Meteo in Toscana, Gozzini (Lamma): «Per l’estate è ancora presto ma maggio sarà più caldo» – Le previsioni
L'analisi del direttore del Lamma Bernardo Gozzini: «El Nino ci sarà ma va visto con quali forza e tempi si svilupperà»
«Sarà un maggio sicuramente più caldo rispetto a quello dello scorso anno e ai precedenti: questo lo possiamo già dirà con ragionevole certezza». Parte da qui Bernardo Gozzini, meteorologo e amministratore unico del Consorzio Lamma, nel “fare la carte” al meteo per la prossima estate. Subito dopo, però, si ferma: «Questo lo possiamo già dire perché tutti gli indicatori, sia a livello nazionale che regionale, vanno nella stessa direzione – dice –. Sul resto, invece, non è ancora il momento di sbilanciarsi, anche se la tendenza di lungo periodo è chiara».
Ovvero?
«In Toscana in media le temperature estive aumentano di due gradi ogni cinquant’anni. Pur in una situazione di riscaldamento climatico globale, si tratta di un incremento superiore a quello delle altre stagioni. La prospettiva futura, quindi, è chiara: avremo estati sempre più calde. Però, per dire se quella di quest’anno vedrà crescere le temperature più o meno di quella del 2025, bisogna attendere ancora un po’».
Che cosa?
«Soprattutto in che direzione e con quale intensità si muoverà l’ormai noto anticiclone subtropicale che, da tempo, condiziona le nostre estati».
Pronunciarsi ora è prematuro?
«Direi di sì. Perché le variabili da prendere in considerazione sono molteplici e ancora poco prevedibili. L’anticiclone staziona in modo permanente sopra il Sahara, in Africa Settentrionale. Ed è per effetto della spinta del monsone africano che, nei mesi estivi, ormai da diversi anni ha cominciato a spostarsi verso l’Europa dando origine a quelle estati torride che abbiamo in imparato a conoscere. Ma ancora non sappiamo con quale forza si muoverà quest’anno il monsone e, soprattutto, in che direzione spingerà l’anticiclone».
In che senso?
«Beninteso, è sicuro che lo spingerà verso l’Europa. Ma per dirle se e che impatto avrà sulla Toscana dovremmo sapere in che misura investirà l’Italia, cosa che ancora non è possibile prevedere: il monsone, infatti, potrebbe spingerlo verso la penisola iberica e, in quel caso avremmo un’estate, comunque calda, ma un po’ meno torrida. Al contrario, se invece, dovesse orientarsi verso la penisola e i Balcani, probabilmente nei prossimi mesi avremmo temperature molto alte».
Perché è così difficile prevedere come si muoverà l’anticiclone subtropicale?
«A livello climatico c’è una correlazione spesso stretta fra fenomeni geograficamente lontani: le ho detto del legame fra l’anticiclone e il monsone africano. Ma a sua volta su quest’ultimo incide il monsone indiano. Aggiunga la variabile del Niño».
Ovvero?
«È un fenomeno climatico che provoca il riscaldamento anomalo delle acque superficiali nel Pacifico equatoriale e che si verifica periodicamente, spostando masse d’acqua calda verso l’America Latina, causando inondazioni e fenomeni meteo estremi in questo continente, e, viceversa, siccità in Australia».
Noi che c’entriamo?
«Intanto innalza, sia pure periodicamente, la temperatura globale. E poi incide sulla forza e l’intensità del monsone indiano che a sua volta impatta su quello africano».
Quest’anno ci sarà El Nino?
«Pare proprio di sì. Ma va visto con quali forza e tempi si svilupperà per capire se, e che impatto potrà avere sulla nostra estate. Si chiama così perché, di regola, raggiunge la massima intensità nel mese di dicembre. Ma comincia a muoversi ben prima. Inoltre, c’è un altro aspetto che va tenuto in considerazione».
Quale?
«La temperatura dei mari. Non solo negli oceani, ma anche nel Mediterraneo e nel nostro Tirreno già oggi è di almeno due gradi superiore alla media stagionale che, dovrebbe essere intorno ai 16 gradi centigradi. E, ovviamente, la tendenza sarà a crescere dato che andiamo verso l’estate e le giornate sono sempre più lunghe e soleggiate».
Che conseguenze ha il riscaldamento dei mari sul meteo e sul clima?
«Non c’è nulla di scontato e di automatico, ma, come abbiamo visto anche l’estate scorsa possono condurre anche ad eventi meteo estremi, che possono avere un impatto pesante sul territorio».
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