Ghio (Pd): «Nel disegno di legge sulla portualità il grande assente è il tema del collegamento dei porti con interporti e reti ferroviarie»
La parlamentare dem è intervenuta all’iniziativa “Avanti Porto” della Filt Cgil
ROMA. Mentre l’inizio dell’iter parlamentare della legge di riforma della portualità è accompagnato da una serie di interventi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e mentre si attende l’esito di alcuni esposti all’autorità nazionale anticorruzione, il futuro del settore è oggetto di confronto a vari livelli.
Nel corso della tappa partenopea dell’iniziativa promossa dalla Filt Cgil, “Avanti Porto”, sui temi della portualità è intervenuta l’onorevole Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo PD alla Camera, componente della Commissione Trasporti e della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, che ha fornito la sua chiave di lettura rispetto ai contenuti del disegno di legge all’esame del Parlamento.
«Il lavoro – ha esordito – è l’aspetto che attende risposte da tempo e non le riceve, come il riconoscimento del lavoro usurante per quanti operano all’interno dei porti o come il fondo per l’anticipo dell’esodo. L’altro aspetto importante da affrontare è il coordinamento della strategia sulla portualità, che da anni viene annunciata ma manca completamente. Come gruppo Pd, riteniamo che la soluzione proposta dal governo sia parziale e anche potenzialmente pericolosa, perché non si può affidare ad una spa aperta anche all’ingresso di capitale privato la gestione della governance dei nostri porti».
«Il coordinamento – aggiunge la parlamentare dem – dovrebbe essere affrontato con un rafforzamento della mano ministeriale, della mano pubblica ed eventualmente anche attraverso un’agenzia che affronti una pianificazione trentennale, sia rispetto al posizionamento dei nostri porti in Europa e nel mondo, nel mercato internazionale, ma anche rispetto al tema delle infrastrutture di collegamento con gli interporti e con le reti ferroviarie che è il grande assente da questa riforma».
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