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Castello delle Cerimonie chiuso all’improvviso: il Tar azzera tutto, famiglia Polese sotto choc

di Redazione web
Castello delle Cerimonie chiuso all’improvviso: il Tar azzera tutto, famiglia Polese sotto choc

La decisione dei giudici travolge lo storico complesso di Sant’Antonio Abate: licenze revocate, ordinanze di sgombero e un futuro che ora passa dalle aule del Consiglio di Stato

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Il “Castello delle cerimonie” chiude i battenti. Per la famiglia Polese arriva un nuovo colpo: il Tar Campania ha respinto i ricorsi presentati contro il Comune di Sant’Antonio Abate, rendendo definitiva la revoca delle autorizzazioni che permettevano alla struttura di operare come albergo e ristorante.

La sentenza e le conseguenze operative

Da martedì 12 maggio, il complesso dovrà interrompere ogni attività. A comunicarlo è la sindaca Ilaria Abagnale, che ha confermato come la decisione dei giudici amministrativi renda esecutivo il provvedimento comunale: senza licenze, l’hotel non può più accogliere clienti né organizzare eventi. Parallelamente, il Comune ha avviato anche la fase di sgombero. Dopo il primo ordine relativo agli immobili residenziali, è arrivato un secondo atto che riguarda la parte commerciale del compendio, già acquisito al patrimonio pubblico in seguito alla sentenza definitiva sulla lottizzazione abusiva.

Il Comune: «Riprendiamo possesso dell’area»

L’amministrazione sottolinea che i provvedimenti rientrano nel percorso di acquisizione dell’intero complesso immobiliare, stabilito dal giudicato. Il confronto con la Prefettura di Napoli è in corso: un tavolo dedicato sta seguendo passo dopo passo la gestione del passaggio di proprietà e delle operazioni conseguenti.

La reazione della famiglia Polese: «Ricorreremo al Consiglio di Stato»

La Sonrisa non intende arrendersi. In una nota, la direzione annuncia di aver già incaricato i legali di presentare appello al Consiglio di Stato. La famiglia definisce la vicenda “clamorosa” e ribadisce la volontà di proseguire la battaglia giudiziaria. Secondo la società, l’immediata esecutività della revoca rischia di produrre effetti pesanti: posti di lavoro a rischio, ricadute economiche per l’indotto e disagi per i clienti che avevano prenotazioni in corso. Per questo motivo, la struttura auspica che possano essere valutate soluzioni temporanee che consentano di proseguire l’attività fino alla decisione definitiva del Consiglio di Stato.

«Continueremo a operare con responsabilità»

Nonostante lo stop imposto, la direzione assicura che la gestione della struttura continuerà a mantenere un atteggiamento collaborativo nei confronti delle istituzioni, rivendicando trasparenza e attenzione verso i lavoratori coinvolti.

Il fronte penale: due appuntamenti decisivi

Sul piano giudiziario resta aperto anche il capitolo penale. La Corte d’appello di Roma sta esaminando una nuova richiesta di revisione, mentre il 9 luglio la Cassazione discuterà un’ulteriore istanza presentata da Concetta Polese. Entrambi i procedimenti puntano a ottenere la revoca della confisca per lottizzazione abusiva.

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