Italia ripescata ai Mondiali: le richieste dell’Iran per partecipare e le parole di Trump
L’Iran vorrebbe portare con sé il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, una questione che non va giù agli Stati Uniti, paese ospitante
L’Italia può ancora coltivare la speranza di un ripescaggio ai Mondiali 2026? Nei giorni scorsi Gianni Infantino, presidente della Fifa, sembrava aver chiuso definitivamente ogni spiraglio sulla possibilità di vedere gli azzurri nella rassegna iridata che si giocherà tra Stati Uniti, Messico e Canada, eventualmente al posto dell’Iran, ancora coinvolto nel conflitto con Stati Uniti e Israele. Eppure, gli ultimi sviluppi potrebbero riaprire il caso.
Il nuovo caso
A rilanciare l’ipotesi di un possibile forfait della Nazionale iraniana è stato il presidente della federazione Mehdi Taj che, come riportato da Nbc News, ha spiegato che la FIFA dovrà garantire che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) “non venga insultato” negli Stati Uniti qualora l’Iran decidesse di prendere parte al torneo. Una richiesta che nasce dopo quanto accaduto la scorsa settimana in Canada, quando una delegazione iraniana — di cui faceva parte lo stesso Taj — sarebbe stata respinta alla frontiera prima del Congresso FIFA di Vancouver.
Le richieste
A chiarire le richieste iraniane è stato lo stesso Taj, intervenuto all’emittente statale IRIB durante una manifestazione filo-governativa a Teheran. «Abbiamo bisogno di garanzie, per il nostro viaggio, che non abbiano il diritto di insultare i simboli del nostro sistema, in particolare il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche», ha dichiarato il presidente federale. «È una questione a cui devono prestare seria attenzione. Se esiste una tale garanzia e la responsabilità viene chiaramente assunta, allora un incidente come quello accaduto in Canada non si ripeterà».
Dal canto suo, Infantino continua a ribadire la posizione della FIFA. «L’Iran giocherà i Mondiali e il motivo è semplice: dobbiamo unire la gente. Il calcio ci unisce, dobbiamo essere ottimisti e sorridere. Ci sono problemi nel mondo, ci sono già abbastanza persone che provano a dividere. Noi dobbiamo unire», ha dichiarato il presidente FIFA aprendo il Congresso di Vancouver.
Le parole di Trump
Anche Donald Trump aveva ridimensionato l’ipotesi di un possibile ripescaggio dell’Italia. «L’Italia al posto dell’Iran ai Mondiali? Non ci penso troppo. È una domanda interessante. Stanno pensando di rimpiazzare l’Iran? Non vogliamo penalizzare gli atleti», aveva dichiarato nelle scorse settimane. L'ipotesi era caldeggiata da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia
Ancora più netta la posizione del segretario di Stato Marco Rubio: «Non so da dove venga fuori tutto questo. Nessuna comunicazione proveniente dagli Usa ha detto agli iraniani che non possono venire» Rubio ha poi precisato: «Il problema non sarebbero gli atleti. Sarebbero alcune delle altre persone che l’Iran vorrebbe portare, alcune delle quali hanno legami con le Guardie Rivoluzionarie. Se gli atleti verranno o no, dipenderà dalla decisione dell’Iran. Quello che non possono fare è portare un gruppo di terroristi delle Guardie Rivoluzionarie nel nostro Paese e fingere che siano giornalisti e preparatori atletici». Infine, ha concluso: «Non vorremmo penalizzare gli atleti».
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