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Carburanti, via libera del governo a dl su caro prezzi: «Tagliamo 25 centesimi al litro» – Le misure

di Redazione web

	(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

La decisione è arrivata in serata dopo il Consiglio dei ministri. Elly Schlein: «Un intervento che vale 20 giorni...»

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ROMA. L’intervento sul caro carburanti, saltato nel Consiglio dei ministri di martedì scorso, alla fine arriva sul tavolo del governo a quattro giorni dal referendum sulla giustizia. Il decreto legge, varato a palazzo Chigi alla vigilia della partecipazione di Giorgia Meloni al Consiglio europeo, punta a contrastare l’impennata dei prezzi di gasolio e benzina causata dalla crisi nello Stretto di Hormuz registrata in in seguito all’attacco militare di Stati Uniti e Israele all’Iran.

Il Cdm

Le misure adottate dall’esecutivo vanno incontro alle difficoltà dei consumatori e rispondono anche alle critiche dell’opposizione, che per giorni hanno accusato la premier di immobilismo sul fronte del taglio delle accise. Taglio che alla fine si consuma nel corso di una giornata fatta di incontri sull’asse Roma-Milano, con Meloni che in mattinata incontra a palazzo Chigi sia il titolare del Mef, Giancarlo Giogetti, che il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, mentre nel pomeriggio il vicepremier Matteo Salvini riunisce nella Prefettura del capoluogo lombardo 37 rappresentanti delle compagnie petrolifere.

Già all’ora di pranzo i ministri vengono allertati per il Cdm che andrà poi in scena alle 19. Mezz’ora di riunione a Chigi per dare il via libera al provvedimento che, come spiega Meloni prima al Tg1 e poi in un video diffuso via social, dimostra come il governo continua a lavorare “per far fronte all’aumento dei prezzi dei carburanti, che sono conseguenza della crisi che sta coinvolgendo il Medio Oriente».

Le misure

«Fin dall’inizio – ricorda la premier – abbiamo attivato tutti i meccanismi a disposizione per assicurare la trasparenza sui prezzi, per intervenire insieme alla Guardia di Finanza e all’Antitrust nei casi di aumenti anomali al distributore. Ed è grazie a questa attività, se finora in Italia l’aumento dei prezzi è stato in ogni caso più basso rispetto a quello che accade nei maggiori paesi europei».

«Non ci basta», aggiunge però Meloni illustrando il nuovo provvedimento varato e che prevede «sostanzialmente tre cose: primo, riduciamo il prezzo del carburante di circa 25 centesimi al litro per tutti; secondo, introduciamo un credito d’imposta a favore degli autotrasportatori che è pari all’aumento di costi sul carburante che questi autotrasportatori sostengono, perché vogliamo evitare che l’aumento del gasolio si traduca anche in un aumento dei prezzi dei beni di consumo. È una misura che, tra l’altro, viene prevista anche per i nostri pescatori».

«Un meccanismo anti-speculazione»

«Terzo e ultimo punto molto importante, soprattutto se collegato agli altri – rimarca – è che prevediamo un meccanismo anti-speculazione. Vogliamo cioè legare in modo stringente il prezzo applicato ai consumatori dai petrolieri e dai distributori all’effettiva variazione dei prezzi del greggio a livello internazionale, perché non vogliamo che queste risorse che stiamo investendo, che sono soldi degli italiani, finiscano nelle mani degli speculatori. È un meccanismo che consentirà di fermare subito gli aumenti ingiustificati, di assicurare che petrolieri e distributori abbassino il prezzo al distributore, contestualmente alla diminuzione del prezzo del greggio a livello internazionale».

Per Meloni quello approvato in Cdm rappresenta «un pacchetto di misure che ha un obiettivo chiaro nell’immediato, cioè fermare la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi» in Medio Oriente, «una crisi che chiaramente tutti lavoriamo perché finisca nel più breve tempo possibile. E il messaggio che vogliamo dare ai cittadini è semplice – conclude -: noi continueremo a fare tutto quello che nelle nostre possibilità per impedire che si speculi su ciò che sta accadendo, e per evitare che le conseguenze della crisi possano impattare sulle famiglie e sulle imprese di questa nazione».

L’opposizione: «Intervento per 20 giorni»

«Siamo stati i primi a chiedere al governo di restituire ai cittadini quell’extra gettito IVA che ogni giorno, dall’inizio di questa guerra illegale, lo Stato ha incassato. Però, ecco, mettiamo in chiaro una cosa: questa è la presidente del Consiglio che aveva promesso davanti al benzinaio di abolire del tutto le accise. E invece oggi, dopo che già da giorni gli italiani la pagano più di 2 euro al litro, interviene per 20 giorni, guarda caso con in mezzo un voto sul referendum costituzionale. Quindi, se non si ferma questa guerra illegale, questo rimarrà un decreto elettorale e quindi bisognerà intervenire in maniera più strutturale». Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein a Il cavallo e la Torre su Rai Tre.

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