Il Tirreno

Toscana

La protesta

Logistica considerata servizio essenziale negli scioperi, sindacati sul piede di guerra

di Maurizio Campogiani

	Lo scalo labronico (foto Stick)
Lo scalo labronico (foto Stick)

Filt Cgil, Fit Cisl e Usb Logistica contestano la decisione della Commissione di Garanzia Scioperi e preannunciano battaglia. Chiesto un incontro alla stessa commissione e ai gruppi parlamentari

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Se a Confetra la decisione di assimilare la logistica a un servizio essenziale in occasione degli scioperi è risultata particolarmente gradita, lo stesso non può dirsi delle organizzazioni sindacali. Filt Cgil, Fit Cis e Usb Logistica preannunciano battaglia se il provvedimento non sarà rivisto.

«L’orientamento emesso dalla Commissione di Garanzia Scioperi – scrive la Filt - ribalta completamente quanto già formulato nei quasi 30 anni di attività sull’applicazione della legge 146 all’intero settore dei trasporti e travalica completamente i principi della legge che ha come obiettivo il bilanciamento dei diritti costituzionali dei cittadini in settori come la sanità, l’istruzione, la mobilità con il diritto di sciopero sancito dalla Costituzione».

Il sindacato trasporti della Cgil chiede quindi che sia ripristinato quanto già oggi disciplinato nel contratto collettivo di lavoro e per questo ha inviato una specifica richiesta d’incontro alla commissione ed anche a tutti i gruppi parlamentari. «In assenza di un esito positivo rispetto alle nostre richieste – annuncia la Filt - metteremo in campo ogni azione di contrasto all’orientamento della commissione anche attraverso la mobilitazione delle lavoratrici e lavoratori del settore».

Analoghe le considerazioni espresse dalla Fit Cisl e analoga la richiesta di un confronto immediato con la Commissione e con i gruppi parlamentari «per ripristinare quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro». Per Usb Logistica, è inaccettabile estendere la Legge 146/90 alla logistica. «Si punta a imbavagliare – scrive il sindacato - uno dei comparti più combattivi del mondo del lavoro e ad allinearlo al modello dei “servizi pubblici essenziali», con l’unico scopo di ridurre al silenzio la voce dei magazzinieri, dei corrieri, dei camionisti e dei facchini che in questi anni hanno conquistato diritti reali, contrapponendosi alla malavita organizzata, portando oltretutto alle casse dello stato somme ingenti recuperate dall'evasione fiscale e contributiva. Tutto ciò è stato ottenuto con la mobilitazione, che ha visto oltretutto il sacrificio di lavoratori uccisi durante le iniziative di lotta. La logistica non è un servizio pubblico, ma un pilastro dell’economia privata costruito sullo sfruttamento, sulla reiterata e certificata evasione fiscale e contributiva, sugli appalti incontrollati e su un sistema di lavoro che si regge sulla precarietà. La Logistica ed il trasporto merci sono ogni anno tristemente ai primi posti per infortuni sul lavoro ed incidenti mortali. Proprio per questo, colpire il diritto di sciopero in questo settore significa difendere lo sfruttamento e punire chi lo combatte».

«Non accetteremo – conclude Usb Logistica - nessuna nuova norma che riduca ulteriormente la capacità delle lavoratrici e dei lavoratori di organizzarsi e difendere i propri interessi. Lo sciopero è la voce di chi non ha altra arma che la propria forza collettiva. Metterlo sotto regime significa solo costruire un silenzio forzato, ma nelle pieghe di quel silenzio continuerà a crescere la rabbia di chi non si rassegna. Il tema del diritto di sciopero e degli attacchi che questo sta subendo nel nostro Paese sarà centrale nell'assemblea nazionale operaia, che coinvolgerà tutti i settori del lavoro operaio, che si svolgerà il prossimo 28 marzo a Roma, alle 10 al Nuovo Cinema Aquila».

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