Il Tirreno

Toscana

L’intervista

Civitavecchia, il cold ironing arriverà nell’estate 2027

di Maurizio Campogiani

	Il presidente Latrofa
Il presidente Latrofa

Il presidente dell’ente portuale laziale, Raffaele Latrofa fa il punto della situazione in riferimento ai lavori finanziati col Pnrr

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CIVITAVECCHIA. Oltre cinque milioni di presenze all’anno tra crocieristi e passeggeri diretti verso le isole, la Spagna e il Nord Africa. Civitavecchia è sicuramente uno dei porti italiani dove maggiormente la popolazione residente sollecita l’elettrificazione delle banchine. Ma a che punto è il programma del cold ironing finanziato con i fondi del Pnrr? Ne abbiamo parlato col presidente dell’ente portuale laziale, Raffaele Latrofa.

A che punto sono i lavori per l’elettrificazione delle banchine nei porti di competenza dell’AdSP? C’è uno scalo che magari è più avanti rispetto ad altri o tutto si svolge più o meno contemporaneamente? Quante saranno a Civitavecchia le banchine elettrificate?

«I lavori di realizzazione dell’elettrificazione delle banchine del porto di Civitavecchia stanno procedendo sostanzialmente in linea con il cronoprogramma di progetto, pur registrando un lieve scostamento rispetto alle tempistiche inizialmente previste. Attualmente, l’avanzamento complessivo delle opere al 10/05/2026 si attesta intorno al 40% circa. Il progetto prevede l’elettrificazione di otto banchine, delle quali due dedicate al traffico crocieristico, altrettante polifunzionali (Ro-Ro/Pax e piccole navi da crociera) e quattro al traffico traghetti. È inoltre prevista la predisposizione di un ulteriore punto di elettrificazione, sempre per nave da crociera, per futuri sviluppi infrastrutturali».

Quali sono o sono state le problematiche che avete incontrato e che hanno magari creato qualche difficoltà?

«Le principali criticità emerse nel corso dell’attuazione dell’intervento sono riconducibili a due fattori principali. In primo luogo, si segnalano difficoltà legate all’approvvigionamento dei materiali, dovute alla forte domanda di componenti elettrici connessa alla contemporanea realizzazione di interventi analoghi da parte delle Adsp su scala nazionale. In secondo luogo, particolare complessità deriva dalla necessità di garantire la continuità operativa degli accosti portuali. I lavori si svolgono infatti in contesti altamente operativi, caratterizzati da intenso traffico merci e passeggeri. Per tale motivo, tutte le attività vengono pianificate con elevato livello di dettaglio e richiedono un costante coordinamento con i diversi soggetti coinvolti, tra cui operatori portuali, concessionari, terminalisti, Capitaneria di Porto e altri stakeholder istituzionali. Si tratta di un’attività articolata, che comporta un impegno organizzativo quotidiano».

Ci saranno banchine che termineranno prima e saranno immediatamente disponibili per le navi in possesso dei requisiti, oppure pensate di annunciare l'elettrificazione a lavori ultimati?

«L’entrata in esercizio dell’infrastruttura di elettrificazione è strettamente subordinata alla realizzazione del collegamento alla Rete Elettrica Nazionale, attualmente previsto entro la prima metà del 2027. Pertanto, tutte le banchine potranno essere considerate pienamente elettrificate e operative, e quindi disponibili per l’utilizzo da parte delle navi dotate dei requisiti tecnici, intorno alla metà del prossimo anno».

Tenendo conto degli attuali flussi di traffico e della clientela dello scalo, avete fatto una stima di quante saranno, in percentuale, le navi che potranno allacciarsi alla rete elettrica durante la fase di sosta in porto?

«Sulla base degli attuali flussi di traffico e delle caratteristiche della clientela dello scalo, è in corso di aggiornamento una valutazione puntuale circa la quota di navi potenzialmente in grado di utilizzare il sistema di cold ironing. In via generale, si può prevedere una progressiva crescita della percentuale di navi compatibili, in linea con l’evoluzione della normativa ambientale europea e con il graduale adeguamento della flotta navale agli standard di elettrificazione in banchina. In una fase iniziale, la quota di navi effettivamente allacciabili potrà risultare ancora limitata, per poi aumentare progressivamente nel breve/medio termine (3-5 anni), anche in funzione degli investimenti degli armatori e dell’entrata in vigore di obblighi regolatori sempre più stringenti in materia di riduzione delle emissioni».

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