Il Tirreno

Toscana

L'intervista

Montopoli, la sindaca Vanni tra primi bilanci e futuro: «Migliorare i servizi territoriali senza cambiare Azienda sanitaria»

di Cristiano Marcacci

	Linda Vanni, sindaca di Montopoli
Linda Vanni, sindaca di Montopoli

Sono passati due anni dall'elezione e fra le “medaglie” spicca il rifacimento del manto stradale dello svincolo e delle rampe della Fi-Pi-Li: «Ora tra le sfide più suggestive c’è il progetto di riqualificazione del Parco della Rocca»

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Sono passati due anni. Era infatti il 10 giugno 2024 quando Linda Vanni, alla guida della coalizione di centrosinistra, s’impose in una delle sfide amministrative politicamente più delicate e serrate di tutta la provincia di Pisa, in particolare del comprensorio del Cuoio. Con lei cerchiamo di tracciare un bilancio degli obiettivi raggiunti e di quelli da mettere ancora a fuoco. Fra le “medaglie” spicca sicuramente il rifacimento del manto stradale dello svincolo e delle rampe della strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno. Vanni si è senz’altro guadagnata un posto tra gli idoli dei “Dannati della Fi-Pi-Li”, dal momento che è stata tra i pochi amministratori pubblici a farsi sentire e a battere i pugni sui tavoli giusti per ottenere uno degli interventi di manutenzione di cui quel tratto di superstrada aveva bisogno da tempo.

Sindaca Vanni, sono trascorsi due anni dall’elezione. Sensazioni?

«Sono stati due anni intensi, bellissimi, e indubbiamente faticosi. Fare la sindaca significa essere reperibile h24 e sempre sul pezzo, ma la vicinanza dei cittadini ripaga di ogni sforzo. Entrare nelle scuole a trovare i bambini e le bambine, confrontarsi con le associazioni e partecipare alle loro iniziative dà un'energia incredibile. E poi ci sono i momenti più emozionanti, come celebrare i matrimoni: sono sempre di più le coppie che scelgono la bellezza del nostro territorio per il loro “sì”».

È ancora presto per tracciare un bilancio?

«Direi di no, abbiamo già raggiunto alcuni obiettivi importanti. Abbiamo applicato una vera ridistribuzione del carico fiscale, basata sul principio della progressività per tutelare le fasce più deboli, in particolare sui servizi scolastici, che resta un nostro pilastro, assieme alle politiche sociali, con le importanti misure del contributo affitti e di manutenzione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Per quanto riguarda l'edilizia scolastica e le strutture pubbliche, abbiamo sbloccato e concluso cantieri attesi da tempo: sono terminati i lavori alla scuola di Marti, è concluso il primo lotto alla scuola di Angelica e il secondo terminerà a fine agosto. E abbiamo riqualificato la palestra dell’istituto comprensivo. Inoltre, grazie alla sinergia con gli altri enti, siamo riusciti a ottenere la riasfaltatura dello svincolo e delle rampe della Fi-Pi-Li e la nuova condotta idrica a Marti, un’opera fondamentale che i residenti aspettavano da anni. Senza dimenticarci di valorizzare il territorio, soprattutto con i percorsi avviati con la Bandiera Arancione e l'associazione Città del Tartufo».

Cosa avete messo a fuoco per il futuro imminente?

«Al prossimo consiglio comunale sarà portato il nuovo regolamento sulla partecipazione, col quale pensiamo di rendere più efficace lo strumento delle consulte cittadine. A fine luglio restituiremo alla cittadinanza il percorso interamente riqualificato di Sottofossi est, a gennaio riapriremo il Palazzo della Cancelleria (chiuso da troppo tempo) e, entro la prossima primavera, realizzeremo a San Romano Basso un nuovo parco giochi inclusivo, accessibile a tutti i bambini. E vedranno presto la luce i piani di asfaltatura già programmati, oltre a tanti altri piccoli cantieri diffusi. Inoltre stiamo investendo molto sulla sicurezza del territorio con opere “invisibili” ma fondamentali e costose, come il consolidamento delle frane».

È in corso un articolato dibattito sul riassetto dei servizi sanitari e territoriale. Qual è la sua posizione in merito?

«La giunta sta lavorando fin dal suo insediamento per migliorare i servizi territoriali. L'obiettivo comune è quello di costruire un sistema più integrato e funzionale, capace anche di superare i limiti dei confini amministrativi e di facilitare l'accesso dei cittadini ai servizi sanitari, ma non abbiamo alcuna intenzione di cambiare Asl. La vera sfida non è tanto l’accesso ai pronto soccorso, dove nessuno può essere respinto, ma tutto ciò che viene dopo: la gestione dei servizi post-dimissione, la distribuzione dei farmaci ospedalieri sul territorio e il potenziamento della prevenzione. Noi ascoltiamo tutti, comprese le forze politiche, ma non ci prestiamo a strumentalizzazioni, stiamo già facendo i nostri passi. A breve sarà organizzato dalla Regione un incontro tecnico dedicato alla valutazione del protocollo tra le Aziende sanitarie afferenti al nostro territorio e abbiamo richiesto un ulteriore approfondimento tecnico con la Direzione sanitaria dell'Asl Toscana Centro sul tema della gestione delle zone di confine, evidenziando in particolare l'elevata presenza di popolazione anziana nel territorio comunale e le difficoltà legate ai collegamenti di trasporto pubblico verso l'ospedale di Empoli. Vogliamo collaborare con tutti gli enti coinvolti per individuare soluzioni concrete che possano migliorare l'accesso ai servizi sanitari e i percorsi di cura a tutte le cittadine e i cittadini del Comune, in particolare le persone anziane e fragili».

Quali traguardi si sente di poter intravedere per i prossimi anni di legislatura?

«Le aspettative di questa amministrazione sono tante. La più suggestiva resta forse il progetto di riqualificazione del Parco della Rocca, un progetto già oggetto del nostro programma elettorale, sviluppato dalla commissione Rigenerazione Urbana e fortemente voluto dalla comunità montopolese. L’obiettivo principale è restituire alla cittadinanza questo punto di riferimento attraverso un intervento che si fonda su quattro pilastri, un'architettura contemporanea valorizzata da un'illuminazione scenografica e affacci panoramici. L’impiego di materiali riciclabili nel totale rispetto dell'ambiente e dell'identità del luogo. Il ripristino di accessi e sentieri sicuri anche per persone con ridotta capacità motoria e la creazione di spazi destinati ad accogliere eventi e attività culturali. L'opera dovrà diventare un “faro guida” per il rilancio turistico del territorio, coniugando modernità e storia, con la proposta aggiuntiva di creare un Parco di arte contemporanea dedicato al tema della pace. Ci stiamo impegnando per trovare risorse esterne sia per la progettazione che per la realizzazione dell’opera. Ci immaginiamo una realizzazione condivisa e sostenuta da più enti».

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