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Tralicci fra i vigneti di Bolgheri e sopra il celebre Viale dei cipressi – I dettagli del progetto

di Luca Centini
Una veduta dell'area
Una veduta dell'area

Patto tra Comune e Consorzio Bolgheri Doc sul problema dei maxi impianti: «L’eccellenza del nostro territorio e delle nostre produzioni deve essere tutelata»

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CASTAGNETO. Immaginate i tralicci dell’alta tensione alti decine di metri attraversare lo storico viale di Bolgheri e i terreni famosi nel mondo per la produzione di vini da favola. No, non si tratta di una fantasia distopica. Niente affatto. È lo scenario che si verrebbe a creare davvero, qualora si concretizzasse l’iter intrapreso per la progettazione delle opere connesse alla realizzazione del Parco eolico offshore flottante nel mare tra la Gorgona e Capraia.

Ma cosa ci appiccicano le turbine eoliche in mezzo al mar Tirreno con il vino e il viale di Bolgheri? La domanda parte in modo pressoché automatico.

Il progetto

Per avere la risposta basta sfogliare le pagine del progetto di fattibilità depositato dal gruppo Atis Floating Wind, joint venture tra Eni Plenitude e Simply Blue Group, relativo alle opere connesse al Parco eolico. Tra queste c’è un elettrodotto 380 kV che collegherà la nuova stazione di Castellina Marittima, a cui da Rosignano si attaccherà l’impianto eolico flottante, e la stazione esistente di Cornia a 132 kV di Suvereto per cui è previsto l’ampliamento a 380 kV.

Qualche dettaglio in più? 45,2 km di tracciato, di cui 43,5 km su linea aerea costituita da tralicci di altezza che varia da 12 a 43 metri, attraverso il territorio di dieci comuni della Costa degli Etruschi e della Val di Cornia, Castagneto compreso. E quindi Bolgheri. La valutazione di impatto ambientale ministeriale è in corso, con la Regione Toscana chiamata a esprimere un parere “territoriale” sull’impatto.

Più che un progetto, l’elettrodotto Castellina-Cornia è vissuto come un nuovo campanello di allarme per chi sulla difesa e la valorizzazione del territorio investe da tanti anni. Non a caso è notizia di queste ore il patto di collaborazione tra l’amministrazione comunale di Castagneto e il Consorzio Bolgheri Doc, con l’obiettivo di mettere in piedi un confronto costante, in modo da orientarsi nella selva di progetti energetici presentati da numerose aziende sul territorio. Sì, perché l’elettrodotto è la goccia che ha fatto traboccare il vaso e non certo la prima spia che si accende.

Transizione o invasione

«La transizione energetica è un obiettivo necessario e non rinviabile e il nostro Comune non ne mette in discussione la strategicità per l’Italia e l’Unione europea». È quanto sostengono il Comune di Castagneto Carducci e Consorzio Doc Bolgheri, secondo cui l’attuale quadro normativo nazionale sta consentendo una proliferazione di progetti anche di grandi impianti energetici di tipo industriale in aree agricole di pregio paesaggistico e produttivo. Una proliferazione che si scontra con le scarse informazioni che il più delle volte sono a disposizione dei Comuni e delle Province. Istituzioni che, pur rappresentando i territori, «rischiano di subire impianti che porteranno nuovi tralicci, sottostazioni e infrastrutture industriali, inseriti in progetti di qualità discutibile, in spregio del paesaggio o che comunque non approfondiscono in modo necessario aspetti legati al rispetto dell’ambiente e della compatibilità con l’insediamento umano».

«Ci dobbiamo difendere»

La sindaca di Castagneto Sandra Scarpellini è anche presidente della Provincia di Livorno. E, pur essendo promotrice della transizione energetica, parla senza mezzi termini della necessità di tutelare il territorio. «Questi interventi giungono sui nostri tavoli quando ormai hanno avviato iter ministeriali avanzati – sostiene – . Eppure, producono una trasformazione strutturale del territorio che incide in modo irreversibile sull’identità dei luoghi, sul paesaggio toscano, sull’economia agricola e turistica e dunque sull’intero equilibrio della nostra comunità – prosegue – ed è quindi necessario che abbiamo gli strumenti per tutelarci. È fondamentale agire in sinergia con tutti i principali attori del territorio castagnetano, che rappresentano lavoro, crescita ed eccellenze nazionali. Sarà importante dare informazioni ai cittadini sugli investimenti che ci riguardano, al vaglio del ministero competente».

Lo scorso febbraio quindici sindaci della Costa degli Etruschi, su iniziativa di Scarpellini e della prima cittadina di Suvereto Jessica Pasquini, hanno inviato una lettera alla Regione. «Abbiamo già rappresentato la posizione di questa amministrazione, unitamente agli altri sindaci dell’ambito turistico Costa degli Etruschi, perché la Regione Toscana, pur dovendosi attenere a leggi statali, possa svolgere un ruolo di coordinamento, aiutandoci ad affrontare il cambiamento senza esserne travolti, e garantendo che la transizione energetica non si traduca in una devastazione del sistema Toscana, risultato di un delicato equilibrio facilmente scardinabile».

Tralicci e vigneti

Ieri – 11 marzo – è stato ufficialmente avviato il percorso di confronto e collaborazione con il Consorzio Doc Bolgheri, per condividere le criticità che si sono manifestate con la prima conoscenza dei progetti di questo tipo, in corso di procedure ministeriali. «Guardiamo con grande preoccupazione a queste scelte, che potrebbero avere conseguenze significative sul nostro territorio, un’area che l’intera comunità ha contribuito a costruire e valorizzare nel tempo, con impegno e dedizione – afferma Cinzia Merli, presidente del Consorzio Bolgheri – In particolare, l’attraversamento dell’elettrodotto nei vigneti della nostra denominazione solleva forti preoccupazioni, poiché potrebbe compromettere l’integrità di un’area vitale per i nostri prodotti, che rappresentano un’eccellenza Toscana nel mondo. Per questo, riteniamo sia fondamentale fare tutto il possibile per tutelare e preservare questo patrimonio».

La presidente del Consorzio rimarca come non si tratti soltanto di una questione economica. «Le valutazioni da compiere devono essere più ampie e riguardare diversi aspetti: dall’impatto paesaggistico alla tutela delle aree protette e dei siti della rete Natura 2000, fino alle ricadute sul turismo, sull’attività agricola e sulla qualità della vita delle comunità locali. Si tratta di un tema che interessa l’intera costa toscana e che merita un confronto approfondito, affinché ogni decisione possa essere presa con la massima attenzione e nel rispetto delle caratteristiche e delle vocazioni del territorio». 

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