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La storia

Passione per la natura e amore per i bambini: così Stefania ha lanciato la sua fattoria didattica – «Una realtà viva e vitale»

di Rita Lazzaro

	Stefania Corrocher, imprenditrice agricola toscana 
Stefania Corrocher, imprenditrice agricola toscana 

Stefania Corrocher è un’imprenditrice agricola toscana e fondatrice dell’Oasi agrituristica “Il Bugiano” di Quarrata: «Nasce tutto dai miei nonni, dalla mia famiglia»

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PISTOIA. «Bisogna fare in modo che la natura, l’agricoltura e la campagna non diventino un museo, ma restino una realtà viva e vitale». Così Stefania Corrocher, imprenditrice agricola toscana e fondatrice dell’Oasi agrituristica Il Bugiano di Quarrata (Pistoia), racconta il suo profondo amore per l’agricoltura. Un amore che si esprime non solo nella sua attività professionale, ma anche nel suo impegno nell’agricoltura sociale e nell’educazione ambientale.

Com’è nata la sua passione per l’agricoltura?

«Grazie alla mia famiglia ho sempre avuto un forte legame con la natura. I miei genitori provengono dal mondo contadino e, sebbene in seguito abbiano scelto altre strade professionali, i miei nonni hanno continuato a trasmettermi l’amore per la terra e gli animali. Da bambina osservavo mio nonno lavorare nei campi, potare gli ulivi e gli alberi da frutto. Ai miei occhi era lui a portare la primavera. A questo amore per l’agricoltura se n’è affiancato un altro: quello per i bambini. La mia vita si è quindi sviluppata intorno a queste due grandi passioni che, nel tempo, hanno influenzato profondamente anche il mio percorso professionale, portandomi ad aprire una fattoria didattica».

Quando ha iniziato a trasformare il suo amore per l’agricoltura in un lavoro?

«Circa vent’anni fa decisi di aprire una fattoria didattica, per poi dedicarmi anche all’attività ricettiva e ristorativa. Una grande soddisfazione premiata anche a livello europeo per i suoi progetti di didattica ambientale rivolti ai giovani».

Quali sono gli effetti positivi e negativi del suo lavoro?

«Gli aspetti positivi sono il contatto con la natura; per questo considero l’agricoltura uno stile di vita: non si stacca mai, né con la testa né, tantomeno, col cuore. Uno degli aspetti più gratificanti è vedere che il proprio sacrificio e la propria fatica vengono ripagati. Me ne accorgo dal sorriso dei clienti, soprattutto dei più piccoli. Un bambino che ti abbraccia felice prima di andare via non ha prezzo. Tra gli aspetti negativi, anche se non mi pesano, c’è il fatto che è un lavoro che ti assorbe completamente. Possiamo andare in ferie per poco tempo: la natura non va in vacanza. Ad esempio, ci sono gli animali da accudire, l’orto da annaffiare e sempre qualcosa da aggiustare all’improvviso».

Che progetti avete per quest’estate?

«Il nostro punto di forza sono i centri estivi da fuori: 15 euro la giornata completa di laboratorio, visita animali, pranzo e bosco al fresco attrezzato. Per il resto, siamo ancora in fase di progettazione. L’obiettivo, però, rimane lo stesso: trasmettere l’importanza del rapporto con la natura come strumento di crescita personale e di relazione con gli altri».
 

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