di Livorno vengono premiati i ragazzi e le ragazze che pochi mesi prima si sono diplomat* con 100/100. Un evento che strizza l'occhio all'America ma qui, invece del campus, la meglio gioventù sfila tra palco e velluti. ln redazione cerchiamo un livornese che ce l'ha fatta, che abbia realizzato qualcosa di importante e che attraverso la sua esperienza sia capace di parlare ai giovani, in qualche modo di farli guardare un po' più in là di Chioma e il ponte del Calambrone.
Ci viene in mente il nome di Marco Benvenuti, scomparso la settimana scorsa a soli 50 anni: è affermato, Duetto è gia un colosso mondilale, è rimasto legato alla sua città, è giovane, pop e dandy allo stesso tempo. Peccato che viva a Las Vegas e il fuso orario non sia proprio dalla nostra parte visto che siamo un quotidiano e il pezzo deve uscire il giorno seguente. E in più è già pomeriggio inoltrato. Proviamo a contattarlo lo stesso senza troppe speranze. Il primo messaggio è delle 16.53, passano cinque minuti e risponde. Dopo avergli spiegato che l'appello/testimonianza servirebbe nel giro di un paio d'ore, è un tantino titubante, ma accetta lo stesso. «Arrivo a casa e lo faccio».
Per noi è già una vittoria. Il pezzo ci sarà. Ma è quello che ci invia, ancora di più riletto oggi che se n'e andato, a essere rivelatore di un uomo concreto e sognatore, libero e visionario, capace con l'esempio, il coraggio e un briciolo di follia di realizzare ciò che alla ragione può apparire impossibile. E il progetto Libertas Livorno 1947, che forse già allora ha in testa, è l'ultimo tiro messo a segno, senza dubbio quello a cui ha tenuto di più. «Che fare dopo la maturità? Il mio consiglio - risponde Marco in quell'articolo pubblicato il giorno seguente dentro al quale c'è tantissimo del suo disegno - è di sognare e guardare al mondo. Il lavoro perfetto non esiste, l’ossessione per i soldi o uno stipendio di livello non farà mai fare il salto di qualità. Ogni opportunità deve essere valutata rispondendo alla domanda: “Che cosa imparo?”».
«Imparare vuol dire tante cose, certo l’istruzione conta specialmente se specializzata, ma non è tutto. Si possono imparare lingue, modi di vivere, lavorare, capire i cambiamenti del mondo. Se però si definisce il successo solo monetariamente, ci si può trovare in un circolo vizioso che non ci fa crescere. Un fallimento alle volte è il miglior maestro. Non è retorica dire che dagli errori si impara di più che dai successi. È come si incassano i colpi che la vita ti assesta che fa la differenza: puoi restare al tappeto oppure rialzarti. Perché andare contro ciò che è più facile e familiare può aprire porte prima inimmaginabili. Ad esempio, quando lavoravo al Four Season a Chicago, mi fu offerta una posizione di front desk manager al Four Season di Milano. Sembrava tutto perfetto: lavoro sicuro, in Italia, vicino agli affetti di casa, insomma e tutte quelle cose che ti fanno sentire al sicuro. Io invece rifiutai e andai a Cornell a fare due anni di master. Oggi sono dove sono perché presi quella decisione difficile e in qualche modo contraria alla nostra cultura e consuetudine».
E infine: Ecco perché posso dirvi che a volte per raggiungere un obiettivo può essere utile prendere strade meno battute, apparentemente poco comode. Ma l’importante è continuare a camminare in una direzione. Quella che sentite dentro di voi. Facendo ogni cosa con passione, direi quasi con amore. E non è detto che tutto vada bene. Anche perché saperlo in anticipo ha poco gusto. Ecco perché a voi, ragazzi livornesi diplomati nel 2022, dico in bocca al lupo, il mondo vi aspetta. E continuate a sognare».
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