Il Tirreno

Toscana

Economia

Monte dei Paschi, lo Stato non vende la sua quota. Giani: «Giorgetti ha confermato»

di Libero Red Dolce

	Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani a Roma per l'incontro al Mef su Monte dei Paschi
Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani a Roma per l'incontro al Mef su Monte dei Paschi

Il presidente della Toscana dopo l’incontro con il ministro dell’Economia: «Lo Stato resterà azionista». Sul tavolo il futuro i Mps, tra l’Opas di Intesa e il progetto di Lovaglio su Banco Bpm e Banca Generali

4 MINUTI DI LETTURA





Un punto per la Toscana nel grande risiko bancario italiano. Il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) manterrà la sua quota del 4,8% in Monte dei Paschi di Siena e non procederà alla vendita. Lo ha riferito il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani al termine dell’incontro di questo pomeriggio (martedì 25 agosto) con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dedicato al futuro dell’istituto senese. Una posizione che può diventare rilevante nella partita tra l’Opas di Intesa Sanpaolo e il progetto difensivo di Mps su Banco Bpm e Banca Generali.

L’incontro era stato preparato ieri dallo stesso Giani come un passaggio importante per portare al governo le istanze del territorio toscano. Con lui hanno partecipato la sindaca di Siena Nicoletta Fabio e la presidente della Provincia Agnese Carletti. «Insisteremo molto perché lo Stato si renda conto che non è possibile segmentare quella che oggi è una realtà storica che dal 1472 rappresenta una banca di rilievo internazionale», aveva detto Giani, chiedendo di evitare qualsiasi ipotesi di frammentazione della banca, a partire dalla cessione di filiali.

La conferma che il Tesoro conserverà il quasi 5% ancora detenuto in Mps va dunque nella direzione auspicata dalle istituzioni toscane. Per Giani quella partecipazione può consentire allo Stato di avere un peso nelle decisioni future e contribuire a tutelare l’integrità dell’istituto, la sede a Siena e i livelli occupazionali. La richiesta al governo comprende anche la valutazione di tutti gli strumenti di salvaguardia istituzionale, compreso, se necessario, il Golden Power.

A Siena il consiglio comunale sul futuro della banca

Il 2 settembre a Siena, inoltre, si terrà un consiglio comunale straordinario con all'ordine del giorno la valutazione di iniziative a salvaguardia del Monte dei Paschi di Siena. Lo ha riferito la sindaca Fabio dell’incontro. «Rocca Salimbeni è un grande simbolo non soltanto senese - ha detto - perché siamo di fronte ad una banca che ha un valore strategico nazionale e il Ministro ha condiviso questa opinione e ha dimostrato grande sensibilità». «L'importante, ed è quello su cui ho insistito insieme al presidente Giani alla presidente Carletti - ha proseguito - è la salvaguardia dell'integrità della banca, che è una banca che non ha soltanto una storia ma soprattutto una relazione con il territorio, non soltanto senese, con la clientela, con le famiglie, con le imprese e con l'indotto».

La partita si gioca sullo sfondo dell’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps e della controffensiva dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio. Mps ha infatti messo sul tavolo due offerte pubbliche di scambio per acquisire Banco Bpm e Banca Generali, con l’obiettivo di costruire un grande polo bancario italiano e rendere meno probabile l’integrazione con Intesa.

La situazione delle offerte

Proprio la complessità dell’operazione resta uno dei principali interrogativi. Secondo Equita, l’offerta di Intesa continua a presentare il miglior rapporto tra rischio e rendimento per gli azionisti Mps, grazie a una maggiore visibilità sulle sinergie, a una più solida posizione patrimoniale e a una creazione di valore attesa superiore. Equita conferma comunque il giudizio «Buy» sul titolo Mps, con target price a 12,40 euro, ma evidenzia un elevato rischio di esecuzione per il progetto di Lovaglio.

La strategia di Mps richiede infatti di gestire contemporaneamente tre integrazioni: Mediobanca, Banco Bpm e Banca Generali. Le sinergie ipotizzate sono particolarmente ambiziose: circa il 7% dei ricavi combinati e il 24% della base dei costi, contro percentuali rispettivamente intorno al 4% e al 10% nello scenario dell’aggregazione con Intesa.

Nel frattempo, sul fronte delle due offerte di Mps, Banco Bpm è chiamata a una prima valutazione dell’operazione, mentre Generali ha fatto sapere di voler esaminare la proposta su Banca Generali «senza pregiudizi» e senza una preclusione iniziale. Sono dunque ancora molte le variabili della partita.

Ma la decisione del Mef comunicata da Giani introduce un elemento politico preciso: il Tesoro resterà azionista di Mps mentre si decide il destino della banca. Per la Toscana è uno strumento per provare a difendere l’autonomia dell’istituto e impedirne lo smembramento. Per il governo, una partecipazione del 4,8% significa invece conservare un peso nella fase più delicata del risiko bancario italiano.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Economia

Monte dei Paschi, lo Stato non vende la sua quota. Giani: «Giorgetti ha confermato»

di Libero Red Dolce

Video

Firenze, rapinato del Rolex all'ingresso di un ristorante: l'azione dei banditi