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Benzina e diesel, quando inizia lo “sconto” del Governo e perché non è ancora in vigore?

di Redazione web

	Niente sconto sulla benzina al distributore
Niente sconto sulla benzina al distributore

Il Codacons giovedì 19 marzo denuncia un quadro di totale confusione: «In tutta Italia il taglio non si è visto: «I distributori stanno vendendo carburanti a prezzi persino più alti di mercoledì 18 marzo»

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Il decreto carburanti approvato dal Consiglio dei ministri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e il taglio delle accise su benzina e gasolio è formalmente entrato in vigore da oggi, giovedì 19 marzo. La riduzione prevista è di 20 centesimi al litro, che con l’Iva porta il risparmio teorico a circa 25 centesimi. Una misura valida per 20 giorni, pensata per alleggerire il costo dei rifornimenti in un momento di forte tensione sui mercati energetici.

Quanto dovrebbero costare benzina e gasolio dopo il taglio

Il decreto stabilisce che le accise su benzina e gasolio scendono a 472,90 euro per 1000 litri, mentre quelle sul GPL si attestano a 167,77 euro per 1000 kg. Secondo le stime del Codacons, i prezzi medi dovrebbero assestarsi su:

  • 1,859 €/l per il gasolio
  • 1,623 €/l per la benzina

Il risparmio atteso per un pieno da 50 litri sarebbe di circa 12 euro. Sulle autostrade, i valori di riferimento dovrebbero essere:

  • 1,925 €/l per il diesel
  • 1,706 €/l per la benzina

Questi sarebbero i parametri da tenere a mente per capire se il taglio è stato applicato correttamente.

Ma i prezzi reali restano più alti: distributori in attesa di istruzioni

Nonostante la misura sia ufficialmente operativa, i listini esposti questa mattina raccontano tutt’altra storia. Sul portale Mister Prezzi, aggiornato alle 8, i valori medi in autostrada risultano addirittura più alti di ieri, quando il taglio non era ancora in vigore:

  • Gasolio self: 2,190 €/l
  • Benzina self: 1,967 €/l
  • GPL servito: 0,837 €/l
  • Metano servito: 1,545 €/l

Mercoledì 18 marzo, prima del decreto, la benzina self era a 1,950 €/l e il gasolio a 2,169 €/l. Una situazione che ha fatto scattare l’allarme tra le associazioni dei consumatori.

Il Codacons: “Taglio mai applicato, gestori senza indicazioni dalle compagnie”

Il Codacons giovedì 19 marzo denuncia un quadro di totale confusione: «In tutta Italia il taglio non si è visto: «I distributori stanno vendendo carburanti a prezzi persino più alti di mercoledì 18 marzo». Secondo l’associazione, i gestori non avrebbero ricevuto dalle compagnie petrolifere le istruzioni operative per aggiornare i listini. Essendo vincolati ai prezzi imposti dai fornitori, non possono modificare autonomamente le tariffe.

Il risultato è un doppio danno: per i consumatori, che non beneficiano del taglio annunciato; per i gestori, costretti a lavorare nell’incertezza e a fronteggiare le proteste degli automobilisti.

Prezzi record: diesel “supreme” oltre 3 euro al litro

La confusione si riflette anche su alcuni tratti autostradali. Sull’A22 Brennero–Modena, secondo i dati del Mimit, questa mattina il diesel “supreme” veniva venduto:

  • 3,159 €/l al servito
  • 2,849 €/l al self

Numeri che confermano un mercato ancora in pieno caos, nonostante il decreto sia già in vigore.

La richiesta al Governo: “Intervenire subito”

Codacons e altre associazioni chiedono un intervento urgente da parte di Mef e Mimit per chiarire le modalità di applicazione del taglio e fornire indicazioni precise agli operatori. La situazione, al momento, resta fluida: il taglio delle accise è formalmente attivo, ma non ancora percepito dagli automobilisti, che continuano a fare i conti con prezzi record.

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