Ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026: l’Iran rischia davvero il forfait – Incontro decisivo con la Fifa
La federazione iraniana denuncia lo stallo sui visti per dirigenti e staff, mentre da Teheran filtra preoccupazione per l’incontro urgente richiesto alla Fifa per chiarire il futuro della nazionale
La partecipazione dell’Iran ai Mondiali 2026 rimane sospesa a un filo. A meno di un mese dal calcio d’inizio, la questione dei visti per dirigenti e staff continua a rappresentare il principale ostacolo alla presenza della nazionale di Teheran negli Stati Uniti, uno dei tre Paesi ospitanti della competizione.
Il nodo dei visti e il caso Taj
A fare il punto è stato il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, che nelle scorse settimane era stato respinto alla frontiera canadese a causa del suo passato nei Pasdaran, le Guardie della Rivoluzione. Secondo quanto riportato dall’agenzia Irna, Taj ha spiegato che nessun membro della delegazione iraniana ha ancora ottenuto il visto d’ingresso. «Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione riguardo alle persone che hanno ottenuto i visti. Nessun visto è stato ancora rilasciato», ha dichiarato il dirigente, sottolineando come la situazione sia ormai diventata urgente.
L’incontro con la FIFA
Taj ha annunciato che nelle prossime ore è previsto un confronto diretto con la FIFA, definito “cruciale” per chiarire il futuro della nazionale. L’incontro sarebbe in programma tra venerdì 15 e sabato 16 maggio. «Devono fornirci delle garanzie, poiché la questione dei visti è ancora irrisolta», ha affermato, lasciando intendere che Teheran si aspetta un intervento dell’organismo internazionale affinché la partecipazione non venga compromessa da ostacoli burocratici.
La procedura per i giocatori
Il presidente della federazione ha inoltre spiegato che i calciatori dovranno recarsi ad Ankara, in Turchia, per completare la procedura di identificazione tramite impronte digitali, passaggio richiesto dalle autorità statunitensi per l’istruttoria dei visti. Una scelta che conferma la complessità del dossier e la distanza diplomatica tra Washington e Teheran, che si riflette anche su un evento sportivo di portata globale.
La posizione dell’Iran
Taj ha ribadito che la responsabilità dell’organizzazione ricade sulla FIFA e non sulla federazione iraniana: «Non abbiamo nulla a che fare con l’America. Ci siamo qualificati per la Coppa del Mondo, e spetta alla FIFA organizzarla», ha dichiarato. Un messaggio che mira a spostare l’attenzione sull’ente internazionale, chiamato a garantire che tutte le nazionali qualificate possano partecipare senza discriminazioni o impedimenti politici.
Un conto alla rovescia sempre più teso
Con il torneo ormai alle porte, la situazione dell’Iran rappresenta uno dei dossier più delicati per la FIFA. Se la questione dei visti non verrà risolta rapidamente, la partecipazione della nazionale asiatica potrebbe essere messa seriamente a rischio, aprendo scenari complessi sia sul piano sportivo che geopolitico. Da ricordare che in caso di esclusione dell’Iran sarebbe proprio la Fifa – regolamento alla mano – a scegliere la Nazionale da chiamare in sostituzione per completare il tabellone. Una scelta che, sempre stando a quanto dice il regolamento, è a totale discrezione della Fifa, senza alcun criterio geografico. L’Italia può contare sul fatto che è la Nazionale più alta nel ranking Fifa tra quelle che non parteciperanno ai Mondiali 2026.
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