Retiambiente approva il Piano: ossicombustore avanti, ma resta il nodo Peccioli – La partita dei rifiuti in Toscana
Tra approvazioni, astensioni strategiche e timori sulle alternative che non ci sono, l’assemblea dei Comuni soci si chiude con un via libera che non scioglie i nodi: l’impianto resta sul tavolo, ma il percorso per chiudere il ciclo dei rifiuti è ancora tutto da definire
Una lunghissima assemblea dei Comuni soci di Retiambiente (che riunisce le province di Pisa, Livorno, Massa-Carrara e Lucca) si è risolta con l’approvazione del discusso Piano industriale. Nonostante le posizioni diversificate e sfumate tra i 99 soci all’interno della società che gestisce l'intero ciclo dei rifiuti urbani per l’ambito territoriale Toscana Costa, il 71% dei presenti (che rappresenta il 57% del capitale sociale) ha votato a favore del Piano. Passa così, seppure con delle modifiche rispetto alla scrittura originale, anche il progetto dell’ossicombustore da realizzare a Peccioli che dovrebbe chiudere il ciclo dei rifiuti. Nelle intenzioni gestirà 127mila tonnellate di flussi di rifiuto trattato (da Tmb e scarti del riciclo) e le discariche gestiranno meno del 10% dei rifiuti urbani totali. Ma risulta interessante capire anche le posizioni al voto delle varie amministrazioni.
Le posizioni dei Comuni: contrari, favorevoli e astenuti
Si sono espressi contro(o astenuti) al Piano il 29% dei presenti, gran parte comuni guidati dal centrodestra. La città più significativa, tra il fronte dei contrari, è Pisa. A favore ha invece votato Livorno. Si è astenuta invece Peccioli, con il sindaco Renzo Macelloni che è lo sponsor principale dell’operazione ma che ha deciso di non esprimersi a favore o contro perché ravvisa nel documento una serie di ambiguità.
L’ambiguità sull’ossicombustore e la sospensione dell’adesione a Novatosc
«Quindi ossicombustore sì? Non proprio. E sta qui l’ambiguità riscontrata da Peccioli. Rispetto alla precedente versione del piano viene sospesa l’adesione dei comuni a Novatosc, la società partecipata all’85% dalla Società Belvedere Spa e al 15% dalla Società Oxoco (che detiene il brevetto della tecnologia). Si lascia in qualche modo aperta la porta a eventuali impianti alternativi, con una finestra di riflessione ulteriore a disposizione dei Comuni per decidere se sia conveniente o meno aderire alla società. Va rimarcato, qui, come di alternative nel corso del lungo dibattito che ha preceduto la giornata di lunedì 29 giugno, non ne sono emerse. E all’orizzonte non se ne vedono. «Con questi presupposti non si assume oggi alcuna decisione concreta: al massimo si prende solo tempo in un clima di accentuata incertezza e il piano industriale per la chiusura del ciclo resta ancora da definire», specifica Macelloni. «Qual è l’imprenditore che vuole fare un investimento che può dirsi sicuro sapendo che il partner ha una posizione poco chiara?», si chiede retoricamente il sindaco di Peccioli.
La gestione diplomatica e le tensioni politiche
L’altra lettura è quella che valorizza la gestione diplomatica della vicenda. Una formulazione che non vincola i comuni all’adesione, lasciando spazio a un’eventuale alternativa, è stato il modo con il quale il consiglio di amministrazione ha evitato fratture più rilevanti e difficili da ricucire. Fonti interne malignano: «C’è chi ci potrà vedere il sì all’impianto, chi potrà dire che in realtà si troveranno altre strade». Miracoli pilateschi della politica. La sensazione è che allo stato attuale delle cose, in mancanza di altre soluzioni, si procederà verso l’oneroso investimento sull’ossicombustore. Che rimane al centro di una serie di critiche di chi solleva questioni ambientali, di costi in capo ai Comuni e di sovradimensionamento della struttura rispetto alle necessità reali.
Le parole del presidente Fortini
Di «soddisfazione per un lavoro complesso e lungo» parla il presidente di Retiambiente Daniele Fortini. «Si è arrivati all’approvazione di un documento che consente alla società di avere una traiettoria strategica importante. Abbiamo attivato gli istituti di credito per avere il sostegno per le iniziative dell’obiettivo fondamentale, ovvero la riduzione drastica del conferimento in discarica dei rifiuti, puntando sul riciclo e il recupero dei materiali reimpigabili, per arrivare a un ciclo integrato dei rifiuti».
Obiettivi europei e strategia di riduzione del conferimento in discarica
L’obiettivo è trattare internamente tutte le principali frazioni della raccolta differenziata, superando l’attuale dipendenza da impianti esterni, spesso fuori regione, con conseguenti costi di trasporto e trattamento. La strategia si inserisce nel quadro degli obiettivi europei che prevedono una progressiva riduzione del conferimento in discarica fino al 10% dei rifiuti prodotti entro il 2035, con tappe intermedie già nei prossimi anni. Già dal prossimo anno non sarà possibile continuare a destinare in discarica gli stessi quantitativi smaltiti oggi. In questa fase è indetto un bando di gara per cercare eventuali sbocchi fuori dalla Regione che possano assorbire la parte eccedente.
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