La guida
Rosi, la gattina stuprata in un parco sta costruendo un miracolo: si stringe la caccia al “mostro”
La micia trovata agonizzante nel parco di Tor Tre Teste continua il suo lento recupero in clinica, mentre cresce la mobilitazione di cittadini e associazioni che chiedono verità e giustizia per l’autore delle violenze
Rosi, la micia trovata in condizioni gravissime nel parco di Tor Tre Teste a Roma dopo essere stata vittima di uno stupro, sta lentamente risalendo la china. Sono passate poco più di due settimane dal suo ritrovamento e, nonostante la strada sia ancora lunga, i segnali di miglioramento iniziano a essere evidenti. La gattina è tuttora ricoverata nella clinica veterinaria dove era stata portata d’urgenza subito dopo il soccorso.
Le condizioni: «È quasi fuori pericolo, ma resta fragile»
Nei giorni precedenti alla Pasqua, il veterinario che la segue aveva spiegato quanto fosse stato critico il suo stato: la micia era arrivata in condizioni tali da far temere il peggio. Ora la situazione è più stabile, anche se la prudenza rimane d’obbligo. La Lega Nazionale per la Difesa del Cane – sezione Ostia, che si sta occupando del caso fin dal primo momento, conferma che Rosi dovrà restare ancora ricoverata: ha bisogno di recuperare peso, energie e di essere monitorata costantemente.
Il messaggio della clinica: «Ogni giorno un passo verso la vita»
Nel giorno di Pasquetta, la clinica ha condiviso un aggiornamento sui social, ringraziando le tante persone che stanno seguendo la vicenda con affetto. Il messaggio parla di una micia che, nonostante tutto, mostra una forza sorprendente e una voglia di vivere che ha commosso volontari e veterinari.
L’ondata di solidarietà e la richiesta di giustizia
La storia di Rosi ha toccato migliaia di persone: ogni giorno arrivano messaggi, domande, offerte di aiuto. In molti chiedono aggiornamenti sulle sue condizioni, ma soprattutto vogliono che venga individuato chi l’ha ridotta in quello stato. Secondo un esposto presentato da Enpa, l’autore del gesto rappresenterebbe «un pericolo sociale». Al momento non ci sono certezze sull’identità del responsabile né sulle modalità con cui la violenza è stata compiuta.
Il cambiamento di Rosi: dalla paura alle prime coccole
Quando era stata portata in clinica, la gattina non permetteva a nessuno di avvicinarsi: terrorizzata, rifiutava persino il contatto. Ora, racconta il veterinario, la situazione è completamente diversa. Rosi ha iniziato a fidarsi, si avvicina spontaneamente e cerca le carezze. Un segnale prezioso, che indica non solo un miglioramento fisico, ma anche un lento recupero emotivo.
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