Il Tirreno

Toscana

La nota

Lavoro usurante, portuali in sciopero

di Maurizio Campogiani

	(foto da Facebook)
(foto da Facebook)

Astensione dal lavoro per chiedere l’istituzione di un tavolo che porti al riconoscimento dello status ai fini pensionistici

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Arrivare al riconoscimento del lavoro usurante ai fini pensionistici per i lavoratori portuali. La richiesta è alla dello sciopero della categoria programmato per giovedì 7 maggio. Al riguardo, Usb ricorda che nei mesi scorsi ha scritto ai ministeri competenti al fine di istituire un tavolo nazionale che porti finalmente al riconoscimento del lavoro usurante ai fini pensionistici per tutti quei lavoratori portuali che svolgono da anni mansioni operative, faticose, logoranti e pericolose negli scali marittimi italiani.

«Da settimane – aggiunge l’organizzazione sindacale – aspettiamo risposte che non arrivano e che non siamo più disposti ad attendere passivamente. Avendo quindi registrato, in realtà senza particolare stupore, l’indisponibilità del governo a discutere questo tema nelle sedi appropriate abbiamo deciso di mobilitarci e di manifestare direttamente a Roma sotto le finestre del Ministero del Lavoro. Ci mobilitiamo perché riteniamo che chi svolge mansioni pesanti e che richiedono un impegno psico-fisico enorme e costante durante l’intero turno di lavoro abbia il sacrosanto diritto di andare in pensione prima. Non ci basta a tal proposito quel fondo all’esodo di categoria che peraltro risulta bloccato da anni».

«Sappiamo – prosegue Usb – che per strappare questo diritto servirà investire adeguati fondi pubblici e al riguardo riteniamo indecente che l’Italia si sia impegnata a portare le spese militari al 2% del PIL nel 2026 con l’obiettivo a lungo termine, concordato in ambito Nato, di incrementare tali spese fino al 5% del PIL entro il 2035. In un contesto dove anche i rinnovi contrattuali sembrano non tener conto delle reali esigenze dei lavoratori, riteniamo che il Ministero del Lavoro e le commissioni parlamentari competenti facciano tutti i passi concreti necessari al fine di riconoscere immediatamente i benefici dovuti a chi svolge mansioni usuranti  e quindi a tutti i dipendenti operativi delle imprese autorizzate ai sensi degli articoli 16, 17 e 18 della legge 84/94 e di tutte le aziende dei Servizi di Interesse Economico Generale in servizio  nei porti italiani». Da qui la decisione dello sciopero e l’appuntamento per i lavoratori davanti al Ministero del Lavoro.

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