Diretta
Porti, Assarmatori plaude alla nuova strategia della Commissione Europea
Per l’associazione degli armatori va nella direzione tracciata dal settore. Rossi: «I prossimi mesi, con la revisione della direttiva Ets saranno cruciali per il nostro settore»
Ancora commenti in merito alla pubblicazione da parte della Commissione Europea della nuova Strategia Marittima Industriale Europea e della Strategia Europea dei Porti, documenti di fondamentale importanza perché delineano il perimetro d’azione e le direttrici future d’intervento delle istituzioni europee per il settore marittimo-portuale e l’intera filiera industriale marittima. Sul contenuto del documento, interviene Assarmatori.
Per l’associazione che raccoglie gli armatori italiani, dell'Unione Europea e dei Paesi terzi che operano in Italia servizi marittimi regolari, i testi elaborati dalla Commissione Europea riflettono un approccio bilanciato e fanno sintesi tra le esigenze del settore, includendo diverse priorità che la stessa Assarmatori ha portato avanti nell’ultimo anno e mezzo in sede europea e nazionale.
Tra queste, merita segnalare la revisione della Direttiva Ets, l’invito agli Stati Membri ad allocare maggiori risorse derivanti da questo regime alla decarbonizzazione del settore, la necessità di risolvere le problematiche di competitività dei porti di transhipment, la semplificazione dei criteri di vaglio tecnico della Tassonomia europea, il riconoscimento del valore insostituibile dell’Aiuto di Stato alle bandiere europee e del potenziale dual use delle unità Ro/Ro-Pax, così come la semplificazione delle procedure MRV e lo sviluppo del cold ironing nei porti.
«Si tratta di temi cari all’armamento italiano che finalmente trovano diritto di cittadinanza in documenti d’indirizzo della Commissione europea – commenta il segretario generale di Assarmatori, Alberto Rossi – di un passo avanti significativo, ma non dobbiamo cedere a facili entusiasmi: il modo in cui queste priorità verranno realizzate e messe a terra dall’UE farà la differenza tra un’industria in grado di competere con il resto del mondo e un’industria gravata da una legislazione miope come quella che subiamo oggi. Fondamentale è stato fino ad ora, e ancor di più lo sarà in futuro, l’impegno del Commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas e del Vice Presidente Esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, che, tra le varie deleghe, supervisiona alle politiche dei trasporti. Allo stesso modo l’ascolto, l’impegno e il protagonismo del Governo italiano, a partire dai Ministri Salvini, Pichetto Fratin e Musumeci, dal Viceministro Rixi e dal CIPOM, hanno permesso d’invertire alcune pericolose tendenze che erano emerse a Bruxelles nei mesi scorsi, tra cui un eccessivo protezionismo promosso da Germania, Olanda e Francia, che stava per concretizzarsi in dazi sull’importazione dei traghetti, e un approccio negativo verso l’integrazione verticale, riconosciuta nella Strategia dei Porti, finalmente, come in grado di promuovere efficienza e competitività».
«I prossimi mesi, con la revisione della Direttiva Ets – conclude Rossi – saranno cruciali per il nostro settore. Le premesse sono buone ma non sarà facile superare alcuni ostacoli, tra cui l’eccessiva miopia di parti della Commissione europea e di alcuni Stati Membri rispetto alle soluzioni di cui l’industria ha bisogno, in primo luogo le deroghe per i porti di transhipment, le Autostrade del Mare e i collegamenti con le isole sotto l’Ets».
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