Giacomo Bongiorni, il giallo sulla ferita alla testa: i «30 secondi» choc, i video e l’autopsia – Cosa sappiamo
Eseguita l’autopsia per capire qual è stato il colpo letale: il medico legale ha un mese per depositare la relazione in Procura. Intanto gli avvocati dei cinque ragazzi annunciano una nuova versione
MASSA. È durata poco più di due ore l’autopsia sul corpo di Giacomo Bongiorni, 47 anni, morto domenica in seguito una aggressione in centro a Massa. Sui primi risultati è calato il silenzio imposto dalla procura minorile e da quella di Massa. Ma intanto, dai primi riscontri, sarebbe emerso chiaramente un colpo alla testa che ha causato una estesa emorragia cerebrale compatibile che dovrebbe essere la causa della morte. Quale sia il colpo che ha causato il decesso, però, ancora non è chiaro. E non si può neanche escludere che sia dovuto alla caduta a terra.
La procura ha previsto 30 giorni per il deposito della consulenza e solo allora si conoscerà quindi la causa esatta della morte del 47enne.
I legali dei ragazzi fermati
Intanto i legali dei ragazzi fermati annunciano che «domani (oggi 15 aprile per chi legge, ndr) uscirà una versione diversa di quanto accaduto», spiega Enzo Frediani, avvocato di Eduard Alin Carutasu, 19 anni, che si trova in carcere a Massa, dove stamani, 15 aprile, si terrà l’udienza di convalida del fermo suo e dell’altro giovane rumeno, Ionut Alexandru Miron, 23 anni, difeso dall’avvocato Giorgio Furlan. «Esprimo il mio profondo cordoglio alla famiglia», commenta Furlan, annunciando anche lui novità nell’udienza di oggi.
L’udienza di convalida
Entrambi gli avvocati metteranno in discussione la validità del fermo. Anche secondo Nicola Forcina, il legale del 17enne pugile che si trova in stato di fermo, «c’è, esiste una ricostruzione alternativa» rispetto a quella del branco che avrebbe colpito per un rimprovero. Una versione che verrà fuori nell’udienza di convalida che invece si terrà domani nel capoluogo ligure. Il 19enne è ritenuto responsabile di omicidio volontario, gli altri due di concorso.
Con loro ci sono altri due minorenni indagati ritenuti responsabili di rissa aggravata dalla morte del 47enne. Potrebbero finire nella lista degli indagati anche altri giovani.
Le indagini
Le indagini – che hanno già portato a un faldone di duecento pagine – vanno infatti avanti anche per quanto riguarda le singole posizioni dei minorenni coinvolti. Sono delegate al nucleo investigativo del comando provinciale carabinieri di Massa.
Intanto dalla analisi delle telecamere di videosorveglianza sono emersi dettagli sull’aggressione. Un’aggressione durata in tutto 30 secondi al massimo e divisa in due fasi: nella prima si vedrebbero i ragazzi picchiare il cognato della vittima, nella seconda il 47enne si avvicina al gruppo. Qui si parla di una testata dalla vittima al 17enne. Quello che è certo è che ne sono seguiti due pugni da parte del minore. Al secondo Bongiorni sarebbe caduto a terra. Lì sarebbe stato colpito dagli altri due ragazzi fermati, con un calcio all’addome e uno in faccia. Se e quale sia stato mortale, appunto, non è noto.
«È ancora presto per comprendere le cause del decesso, ovvero qual è stato il colpo che ne ha causato la morte, il professor Ventura si è riservato perché aveva un altro incarico, ora dobbiamo attendere la relazione», spiega l’avvocato Frediani che insieme a Furlan ha nominato un consulente di parte.
I video
Dall’esame delle telecamere di videosorveglianza non si vedrebbero bottiglie lanciate contro le vetrine, come invece emerso in un primo momento. Importante per ricostruire l’accaduto sarà anche l’esito degli esami tossicologici fatti sul corpo del 47enne e sui ragazzi coinvolti.
Le udienze di oggi e domani – 15-16 aprile – saranno quindi tappe importanti per chiarire almeno parte di questi dubbi e riuscire così a ricostruire quello che è successo in piazza Palma intorno alle 1,20 di domenica. Quando la vita dei protagonisti è cambiata per sempre.
