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Vespa compie 80 anni, alla scoperta di Montefioralle tra le colline del Chianti e il rischio overtourism: «Non vogliamo che diventi come Disneyland» – Video

di Lorenzo Lombardi

	Il giornalista Lorenzo Lombardi a Montefioralle, a dx una vecchia cartina del borgo e uno dei vicoli
Il giornalista Lorenzo Lombardi a Montefioralle, a dx una vecchia cartina del borgo e uno dei vicoli

Da queste zone è passata tanta storia, compresi navigatori come Giovanni da Verrazzano e Amerigo Vespucci che nel borgo aveva una casa. Ma i residenti sono preoccupati per il boom di turisti

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MONTEFIORALLE. Frittole 1400, quasi 1500. Scusate, Montefioralle 2026. Per arrivare a Montefioralle si sale poco più di un chilometro dal centro di Greve in Chianti, ma in quella strada, ripidissima, si torna indietro nel tempo, come Benigni e Troisi nel capolavoro “Non ci resta che piangere”. Ci aspetta nel borgo l’amico Simone Petricci, vespista e collega senese esperto di cinema e musica. Così, in onore della storia del cinema, della musica e della bella giornata, “nasconderemo” nel reportage un po’ di citazioni e richiami musicali e cinematografici: vediamo se li riconoscete (li sveliamo nel pezzo pubblicato nella pagina accanto).

Tra le colline del Chianti

Abbiamo deciso con Simone di fare una “zingarata” e ci siamo ritrovati a Montefioralle, quinta tappa del nostro tour in Vespa per la Toscana, organizzato dal “Tirreno” in occasione degli 80 anni dello scooter made in Pontedera. Percorriamo una strada “normale”, ma una strada così bella che dovremmo chiamarla speciale: si viaggia tra le colline del Chianti, immersi nel verde, con poco traffico (“È bello andare in giro con le ali sotto ai piedi”). Partiamo la mattina più presto del solito (“Dorme ancora la campagna, forse no. È sveglia, mi guarda, non so”). La pioggia dei giorni scorsi ha reso l’aria fresca e ci punge un po’ il viso. Dopo un’oretta il sole comincia a scaldare la rugiada, “l’odore della terra sale adagio verso me” e si sprigiona un profumo inebriante di bosco bagnato. Durante il viaggio mi fermo a fare qualche ripresa del percorso (che potrete vedere sui canali social e web del “Tirreno”) e così arriviamo un filino in ritardo. Simone, che partiva da Siena, è già lì, ma da buon amico non ci fa pesare il ritardo. Ci aspetta in sella alla sua Vespa per la foto di rito. L’ultima volta che ci siamo visti eravamo ad Helsinki. Detta in questo modo, sembra la trama di un film di 007, ma è davvero così: eravamo ad un corso di specializzazione Erasmus Plus, organizzato da Fondazione e Ordine dei Giornalisti della Toscana. Mandiamo una foto insieme anche agli altri colleghi e colleghe che erano con noi in Finlandia e iniziamo a muoverci per il delizioso borgo, anzi castello di Montefioralle: i 90 residenti vogliono essere chiamati castellani.

Rischio overtourism

Nuovamente intersechiamo il tema dell’overtourism che abbiamo incontrato anche nella tappa di Artimino, la necessità di ricercare il giusto equilibrio fra turismo e rispetto di chi abita quei luoghi. Il borgo, sicuramente aiutato dalla presenza turistica, è tenuto in maniera perfetta, ma è anche importante «che il Chianti non diventi una Disneyland», come ci dicono alcuni.

La casa di Vespucci

Passeggiando per Montefioralle si entra nel Medioevo e non ci stupiremmo troppo se arrivasse Vitellozzo di Frittole a salutarci. Benigni e Troisi volevano fermare Cristoforo Colombo. A Montefioralle invece si trova la casa di un altro grande navigatore, Amerigo Vespucci, originario di Peretola, ma che aveva casa anche qui. «A dire il vero, non si sa se proprio lui o un erede», ci dicono nel borgo. Infatti la targa posta sopra la casa recita “Vespuccia Domus”, casa dei Vespucci, quindi sicuramente era proprietà di famiglia.

Andiamo a prendere un caffè, foto di rito col casco sul tavolino. Si chiacchiera un po’ con la gente del posto ed un po’ con i turisti, italiani e stranieri. Facciamo freddare il caffè perché chiacchierando incrociamo la dottoressa Elisa Manzini, pneumologa: lei e il gruppo di medici della Pneumologia del nuovo ospedale di Sassuolo, primario compreso, sono qui a Montefioralle per «passare un po’ di tempo insieme fuori dal reparto». Parliamo del nostro tour e del loro importante lavoro. Quando con la Vespa del “Tirreno” abbiamo toccato i borghi più lontani dalle città, il tema della lontananza dagli ospedali e dell’importanza di difendere la sanità pubblica è stato centrale, quindi ci fa piacere ringraziare questi medici per il loro lavoro e citare chi, ogni giorno, sta in corsia a difendere la sanità pubblica.

Dopo due caffè, il collega Simone deve ripartire e così lo accompagniamo alla sua Vespa, lo salutiamo e noi, rimasti soli, rientriamo nel borgo come “nomadi che cercano gli angoli della tranquillità”. Parliamo ancora con la gente passeggiando per quel piccolo gioiello, giriamo a caso per le viuzze così ben tenute immaginando chi abbia camminato prima di noi in quelle zone così dense di storia. Siamo viaggiatori “Vespamuniti” e pensiamo ai navigatori che sono passati per queste zone: Giovanni da Verazzano è originario di Greve in Chianti e la sua statua è nella piazza centrale.

«Un posto magico»

Ci sediamo guardando il paesaggio, riaccendiamo il cellulare, ci arrivano tanti “beep”. Rispondiamo ad un messaggio di un altro caro amico, il noto maestro fiorentino di arti marziali Sauro Somigli, nel suo curriculum varie cinture nere e tre Vespa. Ci scrive da New York dove è a tenere un seminario, e noi gli diciamo dove siamo. Ci racconta con un vocale che, «quando era ragazzo e non c’erano così tanti turisti nel mondo», lui e alcuni amici affittarono una casa proprio a Montefioralle («Del resto è un posto magico»), poi però aggiunge che «i nostri capelli lunghi non erano così ben visti!». Grazie alla moderna tecnologia ci scrive da quell’America che deve il nome ad Amerigo Vespucci. «Siamo piacevoli vagabondi», conclude Sauro. Oggi si è incastrato tutto perfettamente, niente è davvero per caso.

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