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La protesta

Iran, l’allarme dei movimenti: «Pisa e Livorno possono diventare bersagli a causa della presenza di Camp Darby» – Video

di Nilo Di Modica

	Un momento del presidio
Un momento del presidio

Presidio e appello lanciato da “Una città in Comune” e Rifondazione Comunista: intervengono sulla vicenda anche i “No base”

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PISA. «Mantenere l’attenzione fissa su questo luogo, che rende le città di Pisa e Livorno un possibile bersaglio, oltre che un dispositivo per la guerra». È questo l’appello che “Una città in Comune” e Rifondazione Comunista hanno lanciato oggi, 6 marzo, con un presidio di fronte alla base militare di Camp Darby, nei giorni drammatici in cui i missili sono tornati a solcare i cieli in Medio Oriente.

Partiti e movimenti

«In questo scenario le basi statunitensi presenti in Italia, che sono almeno nove, assumono un ruolo sempre più strategico – dicono Daniele Iannello e Federico Oliveri, di Rifondazione – Tra queste c'è Camp Darby, uno dei principali siti di stoccaggio e smistamento di armamenti dell’esercito statunitense in Europa. Un luogo da cui transitano armamenti destinati ai teatri di guerra, attraverso il porto di Livorno, le infrastrutture ferroviarie e la rete logistica militare presente sul territorio. Che adesso verranno impiegate per questa nuova guerra di aggressione».

Sito che, dopo il voto in parlamento di giovedì scorso, potrà essere usato – dicono “Una città in Comune” e Prc – anche per le operazioni che in qualche modo coinvolgono l'Iran. Un uso logistico che secondo i documenti approvati si concentra sul tema della difesa anti-aerea e anti-missilistica, per «aiutare i Paesi del Golfo», ma che non convince i movimenti pacifisti. Che da anni chiedono «la chiusura di Camp Darby e la riconversione dell’area ad usi civili, sociali e ambientali».

Parole d'ordine rilanciate anche in vista della grande manifestazione nazionale “No Kings”, contro “re e regine e le loro guerre”, promossa da numerose sigle per il 28 marzo a Roma.

La politica

«La risoluzione approvata alla Camera su proposta del governo Meloni conferma una scelta bellicista e pericolosa che va ripudiata: l’Italia partecipa e rafforza il suo ruolo al fianco di Stati Uniti e Israele mentre si fa a pezzi il diritto internazionale, in un'escalation bellica in cui a morire sono centinaia di persone inermi in tutto il Medioriente e mentre prosegue il genocidio palestinese – commenta Giulia Contini, consigliera comunale della coalizione – Una guerra fatta in nome dei più forti e contro i popoli ed un rischio che si ripete per la nostra città, che dovrebbe essere argomento di discussione anche nel nostro consiglio comunale».

Il progetto

In tutto questo si innesta il progetto di una nuova base militare. «I reparti che si vogliono portare al Cisam sono d'élite, già impegnati in passato all'estero – ricorda Fausto Pascali, del Movimento No Base. – Pisa è oggi uno snodo fondamentale di questo sistema: nel raggio di pochi chilometri si concentrano aeroporto militare, Folgore e, appunto, Camp Darby. La base americana, che doveva essere gradualmente dismessa, è oggi sempre più potenziata. Ciò avviene tramite il rinnovamento della banchina di Tombolo, approvato dal governo Gentiloni; i lavori per la navigabilità dei canali dei Navicelli, promossi dalla Regione Toscana e dal Comune; e l’investimento Usa per il ponte girevole per raccordarsi con le Ferrovie, i cui lavori hanno bloccato la circolazione civile anche negli scorsi mesi. Senza dimenticare la nuova base dei reparti dei carabinieri nel Parco di San Rossore, che dirotterà sulle politiche di guerra oltre mezzo miliardo di euro». 

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