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Toscana

L’intervista

“Dentro” al «dolore indicibile», Nicola Artico spiega cosa succede a un genitore quando muore un figlio

di Rita Lazzaro
Un incidente stradale e Nicola Artico
Un incidente stradale e Nicola Artico

Quando si rompe l’ordine della vita: il lutto più grande per chi è genitore. Lo psicologo: «È un tema letteralmente indicibile per tutti noi»

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La perdita di un figlio è un dolore così contro natura che, ancora oggi, non sì è trovata una definizione per indicare un genitore che vive questo lutto. Una tragedia che travolge non solo il padre e la madre ma tutta la famiglia. Uno stato d’animo devastante, che analizziamo con lo psicologo clinico Nicola Artico.

Cosa succede a un genitore quando gli muore un figlio?

«Se non esiste in italiano una parola per nominare un genitore che ha perso un figlio, un motivo ci sarà. È un tema letteralmente indicibile per tutti noi ed anch’io, nel trattarlo, devo amministrare una mia risposta emotiva interiore. Generare vuol dire dare vita tramite la nostra. Se muore, sprofonda una parte dell’identità del genitore, come desiderava essere e sentirsi nel mondo. Essere madre o padre significa anche proiettarsi nel futuro attraverso il proprio figlio. La sua morte interrompe drammaticamente questa linea naturale del tempo».

Perché ogni genitore reagisce a modo suo (c’è chi si dedica all’impegno civile e chi invece si suicida) nonostante tutti siano accomunati dallo stesso dolore?

«Il dolore è universale, ma la risposta è personale. Ognuno reagisce con le risorse che ha: la propria storia, la propria struttura emotiva, la rete di relazioni che lo sostiene, la capacità che può avere di mantenersi “generativo” pur nell’assenza di chi ha generato. Di farlo vivere dentro di sé, trasferirlo. Ma si può anche esserne sopraffatti. Il tempo da solo non guarisce. È ciò che accade nel tempo a fare la differenza».

Cosa differenzia il lutto di un genitore che perde il figlio da tutti i lutti che l’essere umano vive?

«Che è un intreccio profondo tra natura e psicologia. La morte di un genitore, per quanto dolorosa, rientra nell’ordine naturale della vita. La morte di un figlio lo spezza. Essere “genitori senza figlio” altera una parte della loro definizione più profonda. Questa dimensione identitaria rende il lutto particolarmente radicale, talvolta difficilmente integrabile. Molto dipende da variabili soggettive, relazionali ed ambientali».

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