Costo carburanti, nuovo allarme di Confitarma
I riflessi negativi degli aumenti sul settore del trasporto marittimo evidenziati nuovamente nel corso del consiglio generale dell’associazione degli armatori
BRINDISI. Si è svolto a Brindisi il Consiglio generale di Confitarma, nuova tappa del percorso nelle principali città portuali italiane promosso per celebrare i 125 anni dell’Associazione. Durante i lavori della sessione privata del Consiglio Generale, è emersa la forte preoccupazione per le rilevanti ripercussioni che la crisi in Medio Oriente e le tensioni nell’area dello Stretto di Hormuz stanno determinando sui bilanci delle imprese di navigazione italiane, in particolare di quelle impegnate nei traffici infraeuropei di short sea shipping, segmento particolarmente esposto alla volatilità dei costi energetici.
«Le dinamiche registrate negli ultimi mesi – è stato evidenziato – stanno producendo un significativo incremento dei costi del bunker, con effetti che incidono direttamente sulla sostenibilità economica delle attività operative delle compagnie marittime, molte delle quali garantiscono servizi essenziali per la mobilità delle persone, il trasporto delle merci e la continuità territoriale da e verso le isole maggiori e minori del Paese».
Le stime effettuate dal Centro Studi di Confitarma evidenziano un aggravio di costi per l’armamento nazionale stimato in circa 120 milioni di euro nel periodo marzo-maggio 2026 rispetto ai consumi bunker registrati nel primo bimestre dell’anno.
«Pur apprezzando l’attenzione mostrata dal Governo sul tema del caro carburanti, evidenziamo che il settore del trasporto marittimo non risulta ad oggi ancora ricompreso tra i destinatari di specifiche misure di sostegno – ha sottolineato il presidente Mario Zanetti – e auspichiamo che, nell’ambito dei provvedimenti attualmente all’esame o di futura adozione, vengano individuate soluzioni adeguate a sostenere un comparto strategico per il Paese, chiamato a garantire servizi essenziali in una fase caratterizzata da forti tensioni geopolitiche e straordinarie pressioni sui costi operativi».
«Il comparto marittimo – ha concluso il Presidente di Confitarma – continua infatti ad assicurare collegamenti, approvvigionamenti e continuità logistica indispensabili per il sistema economico nazionale e necessita, in questa fase, di strumenti che consentano alle imprese di affrontare una situazione eccezionale salvaguardandone competitività e stabilità».
Confitarma ricorda in tal senso che il quadro europeo recentemente adottato prevede la possibilità per gli Stati membri di attivare misure temporanee di sostegno per i settori maggiormente colpiti dagli effetti della crisi energetica connessa alla crisi iraniana, includendo anche il trasporto marittimo tra le attività potenzialmente beneficiarie. Anche la Commissione europea ha riconosciuto come le imprese attive nello short sea shipping siano particolarmente esposte agli effetti dell’aumento dei costi energetici.
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