Il Tirreno

Toscana

Vergogna infinita

Bracciali con sensori a vibrazione contro i rischi sui luoghi di lavoro – Il progetto in Toscana

di Cristiano Marcacci
L'assessore nel corso dell'intervista al Tirreno col direttore Cristiano Marcacci
L'assessore nel corso dell'intervista al Tirreno col direttore Cristiano Marcacci

“Reg4IA” è il progetto della Regione Toscana per potenziare la sicurezza. L’assessore Alberto Lenzi a Il Tirreno: «L’innovazione è al nostro fianco, sperimentazione al via»

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La vergogna infinita delle morti sul lavoro in Italia e anche in Toscana ha travolto nei giorni scorsi altre due vite, rovinando contemporaneamente quella dei propri familiari: il 5 agosto il 44enne Aldo Gullotti è rimasto sotto un “pastello” di lastre di marmo all’interno della Santucci Group di Carrara e nemmeno 48 ore dopo, alla mezzanotte circa del 7 agosto, il 61enne Kumara Gedera è stato schiacciato da un pallet ribaltato nell’azienda Capp Plast di Campi Bisenzio. Alle due vittime le statistiche aggiungono, giustamente, il 24enne Mauro Ducceschi, di Prunetta, sull’Appennino pistoiese, deceduto il 7 agosto dopo un malore accusato al termine del turno di consegne per conto della macelleria del paese per la quale lavorava, e la 52enne dipendente di Poste Italiane Michela Pierattini, morta ieri – 11 agosto – durante il servizio in un incidente stradale ad Agliana.

Due le giostre che continuano inesorabilmente a girare, alla stessa velocità: quella degli omicidi causati dal lavoro killer e quella della retorica e delle solite frasi fatte e di circostanze, intrise di un cordoglio fine a se stesso e solo di facciata, mai propositivo e costruttivo, che rilanciano a turno politici di ogni schieramento e sindacalisti di qualsiasi organizzazione.

Un lampo di luce arriva da Alberto Lenzi, l’assessore regionale al quale il presidente Eugenio Giani ha affidato le deleghe, tra le altre, a lavoro, innovazione tecnologica e infrastrutture digitali. Il Tirreno lo ha incontrato proprio con l’obiettivo di arrestare il prima possibile le due giostre e cercare di invertire una tendenza lontana da ogni scampolo di dignità che si riflette, purtroppo, tra i freddi numeri della lunga scia di morti: 30 solamente in Toscana dall’inizio dell’anno.

L’assessore Lenzi

«Ultimamente – spiega l’assessore Lenzi – abbiamo potenziato di parecchio la formazione nelle aziende, stanziando sei milioni in più per corsi aggiuntivi da far svolgere ai lavoratori. Ma sappiamo bene che così non si risolvono i problemi, si tratta solo di far aumentare il livello di sensibilità sul tema da parte di imprenditori e lavoratori, che comunque ci deve essere ed è giusto che ci sia. Occorre far qualcosa di più concreto nell’ambito della vera prevenzione, dal momento anche che gli ispettori del lavoro a disposizione del nostro territorio continuano ad essere abbondantemente sotto organico e che le assunzioni di più persone non dipendono certamente dalla Regione. Il connubio a cui guardare con fiducia è sicuramente quello tra aziende e digitalizzazione. È dagli strumenti tecnologici che possono arrivare degli aiuti determinanti a salvare vite e ad evitare incidenti gravi o mortali. Un lavoratore impegnato in operazioni particolarmente a rischio, come possono essere quelle, ripetitive, a ridosso di nastri trasportatori o carichi sospesi, deve essere messo nella condizione di dotarsi di uno strumento che gli segnali in tempo reale l’imminenza di un pericolo per la propria persona».

Il progetto della Regione

Il progetto si chiama “Reg4IA” e non è qualcosa che è ancora su carta. Nelle prossime settimane muoverà i primi passi operativi grazie all’avvio di una sperimentazione che in una fase iniziale prenderà in considerazione una delle più grandi aziende presenti in Toscana, la Baker Hughes (l’ex Nuova Pignone), nelle sue sedi di Firenze e Massa-Carrara. Si è pensato a un sistema di integrazione fra telecamere intelligenti, bodycam e dispositivi indossabili capaci di avvisare i lavoratori attraverso una forte vibrazione quando si trovano in una situazione di potenziale rischio, come ad esempio quella in cui stanno per transitare sotto dei carichi sospesi. A queste tecnologie si affiancheranno la ricostruzione in 3D dei cantieri e il monitoraggio intelligente delle presenze e sistemi sempre più evoluti per la gestione delle emergenze. «Perché innovare – tiene a sottolineare lo stesso Lenzi – significa anche proteggere di più chi lavora».

Il “Reg4IA” è stato messo a punto dalla Regione Toscana in sinergia con l’Università di Siena, in particolare con il professor Domenico Prattichizzo, docente di Robotica e coordinatore del Sirs Lab, la cui attività di ricerca si focalizza sull’obiettivo di applicare le tecnologie tattili e la robotica alla sicurezza sul lavoro. Per tecnologie tattili s’intendono tutti quei dispositivi e tutte quelle interfacce che digitalizzano il senso del tatto per guidare l’operatore ad evitare errori e a cui occorre integrare degli appositi dispositivi nei luoghi di lavoro che segnalino pericoli imminenti tramite vibrazioni o riscontri fisici immediati.

«Dotazione sperimentale»

«Inizialmente – rileva l’assessore regionale Lenzi – cominceremo con la dotazione sperimentale di bracciali dotati di sensori in grado di sprigionare una forte vibrazione quando serve. Sono convinto che possano essere di grande aiuto. Mi viene subito in mente Luana D’Orazio (la giovanissima operaia risucchiata da un orditoio a Prato nel 2021, ndr) e al modo orrendo in cui perse la vita. Se avesse avuto a disposizione quei sensori indossabili, forse sarebbe ancora tra noi».

Per quanto riguarda infine il settore più specifico dei cantieri edili, sempre la Regione Toscana sta sviluppando un sistema integrato che unisce strumenti già operativi e nuove tecnologie. «Nei grandi cantieri pubblici – sottolinea Lenzi – è già attivo il registro delle presenze. Attraverso la tessera sanitaria viene registrato l’accesso di ogni lavoratore, consentendo di verificare in tempo reale la formazione obbligatoria sulla sicurezza, monitorare le presenze, contrastare il lavoro irregolare e sub-appalti non autorizzati e sapere, in caso di emergenza, chi si trova in quel momento all’interno del cantiere».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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