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Riforma porti, nuove audizioni

di Maurizio Campogiani

	Edoardo Rixi
Edoardo Rixi

Prosegue la fase delle audizioni alla commissione trasporti della Camera dei Deputati: è stata la volta di Ancip, Uniport e Assiterminal

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Altro giro, altra corsa. Continuano con una certa celerità le audizioni delle parti sociali relativamente al disegno di legge di riforma dei porti. Questo pomeriggio – 30 giugno – è stata la volta dei rappresentanti di Ancip, l’Associazione Nazionale Compagnie Imprese Portuali, di Fise Uniport e di Assiterminal. A rappresentare il Governo era presente colui che viene considerato il “padre” della riforma, ovvero il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi.

Così come era avvenuto nelle audizioni precedenti, non sono state poche le osservazioni e le richieste di chiarimenti pervenute ai relatori del disegno di legge. Il direttore generale di Ancip, Gaudenzio Parenti, si è soffermato in particolare sugli aspetti legati al lavoro, con particolare riguardo al ruolo delle maestranze che operano nei porti, non solo quelle alle dipendenze delle imprese articolo 17, e alla formazione professionale. Non ha nascosto le perplessità sulla Porti d’Italia spa, sottolineando il rischio che vada a ridurre fortemente il ruolo delle autorità di sistema portuale e rimarcando la necessità che gli scali marittimi italiani continuino a rimanere di competenza pubblica.

Francesco Beltrano, direttore generale di Fise Uniport, ha rimarcato come, a suo giudizio, una cabina di regia nazionale debba essere utilizzata non solo per la individuazione delle infrastrutture necessarie alla crescita del sistema portuale, ma anche per unificare i processi relativi alla gestione, considerando che capita frequentemente che scali marittimi diversi abbiano sistemi diversi sotto diversi aspetti. Preannunciando la presentazione di proposte da parte della sua associazione, Beltrano ha sollecitato equilibrio sia per garantire il ruolo delle adsp che per mettere sullo stesso livello i lavoratori del comparto, sia quelli articolo 17 che quelli delle imprese articolo 16. Ha infine sottolineato come, a suo giudizio, non vadano alterati i contenuti della Legge 84/94.

Alessandro Ferrari, direttore generale di Assiterminal, ha espresso apprezzamento rispetto all’intendimento del legislatore, volto a favorire maggiore efficienza nella gestione dei porti, rimarcando al contempo la necessità di avere maggiore chiarezza nei processi organizzativi vista la difformità diffusa che si riscontra in Italia da porto a porto. Ha poi sottolineato che la pianificazione non è patrimonio del disegno di legge, visto che anche la Legge 84/94 andava in quella direzione e chiesto un maggiore coinvolgimento degli stakeholder che, a suo giudizio, rappresentano un valore aggiunto in funzione delle scelte strategiche che dovranno essere adottate.

Rispetto all’allarme diffuso riguardo la possibile privatizzazione del settore, Messina ha ricordato che già oggi esistono partnership pubblico/privato e che l’importante è che non vi siano posizioni dominanti, sottolineando infine il valore e l’importanza di ogni singolo porto, non solo di quelli inseriti nelle reti Ten-T.

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