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Mps, Banco Bpm rinuncia alle “nozze”: «Non ci sono le condizioni»

di Laura Carcano
Mps, Banco Bpm rinuncia alle “nozze”: «Non ci sono le condizioni»

Il consiglio della ex popolare milanese lo ha comunicato in una nota stampa diffusa il 31 luglio. In tarda serata anche la nota di Mps

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MILANO. Piazza Meda molla la presa su Rocca Salimbeni. Il Cda di Banco Bpm si è riunito per analizzare lo status della potenziale aggregazione con Mps proposta lo scorso 7 giugno, a cui il giorno dopo era seguita l'Opas lanciata da Intesa Sanpaolo. E dopo la riunione del consiglio straordinario di un caldissimo venerdì 31 luglio il board ha deciso di chiudere il dossier Siena stoppando tutto. Il cda di Bpm ha ritenuto che, "la quasi due mesi dall’invio della Lettera, non si siano ad oggi verificate le condizioni per giungere a un accordo condiviso tra le parti", cioè con Montepaschi. Il consiglio della ex popolare milanese lo ha comunicato in una nota stampa diffusa nella serata del 31 luglio, "pur ribadendo il potenziale forte razionale strategico e industriale del progetto proposto a Mps con la lettera - che avrebbe potuto portare alla costituzione di un nuovo gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia, generando un’importante creazione di valore per entrambe le banche".

E così al tavolo da gioco del risiko bancario che mira a Monte dei Paschi di Siena, con la partecipazione del 13% di Generali detenuta da Mediobanca, di giocatore ora ne rimane solo più uno, cioè Intesa. La banca guidata dal ceo Giuseppe Castagna da Piazza Meda nel comunicato ufficiale seguito al board ha fatto sapere che "anche nell’ottica di massima trasparenza nei confronti del mercato e di tutti gli azionisti il cda del Banco" ha quindi "deliberato, all’unanimità, di interrompere le consultazioni in merito alla potenziale aggregazione dandone contestuale comunicazione a Mps".

Una comunicazione che in queste ore ha messo la parola fine alla partita di Bpm su Siena, partita che aveva avuto il via con la comunicazione dello scorso 7 giugno, nella quale aveva rappresentato a Mps "il proprio interesse ad avviare un dialogo volto a discutere e concordare i termini di tale operazione, nonché degli eventi successivamente intercorsi". La rinuncia da parte di Banco Bpm alla fusione con Montepaschi arriva dopo una giornata rovente dal punto di vista del meteo ma iniziata con una doccia fredda con cui Crédit Agricole, socio di maggioranza di Piazza Meda con il 29,3%, aveva dato un colpo di freno secco su un' ipotesi di aggregazione con Rocca Salimbeni. Olivier Gavalda, ceo del gruppo d'Oltralpe, aveva detto "qualsiasi operazione che coinvolga Bpm deve creare valore a lungo termine per Credit Agricole e gli altri azionisti.

Con la nostra partecipazione del 29,3% in luglio, siamo di gran lunga i primi azionisti e quindi avremo voce in capitolo su ogni operazione che coinvolga la società e analizzeremo qualsiasi progetto solido in riferimento al suo interesse strategico, al rischio di esecuzione e alla capacità di creare valore a lungo termine. Come sempre ci sono molti scenari sul tavolo, ma al momento non siamo a conoscenza di alcun progetto concreto tra Mps e Bpm e non siamo stati contattati da altre parti in merito a un potenziale coinvolgimento in un progetto di questo tipo. In questa fase è molto difficile immaginare come una combinazione tra Montepaschi e Bpm possa creare valore per gli azionisti".

E la cfo della 'banque verte' Clotilde L'Angevin aveva dichiarato che "ad oggi non è stato ancora richiesta alla Bce l'autorizzazione per il controllo di Bpm e che lo "scenario preferibile" al limite sarebbe una fusione con Credit Agricole Italia. Ma secondo quanto trapelato dopo il cda straordinario da Piazza Meda, la decisione di non andare avanti con una combinazione fra pari con Siena risalirebbe ai giorni scorsi e non sarebbe da correlare strettamente alla posizione espressa dai vertici del gruppo bancario francese.

La seduta del consiglio di amministrazione straordinario di Piazza Meda era stata messa in calendario inizialmente per giovedì 30 luglio in tarda serata, il giorno precedente alle dichiarazioni arrivate dalla 'banque verte' nelle call di presentazione della semestrale alla comunità finanziaria, per poi essere posticipata a venerdì 31 luglio. Nella decisione di stoppare le interlocuzioni, sempre a quanto filtra dal Banco, avrebbe pesato la tempistica che si stava profilando a due mesi dalla lettera del 7 giugno con la proposta a Mps: in attesa di una riposta si stava determinando una situazione in cui non si vedevano più i tempi per definire l'operazione da presentare a mercato e azionisti, a maggior ragione con un'altra offerta del mercato, quella di Intesa Sanpaolo, la banca guidata da Carlo Messina, già definita e con un calendario preciso. 

A tarda serata dall’istituto guidato dal Ceo Luigi Lovaglio è arrivata la dichiarazioni ufficiale con la presa d’atto della scelta fatta da Piazza Meda: “Banca Monte dei Paschi di Siena prende atto delle considerazioni formulate in data odierna da Crédit Agricole nel corso della presentazione dei risultati semestrali e della posizione successivamente espressa dal Consiglio di Amministrazione di Banco BPM che, pur ribadendo il potenziale forte razionale strategico e industriale del progetto di cui alla lettera dello scorso 7 giugno, ha deliberato di interrompere le consultazioni, considerate da Mps propedeutiche ad una eventuale successiva fase negoziale. – si legge nella nota – La Banca rimane focalizzata sull’implementazione del proprio piano di crescita e sull’integrazione con Mediobanca, e continuerà a valutare ogni opzione strategica nell’interesse di tutti gli stakeholder”.

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