Il Tirreno

Toscana

Lavoro

Contratto scuola 2025-2027, aumenti per insegnanti e personale Ata: «Oltre 130 euro in più in busta paga»

di Redazione web

	(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

La premier Meloni sui social: «Questo è il terzo rinnovo per il comparto Istruzione dall’inizio della legislatura: una cosa mai accaduta prima»

4 MINUTI DI LETTURA





ROMA. «Quello che avevamo promesso abbiamo mantenuto: tre rinnovi per la scuola in tre anni, con l’ultimo firmato appena quattro mesi fa. Dal 2023 a oggi abbiamo firmato i contratti relativi ai trienni 2019/21, 2022/24 e 2025/27. Un obiettivo che possiamo considerare straordinario e che abbiamo raggiunto».

Così il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo in merito alla firma di oggi –primo aprile 2026 – all’Aran del Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Istruzione e Ricerca relativo al triennio 2025/27, contratto firmato da tutte le rappresentanze sindacali di categoria, inclusa la Cgil.

Il triennio

Il ministro ha poi concluso: «Abbiamo garantito così con i tre rinnovi un incremento complessivo superiore al 16 per cento per 1,3 milioni di lavoratrici e lavoratori del comparto. Come promesso: ritmo, continuità e basta ritardi. E lo dimostra il fatto che abbiamo già stanziato le risorse per il prossimo triennio 2028/30».

La premier

«Il Governo continua a lavorare sull’aumento dei salari. Oggi la firma del rinnovo della parte economica del contratto collettivo nazionale del comparto Istruzione, per il triennio 2025-2027, che interessa oltre un milione di dipendenti. È il terzo rinnovo per il comparto Istruzione dall’inizio della legislatura: una cosa mai accaduta prima». Lo scrive, in un post sui social, la premier Giorgia Meloni.

Gli aumenti e i dettagli

Aumenti medi da oltre 130 euro e 800 euro di arretrati. Nella nota a verbale, su richiesta Uil Scuola, è stato inserito il richiamo al recupero dell’anno 2013 e la richiesta che i 20 milioni destinati agli operatori siano gestiti in modo più equo, prevedendo un'ulteriore quota anche per i Dsga e gli altri profili Ata.

«È un passaggio significativo in una fase economica del nostro paese caratterizzata da una forte inflazione – dichiara Giuseppe D’Aprile, segretario generale della Uil Scuola Rua – Firmare un contratto ancora non scaduto è risultato che segna un cambio di passo». «Si tratta di una sottoscrizione avvenuta in vigenza contrattuale, come raramente accaduto in passato, che garantisce aumenti medi per il personale della scuola pari a 130,70 euro per tredici mensilità, con un incremento complessivo intorno al 6% per l’intero comparto Istruzione e Ricerca. Abbiamo sottoscritto il Ccnl 22/24 – prosegue D’Aprile – rivendicando di chiudere nei primi mesi del 2026 la sola parte economica per dare subito risposte concrete al personale del comparto e avviare, senza ulteriori ritardi, il confronto sulla parte normativa. È esattamente quanto avevamo chiesto a dicembre: destinare immediatamente le risorse disponibili e garantire incrementi certi».

«Il contratto prevede uno stanziamento di circa 20 milioni di euro per il profilo di operatore. Alla luce dell’incertezza sull’effettiva e completa attuazione del profilo, abbiamo rilasciato una dichiarazione a verbale in cui chiediamo che tali risorse siano utilizzate con criteri di prudenza e gradualità, garantendo priorità all’intero personale già in servizio nell’area».

La sigla

«Per questo – continua D’Aprile – è necessario prevedere una quota destinata al personale dell’area dei Funzionari ed Elevata Qualificazione e al restante personale Ata, al fine di evitare ingiustificati disallineamenti retributivi. Aran e organizzazioni sindacali hanno inoltre sottoscritto una nota congiunta per rafforzare la tutela legale del personale vittima di aggressioni nei luoghi di lavoro e per individuare ulteriori risorse a sostegno del comparto».

«Resta centrale il tema della detassazione degli aumenti contrattuali che deve essere estesa anche al nostro comparto. È chiaro che si tratta di rivendicazioni che non trovano risoluzione in sede Aran ed è per questo che, siamo consapevoli, è necessario spostare il problema sul versante politico. Non è più sostenibile che le somme utilizzate per i rinnovi contrattuali vengano tassate a volte anche del 35%. Inoltre, bisogna ripristinare un sacrosanto diritto, quello del recupero dell'anno 2013, che ha rappresentato l'ennesimo modo di fare cassa sul personale, nel nostro caso, del comparto istruzione e ricerca. Da domani saremo al lavoro per aprire il confronto sulla parte normativa, con l'obiettivo di affrontare e risolvere le questioni rimaste aperte nel contratto 2019-2021, che la Uil Scuola Rua non ha sottoscritto, e di migliorare le condizioni di lavoro del personale», conclude il segretario.

Primo piano
Clima

Meteo in Toscana, verso il “ribaltone”: così l’ultima previsione per Pasqua e Pasquetta

di Redazione web
Speciale Scuola 2030