Caso Garlasco, indagini chiuse dalla Procura: «Andrea Sempio ha ucciso Chiara Poggi» – Il movente
Per gli investigatori, il movente dell’omicidio sarebbe legato al rifiuto della ragazza alle presunte avances dell’indagato
PAVIA. La Procura di Pavia ha formalmente chiuso le indagini nei confronti di Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi con le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti. I legali dell’indagato hanno già ricevuto la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini emesso dagli uffici coordinati dal procuratore Fabio Napoleone. Sempio è chiamato a rispondere dell’accusa di omicidio aggravato per la morte della giovane, assassinata il 13 agosto 2007 a Garlasco.
Il testo della nota
«Si è provveduto, in data odierna (giovedì 7 maggio), a notificare l’avviso di conclusione delle indagini ex art. 415 bis nei confronti di Andrea Sempio con conseguente deposito di tutti gli atti del procedimento penale n. 642/2025, già n. 8283/2016, relativo all’omicidio di Chiara Poggi», si legge nella nota diffusa dalla Procura. «Si provvederà, come già reso noto, ad inoltrare al Procuratore generale di Milano l’atto contestato all’indagato nel corso del suo interrogatorio del 6 maggio 2026, illustrativo e riassuntivo dei nuovi elementi probatori raccolti a seguito della riapertura delle indagini 2016/2017, per l’eventuale esercizio di ogni sua prerogativa».
Gli atti a Milano per la revisione di Alberto Stasi
Nel comunicato, Fabio Napoleone precisa inoltre che la documentazione verrà trasmessa anche alla Procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, che dovrà valutare l’eventuale presentazione di una richiesta di revisione della condanna nei confronti di Alberto Stasi.
La ricostruzione della procura
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, «dopo una iniziale colluttazione» il 38enne avrebbe «colpito ripetutamente la vittima con un corpo contundente, dapprima nella regione frontale sinistra e nella regione zigomatica destra, facendola cadere a terra». Successivamente, sempre secondo l’accusa, «la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina» e, mentre la giovane «provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi» alla testa, «facendole perdere i sensi».
In seguito, sostiene ancora la Procura, l’uomo avrebbe «spinto il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina» dove, «nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi» alla nuca, «cagionando» lesioni cranio-encefaliche che provocarono il decesso di Chiara Poggi.
Per gli investigatori, il movente dell’omicidio sarebbe legato al rifiuto della ragazza alle presunte avances dell’indagato, circostanza contestata come aggravante dei motivi abietti. La Procura contesta inoltre la crudeltà «in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto».
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